{"id":875,"date":"2017-05-11T18:34:44","date_gmt":"2017-05-11T16:34:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=875"},"modified":"2017-05-12T07:15:55","modified_gmt":"2017-05-12T05:15:55","slug":"murakami-meglio-tornare-a-swift-o-a-wallace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2017\/05\/11\/murakami-meglio-tornare-a-swift-o-a-wallace\/","title":{"rendered":"Murakami? Meglio tornare a Swift o a Wallace"},"content":{"rendered":"<p>Mi sono tolto la curiosit\u00e0. Finalmente. Durante le frequenti incursioni in libreria mi capitava sempre di gettare uno sguardo a quel lungo scomparto pieno zeppo dei titoli di <strong>Haruki Murakami<\/strong>. I suoi libri sono pubblicati da Einaudi. Sono tanti e tutti presenti in libreria in grande numero di copie. Una cosa che, a ben guardarsi intorno, capita soltanto ad alcuni autori di culto o a qualche \u201cprincipe del catalogo\u201d. <strong>Dickens<\/strong>, solo in parte, <strong>Balzac<\/strong> in minima porzione, e poi tra i pi\u00f9 recenti <strong>Calvino<\/strong>, <strong>Primo Levi<\/strong>, e in parte <strong>Svevo<\/strong>. Una cosa che, a ben guardare non capita nemmeno per \u201cpezzi grossi\u201d del calibro di Philip Roth o Ian McEwan. Che fortuna, pensavo tra me, che ha questo scrittore giapponese. Praticamente tutto il suo personalissimo catalogo \u00e8 in commercio. E il lettore pu\u00f2 spaziare con enorme comodit\u00e0 tra i suoi titoli, recenti e lontani.<\/p>\n<p>Murakami \u00e8 molto popolare, si sa. Molto apprezzato da una vasta fetta del pubblico delle librerie. Per\u00f2 non mi sono mai convinto a prenderne in mano uno dei suoi titoli. La mia perplessit\u00e0 era dovuta a quei commenti negativi che tra addetti ai lavori, o lettori incalliti, comunque capita di sentire. Di detrattori, insomma, lo scrittore giapponese ne ha. Anche se in numero ovviamente risibile rispetto a quello dei suoi fan. Poi un giorno, praticamente per caso, ti capita di ascoltare uno scrittore che ammiri molto (in questo caso <strong>Marco Lodoli<\/strong>) dire durante una conversazione privata che ha apprezzato molto il romanzo <em>Kafka sulla spiaggia<\/em>, che ne \u00e8 rimasto piacevolmente sorpreso. Questo ti basta per vincere l\u2019ultima riserva e per cogliere al volo il modo di soddisfare una curiosit\u00e0 che durava da tempo.<\/p>\n<p>Ovviamente non ho avuto nessuna difficolt\u00e0 a trovare il volume in questione anche se in Giappone \u00e8 uscito nel 2002 (se andate a cercare in libreria un romanzo vecchio anche solo di diciotto mesi di un altro autore pur conosciuto e apprezzato non sarete altrettanto fortunati). E quindi mi sono messo a leggere.<\/p>\n<p>Questa era soltanto la premessa. Il resto si potrebbe riassumere con il lapidario titolo che la Minimum Fax scelse per una raccolta di articoli di <strong>David Forster Wallace<\/strong>: <em>Una cosa divertente che non far\u00f2 mai pi\u00f9<\/em>. Nel mio caso la parola \u201cdivertente\u201d, per\u00f2, \u00e8 di troppo. Magari gli altri romanzi di Murakami avranno ben altro spessore. Magari saranno riusciti. Magari sono indimenticabili. Certo \u00e8 che<em> Kafka sulla spiaggia<\/em> si \u00e8 rivelato una delusione molto forte.<\/p>\n<p>E\u2019 un romanzo di formazione, a suo modo, che non rinuncia, per\u00f2, a vestirsi dell\u2019abito del realismo magico tanto caro all\u2019autore, da quello che apprendo documentandomi su Murakami. Ha come protagonisti un ragazzino di quindici anni, \u201cmaturo e determinato come un adulto\u201d, e un vecchio \u201ccon l\u2019ingenuit\u00e0 e il candore di un bambino\u201d. Il ragazzo scappa da casa per sfuggire a un padre scultore \u201cgeniale e satanico\u201d e alla sua \u201cprofezia che riecheggia e amplifica quella di Edipo\u201d. I virgolettati li prendo dalla presentazione che del libro fa il suo ottimo traduttore <strong>Giorgio Amitrano<\/strong> e che compare sul sito della Einaudi. \u201cMentre ci perdiamo nei vertiginosi meandri della vicenda \u2013 scrive ancora Amitrano \u2013, abbiamo \u00a0l&#8217;impressione che Murakami stia scoprendo la storia insieme a noi, viaggiando sulle tracce di Kafka e Nakata con la stessa nostra curiosit\u00e0, stupore e sete di avventura. Si legge\u00a0<em>Kafka sulla spiaggia<\/em>\u00a0come il suo autore deve averlo scritto: con la sensazione di entrare a occhi aperti in un sogno visionario e risonante di profezie, dove le scoperte e le rivelazioni si susseguono, ma il cuore pi\u00f9 profondo resta segreto e inattingibile\u201d.<\/p>\n<p>Mi dispiace contraddire Amitrano. O meglio vorrei semplicemente dire che quanto scrive non \u00e8 valso per me. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che si ha l\u2019idea di entrare in un sogno visionario, proprio come in un sogno mancano punti di riferimento, mancano costruzioni narrative solide e soprattutto accettabili dal punto di vista non dico del buon senso ma almeno del senso romanzesco e letterario. Anche il finale (evito di svelarlo non soltanto per non togliere il piacere della lettura ad altri ma anche perch\u00e9 non ne ho capito il senso) \u00e8 soltanto accennato come se fosse visto attraverso una lastra opaca. Dove le cose pi\u00f9 che vederle si intuiscono e basta. O, peggio, si deducono. Non entro nel merito del realismo magico. Ignoro se abbia un significato preciso nella cultura letteraria giapponese. Certo quello tutto nostrano, di bontempelliana memoria, era ed \u00e8 tutt\u2019altra cosa. Murakami mi sembra uno scrittore non per lettori forti, bens\u00ec per lettori deboli che si possono blandire con un niente. Con trovate ad effetto e con il sommario tratteggio di facili situazioni romantiche.<\/p>\n<p>La curiosit\u00e0 ora me la sono tolta. E al contempo mi \u00e8 tornata la voglia di rileggere Wallace e il suo reportage sui viaggi in crociera. Dell\u2019autore di <em>Infinite Jest<\/em>, il suo collega <strong>Jeffrey Eugenides<\/strong> ebbe a scrivere, sempre a proposito di <em>Una cosa divertente che non far\u00f2 mai pi\u00f9<\/em>: \u201cSe volete sapere quale scrittore tiene alta la tradizione del comico \u2013 passata in eredit\u00e0 da Sterne a Swift, a Pynchon \u2013 be\u2019 questo scrittore \u00e8 Wallace\u201d. Avendo gi\u00e0 letto Wallace, posso confermare le parole di Eugenides. E visto che parliamo di un classico contemporaneo so che regger\u00e0 la &#8220;prova&#8221; della seconda lettura<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mi sono tolto la curiosit\u00e0. Finalmente. Durante le frequenti incursioni in libreria mi capitava sempre di gettare uno sguardo a quel lungo scomparto pieno zeppo dei titoli di Haruki Murakami. I suoi libri sono pubblicati da Einaudi. Sono tanti e tutti presenti in libreria in grande numero di copie. Una cosa che, a ben guardarsi intorno, capita soltanto ad alcuni autori di culto o a qualche \u201cprincipe del catalogo\u201d. Dickens, solo in parte, Balzac in minima porzione, e poi tra i pi\u00f9 recenti Calvino, Primo Levi, e in parte Svevo. 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