{"id":880,"date":"2017-05-16T08:00:09","date_gmt":"2017-05-16T06:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=880"},"modified":"2017-05-15T16:03:33","modified_gmt":"2017-05-15T14:03:33","slug":"kent-haruf-e-lumanita-del-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2017\/05\/16\/kent-haruf-e-lumanita-del-possibile\/","title":{"rendered":"Kent Haruf e l&#8217;umanit\u00e0 del possibile"},"content":{"rendered":"<p>Quando vedi qualcuno, che solitamente non legge molto, rimanere con lo sguardo incollato tra le pagine di un libro la prima reazione \u00e8 sempre la stessa. \u201cMa cosa star\u00e0 leggendo?\u201d Quella purtroppo naturale ritrosia alla lettura viene vinta da un libro che non pu\u00f2 non avere delle caratteristiche quasi magiche, mi ritrovo a supporre. E la conseguenza di quella mia prima osservazione \u00e8 il desiderio di soddisfare una incipiente e insostenibile curiosit\u00e0. Come sar\u00e0 quel libro? A me \u00e8 successo di recente con l\u2019ultimo romanzo di <strong>Kent Haruf<\/strong>. Per uno che tutti i giorni sfoglia libri e giornali, ovviamente, non si tratta di un nome sconosciuto. So bene che \u00e8 uno dei casi letterari di questi ultimi anni. Come anche non ignoro il fatto che lo scrittore americano recentemente scomparso sia divenuto in un certo senso il testimonial d\u2019eccezione della casa editrice NN, impresa ancor giovane ma ambiziosa e piena di energie positive. Insomma tutti ne parlano, tutti sfoggiano i tre tomi della cosiddetta <em>Trilogia della pianura<\/em> o l\u2019ultimo volume appena uscito <em>Le nostre anime di notte<\/em> ( mirabilmente tradotto come gli altri da <strong>Fabio Cremonesi<\/strong>). Quando per\u00f2 vedi una persona, che ti sta vicino e la cui ritrosia alla lettura conosci bene, rimanere con lo sguardo incollato alle pagine del libro, allora capisci che dovrai leggerlo anche tu. In effetti <em>Le nostre anime di notte<\/em> \u00e8 un romanzo da leggere. Perch\u00e9 ci offre una risposta affatto nuova a una domanda che da sempre ci poniamo: si pu\u00f2 raccontare un amore felice? <strong>Denis de Rougemont<\/strong> nel sul celebre saggio <em>L\u2019amore e l\u2019Occidente<\/em> (Rizzoli) spiega a pi\u00f9 riprese che no, non \u00e8 possibile. E si compiace di portare a sostegno della sua tesi non soltanto la lirica cortese, le eresie catare, ma anche campioni della letteratura moderna come <strong>Dostoevskij<\/strong> e <strong>Tolstoj<\/strong>. Per tornare alla domanda in relazione al romanzo di Haruf, la risposta non \u00e8 n\u00e9 affermativa n\u00e9 negativa. Anche per non togliere il piacere della lettura di questo libro ai suoi futuri lettori, mi limito a dire che ci offre una nuova declinazione della relazione amorosa. Abbastanza inedita (per quanto questo sia possibile), con sfumature e colori nuovi. Con dialoghi affatto originali e intensi. Come gi\u00e0 dimostrato con la <em>Trilogia della pianura<\/em>, Haruf riesce a costruire con pochi tratti personaggi molto credibili e ricchi di umanit\u00e0. In questo caso, nel caso appunto del suo ultimo romanzo (la cui riduzione cinematografica, con <strong>Robert Redford<\/strong> e <strong>Jane Fonda<\/strong> protagonisti, dovrebbe uscire a fine anno) siamo ancora nella immaginaria cittadina di Holt in Colorado. Addie e Luis vivono in due villette ai limiti opposti dello steso isolato. Hanno superato la settantina e sono entrambi vedovi. Una sera Addie \u00e8 presa da un impulso improvviso. Va a trovare Luis e gli fa una proposta: passare insieme le notti, il momento ovviamente pi\u00f9 difficile della giornata. Per parlare, per tenersi compagnia, per sostenersi, per sentirsi ancora vivi. Luis accetta ed \u00e8 il suo pragmatismo, la sua disarmante onest\u00e0, il suo ottimismo quasi na\u00eff che per primo ci spiazza. Addie invece \u00e8 una donna forte e determinata. Un bel caratterino, insomma. Che per\u00f2 conosce bene i propri limiti e non si fa scrupolo di appoggiarsi a una mano tesa. Il rapporto si trasformer\u00e0, lentamente, progressivamente. E lentamente e altrettanto progressivamente inizieranno i guai. Perch\u00e9 i due vivono pur sempre in un quartiere <em>middle-class<\/em> di una piccola cittadina della provincia americana. Addie e Luis, per\u00f2, non mollano e Haruf \u2013 anche lui coetaneo dei due protagonisti quando scrive il romanzo \u2013 ci mostra tutte le qualit\u00e0 della vecchiaia. L\u2019intelligenza ancor viva e resa ancor pi\u00f9 solida dal bagaglio di esperienze accumulate; la moderazione nel gestire le emozioni, la voglia di vivere ancor pi\u00f9 forte e radicata che nei giovani, e quel continuo ricorrere ai vantaggi di un\u2019attivit\u00e0 di riflessione piuttosto che cedere d\u2019istinto agli impulsi pi\u00f9 immediati e primitivi. Tutto il contrario, insomma dei giovanissimi Montecchi e Capuleti di shakespeariana memoria. Non hanno l\u2019ardore di Romeo e Giulietta ma la loro piccola fiammella sanno farla durare. Non immaginiate, per\u00f2, si tratti di un romanzo a lieto fine. Altrimenti il suo successo farebbe rivoltare nella tomba il conte Tolstoj. No, non vi tolgo la sorpresa. Aggiungo soltanto che Haruf ha un dono. La sua scrittura. Che senza dubbio fa subito pensare al minimalismo americano. Quello, per intenderci, che da Raymond Carver in poi ha pesantemente condizionato il romanzo d\u2019oltreoceano dell\u2019ultimo scorcio del Novecento. Qui, nelle pagine di Haruf si sentono echi di <strong>David Leavitt<\/strong> e di <strong>Susan Minot<\/strong>, per citarne soltanto un paio. L\u2019autore della <em>Trilogia della pianura<\/em> ha per\u00f2 dalla sua una profondit\u00e0 ben maggiore. D\u2019altronde ci\u00f2 che vogliamo, anzi esigiamo dai romanzi, \u00e8 portarci al fondo dell\u2019animo umano, di farci toccare l\u2019umanit\u00e0 del possibile. E Haruf ci accontenta sempre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quando vedi qualcuno, che solitamente non legge molto, rimanere con lo sguardo incollato tra le pagine di un libro la prima reazione \u00e8 sempre la stessa. \u201cMa cosa star\u00e0 leggendo?\u201d Quella purtroppo naturale ritrosia alla lettura viene vinta da un libro che non pu\u00f2 non avere delle caratteristiche quasi magiche, mi ritrovo a supporre. E la conseguenza di quella mia prima osservazione \u00e8 il desiderio di soddisfare una incipiente e insostenibile curiosit\u00e0. Come sar\u00e0 quel libro? A me \u00e8 successo di recente con l\u2019ultimo romanzo di Kent Haruf. Per uno che tutti i giorni sfoglia libri e giornali, ovviamente, non [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2017\/05\/16\/kent-haruf-e-lumanita-del-possibile\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1023,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7500,43802,7532,247],"tags":[7579,23647,7614,228797,2566,228795,228799,228801,43790,228796,86849,23402,38658,228803,228800],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/880"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1023"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=880"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":885,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/880\/revisions\/885"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}