{"id":897,"date":"2017-06-11T08:00:23","date_gmt":"2017-06-11T06:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=897"},"modified":"2017-06-08T19:44:10","modified_gmt":"2017-06-08T17:44:10","slug":"il-cuore-di-tenebra-della-vecchia-inghilterra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2017\/06\/11\/il-cuore-di-tenebra-della-vecchia-inghilterra\/","title":{"rendered":"Il &#8220;cuore di tenebra&#8221; della vecchia Inghilterra"},"content":{"rendered":"<p>Possiamo provare a dividere, cos\u00ec per gioco, la letteratura inglese in due categorie: quella dei costruttori e dei distruttori.\u00a0 Badate bene, non parlo <em>ex cathedra<\/em>. Non ne avrei nemmeno i titoli necessari per farlo. Mi limito a proporre un gioco di societ\u00e0 il cui spunto \u00e8 la recente lettura di un classico del romanzo inglese del Novecento che, a ben guardare, \u00e8 presente nel nostro mercato editoriale in pi\u00f9 di un\u2019edizione (e\/o traduzione). Il romanzo in questione \u00e8 <em>Il buon soldat<\/em>o e lo ha scritto <strong>Ford Madox Ford<\/strong> proprio mentre il suo Paese (l\u2019Inghilterra) si gettava nella mischia della Prima Guerra Mondiale. E potrebbe, questo titolo, fare bene da spartiacque: prima di allora dominavano i costruttori. Col suo arrivo non ci sar\u00e0 pi\u00f9 storia: sar\u00e0 il dominio dei distruttori. O meglio dei &#8220;decostruttori&#8221; come preferiscono dire gli studiosi di narratologia.<\/p>\n<p>Il\u00a0\u00a0romanzo ha un bel titolo accattivante. Pensare che per l\u2019autore era soltanto un titolo provvisorio, da cambiare poi in corso di pubblicazione. Il romanzo racconta le storie\u00a0 di due coppie che si incrociano e si distruggono a vicenda \u00a0proprio all\u2019inizio del &#8220;secolo breve&#8221;.\u00a0Il ruolo del narratore \u00e8 affidato al pi\u00f9 anonimo dei quattro, John Dowell la cui moglie Florence fa amicizia con una coppia di aristocratici britannici durante un soggiorno termale in Germania. Tra gli Ashburnham (Edward e Leonore) e gli americani Dowell si crea subito un sodalizio fatto, per\u00f2, anche di segreti e omissioni. Alla morte di Florence (malata, come Edward, di cuore) vengono fuori gli altarini pi\u00f9 inconfessabili. Che riguardano in alcuni casi altre giovani prede di Edward e della moglie Leonore (la giovane Maisie e l\u2019arrivista Nancy Rufford).<\/p>\n<p>Ford Madox Ford usa i personaggi quasi come fosse in un laboratorio.\u00a0 Ne prova la resistenza e la compatibilit\u00e0 come gli elementi nelle composizioni alchemiche \u00a0cui si appassiona il chimico. Uscito nel 1915 il romanzo ambisce a superare il canone del romanzo borghese proprio perch\u00e9 l\u2019autore sfrutta tutte gli strumenti a sua disposizione per scardinare certezze e verit\u00e0 assodate. Il narratore, un anonimo americano, ne sa quasi quanto noi e fa confusione nel rielaborare ricordi e nel gestire flash back. E l&#8217;autore sfrutta tutti gli espedienti narrativi per confondere le acque e rendere ancor pi\u00f9 intrigante l&#8217;enigma che si cela dietro questo affresco di &#8220;vita mondana&#8221; di primo Novecento.<\/p>\n<p>Il romanzo, come ebbe a sottolineare <strong>Guido Fink<\/strong> uno dei pi\u00f9 attenti studiosi di Ford Madox Ford, si iscrive nella scia modernista dei decostruttori. Nella categoria di quegli autori che si compiacciono di prendere tutto l&#8217;armamentario delle convenzioni e di rovesciarlo sul tappeto per poi risollevare ogni singolo pezzo o strumento in un ordine apparentemente casuale. Qui infatti non solo abbiamo a che fare con un narratore che \u00e8 anche parte in causa (quel tristo soggetto di John Dowell), che fin dall&#8217;inizio ci avverte che tutto \u00e8 compiuto e finito. E che il suo ruolo sar\u00e0 soltanto quello (da buon testimone) di raccontare come sono andate le cose. Come si sono conosciute le due coppie; cosa avevano comune; come le singole coppie sono &#8220;scoppiate&#8221; con lo scontato corollario di <em>misunderstanding<\/em> e tradimenti. E il tutto non in un ordine cronologico adeguato. Ma con continui andirivieni dal passato al presente. \u00a0Non sono pochi i lettori che arrivano a mettere in dubbio ci\u00f2 che racconta il narratore o addirittura che le cose siano davvero accadute.<\/p>\n<p>Insomma Ford Madox Ford non \u00e8 un costruttore. Appartiene alla categoria tutta modernista dei decostruttori. E addirittura fa da apripista a scrittori ben pi\u00f9 conosciuti di lui. In fondo, l&#8217;impianto narrativo ricorda molto da vicino quello del<em> Grande Gatsby<\/em> \u00a0di <strong>Francis Scott Fitzgerald<\/strong> che \u00e8 uscito, per\u00f2, soltanto un paio di lustri dopo. \u00a0Sull&#8217;immaginario petto di questo romanzo trovano posto poi altre medaglie come quella di essere anticipatore di una visione della vita di coppia pi\u00f9 disinibita. Tanto che uno scrittore moderato e attento come <strong>Graham Green<\/strong> ebbe a definire\u00a0<em>Il buon soldato<\/em>\u00a0&#8220;il solo libro scritto in inglese che affronti in modo adulto la sessualit\u00e0&#8221;. Poi \u00a0supera anche <strong>Joseph Conrad<\/strong> che andava a cercare il &#8220;cuore della tenebra&#8221; lontano dalla societ\u00e0 che lo ha prodotto. Ford lo indica senza mezzi termini l\u00e0 dove meno te lo aspetti: in una bella\u00a0<em>mansion\u00a0<\/em>nella brughiera inglese.<\/p>\n<p>E soprattutto con\u00a0<em>Il buon soldato\u00a0<\/em>Ford Madox Ford ci d\u00e0 un affresco dell&#8217;istituto matrimoniale davvero impietoso. \u00a0A pagina 100 (dell&#8217;edizione <strong>Feltrinelli<\/strong>) compare questa definizione del matrimonio da conservare per il solito collezionista di citazioni e aforismi. &#8220;In ogni legame matrimoniale c&#8217;\u00e8, credo, un fattore costante: il desiderio d&#8217;ingannare la persona con cui si vive a proposito di qualche piccola macchia del proprio carattere o nella propria carriera. E&#8217; intollerabile vivere continuamente con un essere umano che conosca le nostre meschinit\u00e0. E&#8217; peggio della morte, ed \u00e8 per questo che tanti matrimoni falliscono&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Possiamo provare a dividere, cos\u00ec per gioco, la letteratura inglese in due categorie: quella dei costruttori e dei distruttori.\u00a0 Badate bene, non parlo ex cathedra. Non ne avrei nemmeno i titoli necessari per farlo. Mi limito a proporre un gioco di societ\u00e0 il cui spunto \u00e8 la recente lettura di un classico del romanzo inglese del Novecento che, a ben guardare, \u00e8 presente nel nostro mercato editoriale in pi\u00f9 di un\u2019edizione (e\/o traduzione). 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