{"id":912,"date":"2017-06-26T08:00:20","date_gmt":"2017-06-26T06:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=912"},"modified":"2017-06-25T20:02:10","modified_gmt":"2017-06-25T18:02:10","slug":"il-busi-traditore-e-un-insolito-omaggio-a-lewis-carroll","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2017\/06\/26\/il-busi-traditore-e-un-insolito-omaggio-a-lewis-carroll\/","title":{"rendered":"Busi  &#8220;traditore&#8221; con un insolito omaggio a Lewis Carroll"},"content":{"rendered":"<p>Ogni scusa \u00e8 buona per riprendere in mano un capolavoro dell\u2019infanzia. Mio figlio mi chiede se ho nella mia biblioteca personale <em>Alice nel paese delle meraviglie<\/em>. Ovviamente rispondo di s\u00ec e lo vado a prendere. Quando glielo consegno, per\u00f2, non riesce a celare un velato disappunto. Sembra non gradire. Eppure \u00e8 un libricino smilzo. Molto smilzo. Il pomeriggio seguente scopro che \u00e8 andato in libreria ad acquistarne un\u2019altra edizione. Ha optato per l\u2019ultima versione della Mondadori nella collana ragazzi, con la splendida traduzione di <strong>Masolino D&#8217;Amico<\/strong>. Quando mi accorgo dell\u2019acquisto ci rimango male e cerco anche di rimproverarlo. In fondo l\u2019edizione che gli avevo proposto era tutt\u2019altro che pessima. \u00c8 vero che l\u2019aspetto non era molto invitante (si tratta di una vecchia collana di libri che usciva con <em>l\u2019Unit\u00e0<\/em> quando a dirigerla era <strong>Walter Veltroni<\/strong>). Erano volumetti scarni (spesso divisi in due tomi per esigenze economiche, dato che il volumetto in questione veniva dato in regalo a chi acquistava \u2013 correva l\u2019anno 1993 \u2013 una copia del giornale fondato da Antonio Gramsci). Una copertina di un lilla spento, senza tanti fronzoli, e un corpo molto ridotto con un interlinea al minimo sindacale per risparmiare carta. Tutti dettagli che non impressionano un adulto ma che certo spaventano un ragazzino. Quell\u2019edizione del capolavoro di <strong>Lewis Carroll<\/strong>, per\u00f2, vantava un traduttore d\u2019eccezione: <strong>Aldo Busi<\/strong>. Cos\u00ec, mi sono messo a rileggerlo. E devo dire che non \u00e8 stato tempo perso. \u00c8 vero che le avventure della piccola ma curiosa e coraggiosa Alice sono state ordite per appassionare un pubblico di bambini, per\u00f2 i tanti giochi verbali, i paradossi, e fuochi d\u2019artificio del nonsense sanno far compagnia ancor oggi al lettore adulto. Soprattutto se c\u2019\u00e8 un\u2019adeguata traduzione. Appassionata, disinvolta quanto basta, ardita e vivace. E la penna di Aldo Busi risponde perfettamente a queste esigenze. Forse i lettori del 1988 (data della prima apparizione della traduzione busiana) potevano sapere cosa volesse dire \u201ca letto subito dopo Carosello\u201d. Oggi anche la traduzione dell\u2019autore di <em>Seminario sulla giovent\u00f9<\/em> avrebbe bisogno di note. Per\u00f2 che spettacolo quando la Duchessa e il coro canticchiano \u201cDadaumpa, dadaumpa\u201d! E\u2019 proprio vero che le traduzioni ravvivano un classico, che sono capaci di donargli quello smalto che il tempo ha sbiadito. Poi ovviamente c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. C\u2019\u00e8 l\u2019intelligenza e il talento di Carroll che ha saputo addomesticare la grammatica del sogno per esorcizzare le paure dei bambini. Alice, grazie al Bruco che le suggerisce di mangiare un certo fungo (era, quello di Carroll, uno dei libri preferiti dagli aedi della controcultura degli anni Sessanta in America), sa controllare la sua crescita. Riesce a tornare minuscola o a crescere a dismisura quando serve. Sa anche rinunciare alla curiosit\u00e0, che per prima le aveva fatto superare quella siepe dietro la quale era scomparso il Coniglio Bianco, quando capisce che il processo finale con le regole del paradosso e del <em>nonsense<\/em> non si pu\u00f2 accettare. No. Alla fine cresce.Realizza che pu\u00f2 sconfiggere i soldati della Regina. Altro non sono, questi, che carte da ramino. Insomma la maturit\u00e0, per Carroll, \u00e8 un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 di fronte al torto inaccettabile di un processo farsa. Come ogni capolavoro che si rispetti, la storia di Alice, pu\u00f2 dire molto ancora. Pu\u00f2 essere usata come paradigma (e infatti tante storie per piccini da allora a oggi sono realizzate sulla falsariga di questo canovaccio). Pu\u00f2 divertire l\u2019adulto che trova <em>calambours<\/em> inediti grazie a una nuova e pi\u00f9 coraggiosa traduzione (tradurre \u00e8 pur sempre tradire). E soprattutto ci lascia una profezia sbalorditiva. In uno dei tanti momenti di sconforto la piccola protagonista sbotta: &#8220;Stavo meglio a casa mia, almeno l\u00e0 non si passa il tempo a crescere e a restringersi e a essere messe in riga da topi e conigli. Eppure&#8230; Eppure&#8230; Quando leggevo le fiabe, e ne succedevano di tutti i colori, non ci credevo, e invece eccomi qui nel bel mezzo di una fiaba! Bisognerebbe scrivere un libro su di me, sarebbe un\u00a0<em>best seller<\/em>! Da grande me ne scriver\u00f2 uno io&#8230; &#8221; Ma anche qui c&#8217;\u00e8 molto di pi\u00f9. C&#8217;\u00e8 una storia nella storia. E non solo per questa piccola digressione metaletteraria. C&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 perch\u00e9 Busi si concede un&#8217;aggiunta al testo originario. E lo fa, oltretutto, con un&#8217;espressione inglese. Carroll non aveva nemmeno sperato che potesse essere un libro pubblicabile. E men che meno un libro di successo. Per lui era soltanto un divertimento. Un piccolo hobby. Un omaggio al mondo dell&#8217;infanzia. A farla diventare una profezia ci pensa proprio Busi. Che inserisce quel &#8220;best seller&#8221; a bella posta. Piccolo tradimento ma grande omaggio. Con quel pizzico di furbizia che se usata da un grande scrittore certo non stona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ogni scusa \u00e8 buona per riprendere in mano un capolavoro dell\u2019infanzia. Mio figlio mi chiede se ho nella mia biblioteca personale Alice nel paese delle meraviglie. Ovviamente rispondo di s\u00ec e lo vado a prendere. Quando glielo consegno, per\u00f2, non riesce a celare un velato disappunto. Sembra non gradire. Eppure \u00e8 un libricino smilzo. Molto smilzo. Il pomeriggio seguente scopro che \u00e8 andato in libreria ad acquistarne un\u2019altra edizione. Ha optato per l\u2019ultima versione della Mondadori nella collana ragazzi, con la splendida traduzione di Masolino D&#8217;Amico. Quando mi accorgo dell\u2019acquisto ci rimango male e cerco anche di rimproverarlo. 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