{"id":919,"date":"2017-07-23T08:00:06","date_gmt":"2017-07-23T06:00:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=919"},"modified":"2017-07-22T17:44:23","modified_gmt":"2017-07-22T15:44:23","slug":"se-stendhal-avesse-conosciuto-macron","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2017\/07\/23\/se-stendhal-avesse-conosciuto-macron\/","title":{"rendered":"Se Stendhal avesse conosciuto Macron"},"content":{"rendered":"<p>La vita e soprattutto le ambizioni di Julian Sorel sono moderne? Questo mi chiedo una volta finito di leggere il celebre romanzo di <strong>Stendhal<\/strong>\u00a0<em>Il rosso e il nero.\u00a0<\/em>Lettura adatta oggi? Non so rispondere. D&#8217;istinto direi proprio di no. \u00a0Per\u00f2 in effetti si tratta di un romanzo ancora capace di regalare forti emozioni al lettore e soprattutto di offrirgli moniti molto utili sulla deriva che pu\u00f2 prendere l&#8217;ambizione. Il figlio di un umilissimo carpentiere di Verri\u00e8res (localit\u00e0 d&#8217;invenzione, visto che lo scrittore voleva evitare ogni rischio di processo per diffamazione) dimostra fin da ragazzino una memoria e un&#8217;intelligenza prodigiosa. Il buon parroco che lo prende sotto la sua protezione gli insegna quello che pu\u00f2. Ma anche i libri di un curato sono pochini. Alla fine Julian diventa una sorta di fenomeno da baraccone. E nei salotti piccolo-borghesi di Verri\u00e8res se lo contendono per farsi recitare brani a caso delle Sacre Scritture (opera completamente mandata a memoria del figlio del carpentiere). E da qui inizia la &#8220;carriera&#8221; di Julian. Perch\u00e9 di un carrierista si tratta. E questo \u00e8 evidente fin dalle prime battute del romanzo. Finisce per fare da precettore ai figli del sindaco. Ma questo \u00e8 niente. Finisce per diventare l&#8217;amante della moglie di questi. Una donna ben pi\u00f9 grande di lui. Che non solo cadr\u00e0 ai suoi piedi, completamente soggiogata dal suo fascino. Ma che arriver\u00e0 al punto di sgrossarne i modi e soprattutto di affinarne anche ambizioni e punti di vista. Alla fine, sar\u00e0 impossibile trattenerlo in provincia. Troppo angusta per un &#8220;abatino&#8221; con la segreta (molto segreta) ambizione di emulare la carriera militare di Napoleone. Siamo infatti negli anni della Restaurazione. Anni in cui non solo il Bonaparte, ma in genere tutto il bonapartismo, anche a livello pi\u00f9 propriamente ideologico e culturale, sono moneta fuori corso. A comandare, continua a dire fra le righe del romanzo Stendhal, sono gli ordini religiosi (giansenisti e gesuiti in testa) e i nobili. Soffocato dalla provincia il giovane precettore scappa a Parigi dove viene assunto dal marchese De La Mole come segretario. Qui ovviamente Sendhal ha gioco facile di raccontare la vita dei salotti parigini del periodo della monarchia costituzionale di <strong>Luigi Filippo<\/strong>. E l&#8217;aristocrazia descritta non ne esce bene. In questa cornice, Julien ha tutto il tempo e l&#8217;agio di corrompersi definitivamente. Ovviamente seducendo la figlia del suo benefattore e mettendola incinta. \u00a0Gli avvenimenti sul finale del romanzo corrono veloci, come un mezzofondista che abbia risparmiato forze e fiato per un allungo decisivo. C&#8217;\u00e8 anche un tentativo di &#8220;femminicidio&#8221; (come direbbero i giornali di oggi) e un processo farsa (sempre come direbbero alcuni giornali oggi). Poi c&#8217;\u00e8 un rito funebre fin troppo macabro che contrasta con i tempi e ricorda atmosfere pi\u00f9 proprie di un romanzo gotico.<\/p>\n<p>Alla fine per voler vestire di modernit\u00e0 questo romanzo non resta che fantasticare su uno Stendhal dei giorni nostri. Uno che potrebbe prendere quindi come modello niente meno che <strong>Emmanuel Macron<\/strong>. Un giovane molto ambizioso e determinato che dalla provincia parte alla conquista di Parigi. Magari con al fianco una donna pi\u00f9 matura che lo aiuta ad affinare modi e a rendere pi\u00f9 chiare le proprie ambizioni. E sempre con la paura dell&#8217;opinione pubblica (come hanno dimostrato le ultime uscite del nuovo presidente della Repubblica francese). La stessa paura che ha condizionato la vita di Julian Sorel. La stessa paura dell&#8217;opinione pubblica che ha ossessionato il suo stesso autore, che ha fatto morire la prima amante di Sorel (la signora de Renal) \u00a0nientemeno che di crepacuore e proprio a causa delle malelingue di provincia. Tanto che l&#8217;ammonimento finale del romanzo \u00e8 addirittura una nota a pie&#8217; di pagina. Che chiude letteralmente la storia lugubre e tristissima di Julian e delle sue due donne. Ed \u00e8 una nota che la dice lunga sul giudizio di Stendhal riguardo l&#8217;opinione pubblica e la democrazia. &#8220;L&#8217;inconveniente del dominio della pubblica opinione &#8211; sfrutto qui \u00a0la traduzione di <strong>Ugo Dettore<\/strong> per <strong>Rizzoli<\/strong> -, che d&#8217;altra parte assicura la\u00a0<em>libert\u00e0<\/em>, \u00e8 che s&#8217;immischia di ci\u00f2 che non la riguarda: per esempio della vita privata. Di qui la tristezza dell&#8217;America e dell&#8217;Inghilterra&#8221;. Non sarebbe male, a questo punto, proporre la lettura de\u00a0<em>Il rosso e il nero<\/em> ai corsi di deontologia professionale dei giornalisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La vita e soprattutto le ambizioni di Julian Sorel sono moderne? Questo mi chiedo una volta finito di leggere il celebre romanzo di Stendhal\u00a0Il rosso e il nero.\u00a0Lettura adatta oggi? Non so rispondere. 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