Vietato criticare il sindaco. Anche se questo ha 43 milioni di euro di buco. Viareggio continua a sprofondare in un cratere e rischia di perdere il Carnevale per colpa dei debiti del Comune. Ma il sindaco Pd, Leonardo Betti (nella foto), non ha altro di meglio da fare che denunciare quelli che, giustificatamente, lo criticano. In perfetto Renzi-style.

L’ultimo show è andato in scena nel consiglio comunale del 1° luglio dove si teneva un “faccia a faccia” sul Carnevale tra Betti e il consigliere di Forza Italia, ex presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio, Alessandro Santini (nella foto). “Ha interrotto il mio intervento e ha pronunziato frasi ingiuriose”, fa il broncino il sindaco. “Non ho assolutamente pronunciato frasi ingiuriose nei confronti del sindaco  – controbatte Santini -, e mi difenderò da questa accusa assurda. Betti sprofonda sempre più nel fango non sapendo amministrare una città che lui non merita. Voglio andare fino in fondo. Sono io a volere le sue scuse”.

Il sindaco ha scritto, tutto inviperito, al presidente del consiglio comunale, al segretario comunale e, per conoscenza, alla responsabile del servizio avvocatura. “Nello specifico – si legge nella lettera – ritengo doveroso, nella mia veste istituzionale, rilevare che il consigliere Santini, interrompendo arbitrariamente il mio intervento, ha pronunziato frasi il cui carattere ingiurioso credo debba essere adeguatamente valutato”.

Occorre però fare prima un passettino indietro. Dopo il quinquennio di amministrazione di centrodestra (finito nel 2012 con l’arrivo del commissario prefettizio) del sindaco Pdl, Luca Lunardini, l’anno scorso a Viareggio è ritornato a galla il Pd. Dodici mesi dopo la giunta è già nel caos. Dopo un rimpasto ancora poco chiaro, il sindaco Betti e l’assessore al Bilancio Lorenzo Bertoli hanno dato il triste annuncio: “Il debito accumulato fino ad oggi ammonta a circa 43 milioni di euro, quindi c’è l’impossibilità da parte dell’amministrazione di effettuare spese e di pagare i carristi per il lavoro svolto nell’ultima edizione del Carnevale”.

Apriti cielo. Il Comune ha deciso di iniziare a tagliare, partendo proprio da uno dei suoi figli: il Carnevale (nella foto un carro su Renzi). L’identità stessa della città che significa turismo, economia, cultura. Una tradizione che risale al 1873 e che fa guadagnare a Viareggio oltre 30 milioni di euro (dopo Inter e Juventus, al terzo posto per numero di abbonati c’è il Carnevale di Viareggio, 24.500 abbonati per cinque corsi mascherati).

Fra le sforbiciate ci finirebbe addirittura la Fondazione Carnevale. Il Comune, infatti, ha deciso di negare il contributo di un milione e 400mila euro, soldi che permettono alla Fondazione di sopravvivere e ai maestri carristi di lavorare. Paradossalmente, però, in un Comune di appena 60mila abitanti ci lavorano la bellezza di 520 dipendenti che costano circa 20 milioni di euro. Il solito giochino dei due pesi e due misure.

“In un momento così delicato per la nostra città – commenta convinto il sindaco – è veramente imbarazzante esser costretto ad occuparsi di questa vicenda ma, come ho già detto più volte, la qualità di parte della minoranza in consiglio è questa: anziché discutere del bilancio del Comune e partecipare alle votazioni su delibere delicate, importanti ed attese dalla collettività, ci sono consiglieri comunali che, per la loro visibilità personale, sfruttano le difficoltà che il Comune ha nei confronti della Fondazione e che fanno perdere tempo prezioso al consiglio, per una discussione di due ore, su una mozione che poteva essere votata in dieci minuti”.

Betti questa volta non vuole sapere ragioni. Santini ha superato i limiti e deve essere condotto al patibolo. “Ho chiesto però ai pubblici funzionari presenti al consiglio di intervenire per tutelare, più che la mia persona, la dignità dell’istituzione che rappresento e quella della massima assise di questa città. In questo momento, le istituzioni cittadine, nell’interesse della città tutta, devono dimostrare serietà e capacità: mi auguro, quindi, che l’intervento che ho chiesto possa riportare tutti ad una assunzione di un maggior senso di responsabilità, di dignità e di decoro del proprio ruolo”.

Betti si è sentito offeso. Va bene. Ogni persona ha una diversa soglia di sensibilità. Da che cosa si è sentito offeso però non è ancora chiaro. Dalla diretta streaming su Youtube si sentono urla, si vede che c’è molta agitazione in aula, ma non si sentono offese.

“Nella città del Carnevale se ne possono vedere davvero di tutti i colori ma questa è davvero grossa – replica Santini -. Il sindaco, pubblicamente, in consiglio comunale, si è rimangiato la promessa fatta ad ottobre sul finanziamento da concedere al Carnevale 2014, mettendo a rischio fallimento la Fondazione Carnevale e tutti i maestri carristi. Questo ha detto durante la discussione di una mozione che vedeva l’appoggio unanime delle forze di centrodestra e di centrosinistra che chiedevano al sindaco di rispettare l’impegno preso. Il suo intervento è stato un palese e maldestro tentativo di far saltare questo accordo bipartisan che ora lo obbliga a finanziare ciò che non voleva. Un’imposizione da parte di tutto il consiglio comunale evidentemente mal digerito da Betti che ha scatenato la bagarre. Io ho replicato sicuramente con veemenza e rabbia, ma mai offendendo e mai esprimendomi con parole ingiuriose  nei suoi confronti. Ho solo gridato “vergogna”, “bugiardo” e “rispetta e mantieni le promesse”.

Troppo. Santini verrà incriminato per oltraggio alla corte suprema del sindaco Betti, a cui spetterà decidere la terribile pena da infliggere a questo indisciplinato suddito. Visto che, purtroppo, la pena di morte è stata abolita, questa volta l’ergastolo non glielo leva nessuno.

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