C’è chi nella vita si accontenta e chi no. Ma, a volte, chi si accontenta gode. E parecchio. Come la ministra delle Riforme, Maria Elena Boschi (nella foto), che sceglie per le sue vacanze estive forse il luogo più ordinario d’Italia, Marina di Massa, località balneare battuta perlopiù da anziani e bambini e ci va per giunta con famiglia a seguito: babbo, mamma, fratello e cognata. Forse per mantenere quello stile finto low profile imposto dal suo amato capo.

Ma ogni tanto qualche strappettino alla regola ci sta bene. E’ stata vista in bikini sui lettini prendisole del bagno Marzocco di Marina di Pietrasanta e l’altra sera la bella ministra si è concessa una botta di vita, allungandosi di qualche chilometro fino alla luccicante Forte dei Marmi, facendo capolino nel tempio della Versilia: la Capannina di Franceschi. Accompagnata da alcuni suoi vecchi amici dello studio legale nel quale lavorava a Firenze prima di rimanere travolta dalla locomotiva Matteo Renzi, la Boschi (nella foto in alto e in basso), ha canticchiato e ballicchiato pezzi anni Ottanta nel privé dello storico locale.

Abito nero, un po’ scollato ma senza esagerare e un trucco evidente con un rossetto rosso fuoco, la Madonna di Laterina ha mantenuto la sua solita flemma, qualche risata, un bicchiere di champagne servito al tavolo, qualche fragola che come diceva Richard Gere esalta sempre il gusto delle bollicine, e via di musica fino alle 4 di notte. Il pianista le ha pure dedicato l’Inno di Mameli, ma stavolta mettersi sull’attenti era facoltativo. Mentre di là, nella sala principale, Jerry Calà in versione Sapore di Mare, intonava Lucio Battisti, Franco Califano, Lucio Dalla, Enzo Jannacci, nella saletta privata la ministra più paparazzata e chiacchierata dell’estate 2014 si divertiva con i suoi amici. E’ stata immortalata anche con l’esponente del centrodestra lucchese, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Lucca, Marco Martinelli (nella foto).

Davanti a questa scena non si può non fare una riflessione. Va bene tutto. Va bene che lei è carina, ha 33 anni, ha gli occhi da cerbiatta, quando parla fa passare per buona anche la soda caustica. Va bene che è estate, che tutti hanno diritto a un po’ di svago e di divertimento.

Però, c’è sempre un però. Proprio nel giorno in cui Bankitalia ha annunciato un aumento del debito pubblico di 99,1 miliardi da quando Renzi è presidente del Consiglio, raggiungendo un nuovo massimo storico a 2.168,4 miliardi, lascia un po’ l’amaro in bocca vedere un membro del governo a ballare, con bottiglia di champagne dentro il secchiello sul tavolo. Il debito delle amministrazioni pubbliche, quelle che quell’altro ministro genio, Marianna Madia vorrebbe riformare, è salito a giugno di 2 miliardi di euro. Come direbbe Califano cantato da Jerry Calà: Tutto il resto…è noia…no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia…

Disoccupazione, economia stagnante, aziende fallite, imprenditori che si impiccano. Da quando Renzi è al governo non è migliorato nulla in Italia e non è stato fatto ancora un centesimo delle cose che ha detto di voler fare. La farsa del Senato delle autonomie è l’unica cosa alla quale si è dedicata la ministra Boschi. Fatica sprecata. Del Senato delle autonomie non gliene frega niente a nessuno. Oltretutto di un Senato di nominati non ne aveva certo bisogno il Paese.

Lo so, retorica pura. Ma così è. E a me non piace. Avrei preferito, che so, vederla al Festival Puccini di Torre del Lago per la Turandot (storica rassegna operistica che per inciso rischia la liquidazione e per la quale il ministro Dario Franceschini non ha speso una sola parola), oppure, meglio, non vederla per niente. Forse è un po’ egoistico. Ma la fase politica e sociale che sta attraversando il nostro paese, in bancarotta di fatto, è talmente difficile che sarebbe richiesto ai membri del governo non solo uno stile sobrio, ma addirittura sottomesso. Invece no, si ostenta boria a più non posso, con tanto di bollicine e Il cielo è sempre più blu da cantare a squarciagola.  

Basta leggere i curriculum di Maria Elena Boschi, Simona Bonafè, Luca Lotti, Francesco Bonifazi, Marianna Madia e gli altri renziani per capire. Non si riesce a comprendere che differenza passi tra questi e i ministri dell’ultimo governo Berlusconi, tipo Mara Carfagna. Bistrattati e derisi, ci accorgiamo amaramente che erano meglio loro: la Carfagna si è dimostrata seria e capace, la Gelmini ha portato avanti una riforma in maniera forte e coraggiosa. Almeno questi avevano un percorso alle spalle. Quelli di adesso vengono dal nulla più profondo.

E Renzi? Quello delle lezioncine di morale e di umiltà sparate a tutti ha deciso di alloggiare per le sue vacanze estive all’hotel Villa Roma Imperiale a Forte dei Marmi, che proprio una bettola non è. Non è il salvatore della patria e non cammina neppure sulle acque. Piuttosto, a ben vedere, Renzi è inesperto, improvvisa parecchio e quindi non dà certezze. E se tutto questo non bastasse, è anche vuoto dentro, gli manca qualcosa, leggero è il suo peso e probabilmente debole è il suo pensiero. A dare – parola più parola meno – questa immagine negativa del premier italiano, con una sentenza abbastanza netta, è l’Economist. Sì, proprio l’Economist, l’autorevole giornale che quando ironizzava su Berlusconi era portato come esempio da tutta la sinistra, manco si trattasse del Verbo divino.

Il premier due mesi fa diceva: “Con gli 80 euro spero si arrivi oltre il +1%”. Dall’ottimismo si è passati presto al realismo. I 6 mesi del presidente del Consiglio sono trascorsi alle prese con la crescita che non è mai arrivata. Ostentava prudenza: “Nel Def tra +0,8 e 0,9, ma spero di essere smentito in positivo”. Poi il tono è cambiato settimana dopo settimana: “Gli indici miglioreranno dal 2015”. Si vabbè, non ne possiamo più dell’ottimismo. E’ diventato così stucchevole che ora rischiamo tutti di ammalarci di diabete.

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