Salvini, i rom, il lunotto rotto, le proteste, i centri sociali, i fumogeni, le bombe carta. Ma è stato lui a provocare? Ma sono stati loro a manganellare? Ma chi ha cominciato prima, chi è partito dopo?

Problemi di massima importanza oggi in Italia. E Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, cala pure l’asso di cuori commentando le tensioni avvenute a Tor Sapienza a Roma e a pochi giorni dall’aggressione al segretario della Lega nord al campo rom a Bologna: “La violenza non è mai giustificabile, senza se e senza ma, detto questo, Renzi e la sinistra hanno fomentato un’immigrazione senza controlli generando ulteriore disperazione tra i cittadini: Alfano si svegli e invii l’esercito nelle periferie. Basta campi rom e i clandestini vengano espulsi”.

Intanto è allarme sicurezza a Roma dove è stato convocato in questura il tavolo tecnico, presieduto da questore Nicolò D’Angelo, in cui verranno messe a punto le misure di sicurezza da adottare e il piano di viabilità. A preoccupare è anche la “Marcia per le periferie” in programma nel quartiere multi etnico Esquilino, un’iniziativa che dopo i fatti di Tor Sapienza potrebbe avere risvolti anche violenti.

“È necessario distinguere tra i gravi atti di questi giorni, quelli che rientrano nel campo dell’idiozia fomentati da parti politiche ben individuabili, come l’aggressione a Salvini o i danneggiamenti e le irruzioni in sedi di partito, e quelli che sono il segnale di un problema serio al quale non viene data risposta, consentendo che la situazione degeneri finché i cittadini esasperati perdono la testa e si lasciano andare ad azioni assolutamente sbagliate che vanno prevenute attraverso il ripristino della legalità”, continua Calderoli.

“Il governo Renzi e i sindaci di sinistra – accusa Calderoli – hanno favorito un’immigrazione incontrollata e un razzismo al contrario ai danni degli italiani, generando situazioni esplosive che necessitano di risposte immediate e forti. Alfano si svegli dal suo torpore e invii l’esercito nelle periferie ormai in mano a bande di nomadi ed extracomunitari vengano sgomberati i campi rom, espulsi i clandestini, condannati gli occupatori abusivi, i violentatori, i ladri e i delinquenti. La gente è stanca di subire in silenzio e chi non fa nulla, ma anzi alimenta questo brutto clima, si rende complice di chi compie le violenze”.

Come non dargli ragione. Ecco perché alle prossime Politiche la nuova Lega di Salvini supererà il 10%. Chiacchiere, chiacchiere, tante chiacchiere. Poi in mezzo a tutte queste chiacchiere c’è una storia che apre gli occhi e fa capire meglio in che Paese viviamo. Siamo a Porto Recanati. Gli zingari rubano il camper a Giorgio Capitanelli, un operaio del Comune. Dopo la denuncia e varie ricerche, affidandosi anche ai suoi amici camperisti sui social network, Capinatelli ritrova il mezzo in un campo rom di Bologna. Ma nonostante gli accertamenti, con la polizia che conferma che si tratta davvero della sua vettura, le autorità ordinano: “Quel camper ormai è degli zingari, che non hanno una casa e deve quindi essere garantito un alloggio per loro”.

In pratica, gli zingari sono così autorizzati a rubare. Capinatelli incredulo dichiara: “E’ davvero una vicenda ridicola. Non è pensabile che in un paese civile possa accadere una cosa simile. Il camper è stato un acquisto frutto di molti sacrifici. Poi si chiedono perché i cittadini perdano la fiducia nelle istituzioni”. E non solo quella, in certi casi. Anche se una cosa va detta: ma davvero Capinatelli avrebbe avuto il coraggio di salire di nuovo sul suo camper dopo che è stato in mano agli zingari? Le autorità hanno pienamente ragione. Ormai quel camper è di loro proprietà. Per motivi di sicurezza nasale.

 

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