Le grandi questioni internazionali che scottano sono due. La polmonite di Hillary Clinton e la visita di Matteo Renzi alla Casa Bianca. Non oggi, non domani, ma il 18 di ottobre. Ma i giornaloni che contano, lo scrivono a caratteri cubitali già oggi. Un invito ufficiale di Obama non va mai trascurato, se poi ci aggiungi che c’è pure una cena di Stato con la moglie Agnese, mamma mia. Notiziona!

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La Stampa lo sbatte addirittura in prima pagina, con appena un mese e mezzo di anticipo, giusto per ricordarselo. Mai l’informazione di questo paese è caduta (o scaduta) così in basso. In confronto ai giornali italiani, l’Istituto Luce era un organo di informazione liberale. Pur di non parlare (male) di MR e di smascherare le sue continue bugie hanno scritto per un mese solo di Virginia Raggi e della sua compagnia di ballisti, che tanto sempre di bugie si trattava. Ma almeno non quelle dell’intoccabile capo supremo.

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L’unica cosa su cui i giornaloni appecoronati al governo, spendono le loro (poche) energie per parlare di MR è il solito pippone dell’Italicum, del quale non interessa assolutamente nulla a nessuno. Un’arma di distrazione di massa come un’altra, un modo come un altro per non parlare di referendum che è la cosa vera a cui tiene invece MR e a cui gli italiani si stanno appassionando, perché hanno capito che forse quel No è l’unico grimaldello buono per scardinare questo governo. Le rivolte popolari di Catania, Napoli e Milano, farebbero pensare in tal senso.

Ecco, le bugie appunto, una caratteristica che accomuna politici in generale e capi di Stato in particolare. Richard Nixon cadde su una bugia. Bill Clinton rischiò la stessa fine e si salvò solo perché chiese scusa al Paese. Margaret Thatcher ebbe a dire che “non si raccontano bugie deliberatamente, diciamo che a volte bisogna essere evasivi”.

Oggi, da Hillary a Renzi, passando naturalmente per Merkel, Hollande, Trump, Di Maio e Raggi, le bugie si sprecano. Altro che evasivi. Hillary è la donna più bugiardella che esista. Anche il marito non scherzava, ma lei, avendo preso il difetto di famiglia, riesce a fare pure di meglio con questa storia della sua salute malcelata in piena campagna elettorale, due mesi dalle elezioni.

Non sa fare meglio dei bugiardi di casa nostra però. Quelli non li batte nessuno. Da MR ai cinquestelle in questo periodo è stato un rincorrere menzogne di ogni genere, tanto che si sentiva il rumore delle loro unghie stridere sugli specchi ogni volta che hanno provato a dare delle spiegazioni ad ognuna di loro. Più ridicole delle bugie stesse.

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MR non riesce nemmeno più a stare a galla sulla sua mediocrità e abbandona l’Italia a crescita zero, come certifica l’Istat.

Ci possiamo fidare di una come Hillary Clinton? Si chiedono gli americani. Dopo uno starnuto dice che si tratta di un’allergia, ma dopo due giorni si scopre che è una polmonite con la quale ha contagiato anche membri del suo staff. Pazzesco. A due mesi dalle elezioni. Come fare di tutto per perdere.

Pensioni, tasse, scuola, Pil, banche, debito, pubblica amministrazione. Ci possiamo fidare di uno come MR? Speriamo se lo domandino anche gli italiani di qui a novembre.

Ah, se solo i giornalisti tornassero a fare il loro mestiere e non gli uffici stampa del governo.

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