Dubai si è trasformata nel refugium peccatorum di tutti quegli italiani, e non solo, in cerca di soldi facili. Basti pensare che i residenti italiani a Dubai nel 2018 erano circa 10mila mentre oggi superano i 17mila.

Il boom di Expo e la relativa enorme affluenza, ha fatto lievitare anche il numero di agenzie immobiliari presenti in città che sono arrivate ad essere più di 20mila con altrettante discutibili società di consulenza.

Ed ecco che spuntano marketing mentor, mental coach di ogni tipo, banditori di autostima, dispensatori di regole e consigli per fare soldi velocemente, consulenti di criptovalute; latitanti di vario genere che si reinventano come immobiliaristi; specialisti della truffa che vendono la formula magica per renderti milionario in cambio di pochi spiccioli, ma solo se sei disposto ad acquistare il loro esclusivo corso. Insomma, vista da fuori una vera e propria Eldorado piena di opportunità per tutti coloro che, stanchi dell’Italia, scappano negli EAU.

A Dubai vivono diversi italiani con problemi con la giustizia. L’ultimo in ordine di tempo è il cognato di Gianfranco Fini, Giancarlo Tulliani, sul quale la giustizia romana aveva emesso un’ordinanza di arresto per riciclaggio.

In un mercato così competitivo e poco regolamentato (Dubai, infatti, non prevede l’estradizione) i promotori delle proprie attività sono liberi di usare ogni mezzo per circuire le loro vittime.

Con Angelino Alfano ministro degli Esteri, nel 2018 si era aperto uno spiraglio al rientro in Italia di diversi latitanti rifugiati nel Golfo. Il trattato di estradizione tra Italia ed Emirati Arabi, firmato nel 2015, sembrava potesse entrare in vigore: la pena di morte ne impediva la ratifica da parte italiana. Sembrava, così, che gli Emirati potessero espellere i pregiudicati italiani per creare una “comunità più sicura” dopo essere diventati meta di diversi criminali arrivati dall’estero negli ultimi anni. Ma alla fine la procedura si è arenata.

E, dunque, la città si è riempita di entrepreneur, international business advisor, influencer di ogni genere travestiti da manager di qualcosa, pronti a vendere qualsiasi prodotto, senza neppure avere un ufficio ma, soprattutto, senza alcuna esperienza in campo finanziario o commerciale. Lupi travestiti da agnelli che si spacciano per imprenditori ma in realtà vendono il nulla.

“Ecco qui la grande truffa, l’Eldorado che molti credono sia Dubai in verità non esiste. E l’Expo ha tristemente portato allo scoperto questa realtà – spiega Daniele Pescara, titolare della Daniele Pescara Consultancy, imprenditore veneto residente a Dubai -: tutti abbiamo beneficiato di Expo, ma questo momento di cambiamento, in cui la direzione è quella di un mercato maturo, spinge tantissime realtà ad una vera e propria guerra al ribasso, per non usare altri termini”.

Giovedì 31 marzo 2022 terminerà quella che è stata indubbiamente l’edizione più faraonica e importante del celebre evento ma questo ha messo in evidenza anche tante ombre.

“Tutto il mondo, anzi, tutta l’Italia è a Dubai – continua Pescara -. In un periodo dove il nostro Paese è ancora alle prese con problemi burocratici ed economici legati al Covid, tutti stanno preferendo Dubai: calciatori, showgirl, personaggi dello spettacolo ma, soprattutto, imprenditori di dubbia provenienza e consulenti del nulla. Personaggi che approfittano delle debolezze di chi è rimasto in Italia e vede in loro delle opportunità: i malcapitati, ignari della fregatura, purtroppo, non sanno che queste sagome sinistre non faranno altro che peggiorare la loro situazione. Che si tratti di un servizio, un appartamento, una società oppure un progetto di vita, va ricordato che Dubai non è alla portata di tutti: l’Emirato è certamente molto competitivo e molto caro, quindi, diffidate sempre da chi vi vende l’orso prima di averlo ucciso. C’è da dire che questi personaggi sono, per fortuna, solo una minoranza: posso, infatti, testimoniare direttamente che la stragrande maggioranza silenziosa ma seriamente impegnata della comunità italiana a Dubai è composta da famiglie e persone perbene”.

Il governo emiratino, in collaborazione con tutte le istituzioni italiane, vigila accuratamente e fornisce un’assistenza altrettanto eccellente a chi ritiene di essere vittima di un presunto abuso.

 

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