{"id":116,"date":"2015-02-21T11:13:52","date_gmt":"2015-02-21T11:13:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=116"},"modified":"2015-02-21T11:55:41","modified_gmt":"2015-02-21T11:55:41","slug":"116","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2015\/02\/21\/116\/","title":{"rendered":"36 anni, e non \u00e8 cambiato nulla"},"content":{"rendered":"<p>Nel giorno della approvazione del cosiddetto Jobs act, che Renzi ha celebrato come una svolta storica e\u00a0 i sindacati hanno &#8211; secondo un copione ormai consolidato &#8211; bollato come una svolta reazionaria, mi \u00e8 capitato per caso sott&#8217;occhio il primo editoriale che scrissi dopo avere assunto, nel gennaio del 1979, la direzione de &#8220;La Notte&#8221;. E&#8217; stata una esperienza abbastanza sconvolgente, nel senso che mi sono reso conto che, in 36 anni, i problemi dell&#8217;Italia sono rimasti\u00a0 gli stessi, e che per quante &#8220;riforme storiche&#8221; il nostro governo faccia, la strada del risanamento rimane lunghissima. L&#8217;articolo, che coincideva con la trentacinquesima crisi di governo della Prima repubblica, era intitolato &#8220;Decalogo per chi verr\u00e0&#8221; e, affinch\u00e9 possiate rendervi conto personalmente della situazione, mi permetto di riportarne\u00a0alla lettera\u00a0i dieci &#8220;comandamenti. Dunque, giudicate voi.<\/p>\n<p>1)Ripristinare ad ogni costo l&#8217;ordine pubblico. La gente non ne pu\u00f2 pi\u00f9 della criminalit\u00e0 -comune e politica &#8211; e oggi come oggi sarebbe disposta ad accettare anche leggi eccezionali pur di vedere finalmente una inversione di tendenza. Perci\u00f2, basta con il lassismo, basta con le esitazioni a rinforzare le forze dell&#8217;ordine.<\/p>\n<p>2) Mettere fine agli sprechi di Stato. Per quelli che pagano onestamente le tasse, la pressione fiscale \u00e8 giunta in Italia ai limiti di rottura. Ma i cittadini devono assistere impotenti allo sperpero annuale di migliaia di miliardi (allora non c&#8217;era ancora l&#8217;Euro-ndr)<\/p>\n<p>3) Fare funzionare i servizi pubblici: il progressivo degrado dei trasporti, delle poste, dell&#8217;assistenza sociale \u00e8 uno dei fattori che rende cos\u00ec difficile la vita di tutti.<\/p>\n<p>4) Restituire all&#8217;Italia una Giustizia degna di questo nome. Oggi, per le lentezze della magistratura, l&#8217;estrema complessit\u00e0 delle leggi, la casualit\u00e0 e talvolta la parzialit\u00e0 delle indagini, si procede in un certo senso per decimazione. Le norme sono tali e tante, che a finire sotto processo non sono soltanto i delinquenti, che in genere trovano il modo di cavarsela, ma anche cittadini per bene cui nessun altro Stato dedicherebbe le proprie attenzioni.<\/p>\n<p>5)Rimettere ordine nelle scuole, dalle elementari all&#8217;Universit\u00e0. La maggior parte delle riforme che si sono susseguite negli ultimi anni non hanno fatto che peggiorare la situazione, con il risultato che &#8220;la pi\u00f9 grande azienda italiana&#8221; \u00a0sforna oggi giovani in maggioranza impreparati ai compiti che li attendono.<\/p>\n<p>6) Ridare al cittadino un po&#8217; di autentica libert\u00e0: che non \u00e8 quella di dimostrare in piazza o imbrattare i muri di scritte rivoluzionarie, ma di potere programmare la propria vita senza continue interferenze da parte di pubblici poteri.<\/p>\n<p>7) Se bisogna fare dei sacrifici, che siano eguali per tutti. Questo significa, da un lato, che anche chi non ha le trattenute sulla busta paga deve pagare le tasse su tutti i suoi guadagni, ma anche che chi prende uno stipendio se lo deve guadagnare. Chi lavora seriamente \u00e8 stanco di faticare anche per gli assenteisti, i lavativi, e chi si fa mantenere in cassa integrazione mentre ha un secondo o un terzo lavoro.<\/p>\n<p>8) Dare un taglio netto agli scandali del sottogoverno. Ce ne sono tanti che la gente, quando viene chiamata a un maggiore impegno, ha ormai una reazione quasi automatica. &#8220;Ma a che serve scarificarsi, se poi quelli della Lockdeeed&#8230;&#8230;&#8221;Qualche esemplare punizione farebbe molto per ristabilire un clima di fiducia.<\/p>\n<p>9) Applicare gli articolo 39 e 40 della Costituzione e regolamentare gli scioperi. Sappiamo che i sindacati non ci sentono da questo orecchio. Ma anche loro non possono ignorare in eterno le voci che vengono dal basso; e oggi anche molti cittadini sindacalizzati sono stufi dell&#8217;anarchia.<\/p>\n<p>10) Cessare di mediare tra le parti e sfornare leggi-compromesso che non funzionano, e cominciare a governare sul serio.<\/p>\n<p>A parte il riferimento allo scandalo Lockheed, di cui nessuno si ricorda pi\u00f9, una mano pi\u00f9 leggera sul funzionamento dei trasporti e delle poste, che forse b\u00e8 migliorato, la presa d&#8217;atto che il potere sindacale non \u00e8 pi\u00f9 quello di prima e, circa il punto 10, la costatazione che un tentativo di uscire dalla paralisi legislativa \u00e8 in corso, non cambierei una virgola di quanto ho scritto quando quasi la met\u00e0 degli italiani non erano ancora nati. Non c&#8217;\u00e8 perci\u00f2 da stupirsi se\u00a0siamo costantemente arretrati in tutte le classifiche che contano, da quella sulla produttivit\u00e0 a quella sul clima per intraprendere (e adesso perfino in quella sulla libert\u00e0 di stampa) e, Grecia a parte, ci considerano il malato d&#8217;Europa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel giorno della approvazione del cosiddetto Jobs act, che Renzi ha celebrato come una svolta storica e\u00a0 i sindacati hanno &#8211; secondo un copione ormai consolidato &#8211; bollato come una svolta reazionaria, mi \u00e8 capitato per caso sott&#8217;occhio il primo editoriale che scrissi dopo avere assunto, nel gennaio del 1979, la direzione de &#8220;La Notte&#8221;. 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