{"id":14,"date":"2014-11-06T15:40:19","date_gmt":"2014-11-06T15:40:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=14"},"modified":"2014-11-06T15:40:19","modified_gmt":"2014-11-06T15:40:19","slug":"attenzione-il-nemico-e-tra-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2014\/11\/06\/attenzione-il-nemico-e-tra-noi\/","title":{"rendered":"attenzione, il nemico \u00e8 tra noi"},"content":{"rendered":"<p>So di essere, da sempre, politicamente scorretto, ma\u00a0\u00a0sono un convinto seguace\u00a0nella teoria dello &#8220;Scontro di civilt\u00e0&#8221; illustrata per primo, ancora nel secolo scorso, da Samuel Huntington. Sono convinto, cio\u00e8, che stiamo assistendo a un nuovo capitolo di quella guerra\u00a0tra Islam e Cristianit\u00e0 che, a ben guardare, dura da quindici secoli, passando attraverso le battaglie di Poitiers, di Lepanto, di Vienna e molte altre meno conosciute. E&#8217; uno scontro di civilt\u00e0, perch\u00e9 basato su due diverse e sostanzialmente incompatibili\u00a0concezioni della societ\u00e0, dello Stato e perfino del vivere quotidiano. Ma, sia pure\u00a0a intermittenza, \u00e8 anche uno scontro armato, che proprio in questo momento, con la nascita del Califfato dell&#8217;Iraq e del Levante e il suo invito a uccidere, con ogni mezzo possibile, il maggior numero di &#8220;infedeli&#8221; ovubnque si trovino e in qualsiasi circostanza, \u00e8 entrato in una fase parossistica, resa particolarmente pericolosa perch\u00e8\u00a0gli estremisti islamici sono molto, molto pi\u00f9 determinati di noi. Ricordo che, durante una trasmissione radio la sera dell&#8217;11 settembre, dopo l&#8217;attacco alle Torri gemelle, un collega se ne usc\u00ec con la frase: &#8220;Siamo di fronte a una guerra di chi crede ancora in Dio e chi non ci crede pi\u00f9&#8221;: L\u00ec per l\u00ec, mi indignai, gli risposi male, ma con il tempo mi sono convinto che non aveva tutti i torti. Basta guardare alla quasi indifferenza con cui l&#8217;Occidente assiste, ormai da decenni, alla persecuzione, alla espulsione o addirittura allo sterminio delle comunit\u00e0 cristiane sparse nel mondo musulmano, e allo scarso o nullo impegno che mettiamo &#8211; pur avendone i mezzi &#8211; nel difenderle. Ma, oltre a quello accennato dal collega, c&#8217;\u00e8 un altro leitmotif in ci\u00f2 che accade in questo momento: l&#8217;Islam, o meglio una sua parte per adesso forse minoritaria ma in continua crescita, sta cercando di prendersi la rivincita per tre secoli (partendo, appunto, dalla battaglia di Vienna) di sconfitte, di umiliazioni e &#8211; ammettiamolo &#8211; talvolta anche di prevaricazioni.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 il modo in cui l&#8217;estremismo islamico ha deciso di condurre questa guerra: abbiamo assistito orripilati, ma impotenti, alle decapitazioni, alle crocifissioni, alle esecuzioni di massa dei fanatici dell&#8217;ISIS.\u00a0 Abbiamo preso atto del pericolo che i combattenti del Califfato reclutati\u00a0nelle comunit\u00e0 musulmane dell&#8217;Occidente da una rete occulta ma molto\u00a0abile anche nell&#8217;uso della rete ritornino presto o tardi, induriti e addestrati,\u00a0per portare la guerra in casa nostra. Abbiamo gi\u00e0 dovuto registrare diversi episodi che rientrano in questa categoria,\u00a0cerchiamo di sorvegliare e tenere sotto controllo i guerriglieri jihadisti\u00a0dopo il loro rientro, ma dal momento che, per loro, \u00e8 buono non solo ogni mezzo, ma anche ogni bersaglio, difenderci sar\u00e0 molto difficile. Guardate che cosa \u00e8 successo, tanto per fare un esempio, ieri a Gerusalemme: un seguace di Hamas, una organizzazione terroristica stretta parente dell&#8217;ISIS, ha scagliato il suo furgoncino a tutta velocit\u00e0 contro un gruppo di israeliani fermi a una fermata d&#8217;autobus uccidendone uno e ferendone tredici. Che cosa potremmo fare se un qualche aspirante martire facesse la stessa cosa a Milano o a Roma? Niente. E altrettanto\u00a0 impotenti saremmo se un kamikaze volesse farsi saltare per aria in Duomo o facesse deragliare un treno. La nostra societ\u00e0 \u00e8, purtroppo, di una vulnerabilit\u00e0 estrema, e le nostre difese sono indebolite dalle nostre stesse leggi che portano magistrati ad assolvere individui chiaramente pericolosi e vietano gli arresti preventivi.<\/p>\n<p>Lungi da me dire che tutti i 16 milioni di musulmani che ormai risiedono in Europa costituiscano un pericolo (anche se rimango convinto che avesse ragione il cardinale Biffi quando, tra lo scandalo generale, disse: &#8220;Se dobbiamo proprio prenderci degli immigrati, prendiamoli almeno cristiani&#8221;). Ma basta che un centesimo, o anche un millesimo di loro si convertano alle idee dell&#8217;ISIS per trasformare le nostre vite. Il pericolo sar\u00e0 particolarmente acuto dove le comunit\u00e0 musulmane sono particolarmente numerose (e incarognite), come la Francia, la Gran Bretagna e perfino la Svezia, ma neppure noi\u00a0abbiamo di che stare\u00a0allegri. Il nemico, purtroppo, \u00e8 gi\u00e0, almeno potenzialmente, tra noi, e non ce ne libereremo mai pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>So di essere, da sempre, politicamente scorretto, ma\u00a0\u00a0sono un convinto seguace\u00a0nella teoria dello &#8220;Scontro di civilt\u00e0&#8221; illustrata per primo, ancora nel secolo scorso, da Samuel Huntington. Sono convinto, cio\u00e8, che stiamo assistendo a un nuovo capitolo di quella guerra\u00a0tra Islam e Cristianit\u00e0 che, a ben guardare, dura da quindici secoli, passando attraverso le battaglie di Poitiers, di Lepanto, di Vienna e molte altre meno conosciute. E&#8217; uno scontro di civilt\u00e0, perch\u00e9 basato su due diverse e sostanzialmente incompatibili\u00a0concezioni della societ\u00e0, dello Stato e perfino del vivere quotidiano. 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