{"id":143,"date":"2015-03-19T08:51:31","date_gmt":"2015-03-19T08:51:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=143"},"modified":"2015-03-19T08:51:31","modified_gmt":"2015-03-19T08:51:31","slug":"litalia-sempre-piu-in-pericolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2015\/03\/19\/litalia-sempre-piu-in-pericolo\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia sempre pi\u00f9 in pericolo"},"content":{"rendered":"<p>Alcune prime\u00a0osservazioni a caldo sulla tragedia di Tunisi:<\/p>\n<p>&#8211; Con l&#8217;attentato al museo del Bardo, l&#8217;ISIS, o una delle organizzazioni a lui affiliate, hanno fatto un ulteriore passo verso l&#8217;Italia. Se la Libia dista duecento miglia dalle nostre coste, la Tunisia \u00e8 a meno di cento.\u00a0Se vogliamo credere alla interpretazione dell&#8217;esperto collega Toni Cappuozzo, i terroristi avrebbero addirittura pianificato l&#8217;operazione per i0 l18 marzo perch\u00e9 sapevano che in porto ci sarebbe stata la &#8220;Costa fascinosa&#8221; e che quindi c&#8217;era maggiore possibilit\u00e0 di colpire degli italiani. Ma anche nel caso in cui\u00a0questo non fosse vero, il coinvolgimento \u00e8 dato dal fatto, documentato nell&#8217;articolo di Fausto Biloslavo, che nella preparazione dell&#8217;attentato erano sicuramente coinvolti elementi che hanno vissuto a lungo in Italia (in particolare a Milano), qui sono stati processati, carcerati e quindi espulsi. E&#8217; la legge, e non potevamo fare altro. Ma bisogna tenere presente che le espulsioni non ci mettono affatto al sicuro da ritorsioni,\u00a0perch\u00e9 rimettono in circolazione elementi pericolosissimi e \u00a0chi si vota al terrorismo probabilmente lo praticher\u00e0 per tutta la vita. A molti sembrer\u00e0 una bestemmia, ma forse non avevano tutti i torti gli americani quando, dopo l&#8217;11 settembre, crearono il &#8220;famigerato&#8221; carcere di Guantanamo.<\/p>\n<p>&#8211; Abbiamo sempre detto che la Tunisia \u00e8 l&#8217;unico Paese in cui la primavera araba \u00e8 andata a buon fine: elezioni libere, vittoria iniziale di un partito islamista moderato, ritorno al laicismo e insediamento di\u00a0un\u00a0notabile gi\u00e0 ministro di Bourgiuba alla presidenza della Repubblica. Tutto vero: ma \u00e8 altrettanto vero che, proprio grazie alla libert\u00e0\u00a0frutto della cacciata di Ben Ali, la Tunisia \u00e8 il Paese arabo che ha fornito il maggior numero di reclute al Califfato e\u00a0oggi ha il maggior numero di jihadisti di ritorno, cio\u00e8\u00a0di quei giovani che sono andati in\u00a0Siria ed in Iraq per addestrarsi e adesso sono\u00a0pronti a\u00a0mettere a frutto in patria quanto hanno imparato. Se poi si tiene conto del fatto che possono contare sull&#8217;appoggio dell&#8217;ISIS libica attraverso frontiere virtualmente inesistenti, c&#8217;\u00e8 da temere che l&#8217;attacco al Museo (che, in\u00a0origine, doveva essere in realt\u00e0 un attacco al Parlamento) sia soltanto il primo passo di una operazione destinata a portare anche la Tunisia nell&#8217;ambito del Califfato.<\/p>\n<p>&#8211; Fino adesso, al contrario di Madrid, Londra e Parigi, noi non abbiamo avuto attentati su vasta scala. Temo che, con il dilagare dell&#8217;ISIS lungo la costa meridionale del Mediterraneo, questa immunit\u00e0 &#8211; dovuta certo in parte alla efficienza dei nostri servizi segreti, ma anche a una decisione politica degli jihadisti &#8211;\u00a0non durer\u00e0 in eterno.\u00a0In Italia abbiamo in programma, prossimamente, due avvenimenti particolarmente &#8220;appetibili&#8221; per una organizzazione che ha come scopo primario di ispirare panico e terrore: l&#8217;Expo di Milano e il Giubileo straordinario proclamato da padre Francesco. Entrambi attireranno in Italia milioni di persone, e renderanno pertanto pi\u00f9 facile l&#8217;infiltrazione di potenziali attentatori; inoltre, rappresenteranno un bersaglio ideale\u00a0per chi, come gli uomini dell&#8217;ISIS, non hanno obbiettivi particolari, ma hanno ordine di sparare nel mucchio.\u00a0Per mantenere\u00a0la sicurezza in queste circostanze\u00a0faremo bene a chiedere la massima collaborazione ai servizi segreti non solo degli altri Paesi occidentali, ma anche della Russia, che in questa particolare guerra \u00e8 per fortuna schierata dalla nostra parte.<\/p>\n<p>&#8211; Ora che siamo davvero in prima linea, speriamo che tante coscienze finora addormentate si sveglino, che la gente si renda conto che ne va del nostro avvenire. Sono rimasto agghiacciato, due giorni fa, nel leggere\u00a0 che in una classe di 25 ragazzi interrogati su che cosa farebbero se, come nel romanzo di Houellebecq, l&#8217;Islam andasse al potere anche in Italia, 23 non avrebbero problemi a convertirsi. Siamo ancora pi\u00f9 &#8220;ventre molle&#8221; dell&#8217;Europa di quanto temessi. Purtroppo, l&#8217;esempio viene dall&#8217;alto e anche la Chiesa non si comporta con la dovuta fermezza: non per nulla, in un blog di appena dieci giorni fa, ho scritto che ci vorrebbe un nuovo Marco d&#8217;Aviano.<\/p>\n<p>Queste sono le mie prime riflessioni, ma torner\u00f2 presto sull&#8217;argomento. Il Giornale,\u00a0 grazie soprattutto a Magdi Allam, sta gi\u00e0 facendo molto per dare vita a una &#8220;resistenza&#8221;, ma dobbiamo fare di pi\u00f9. Come sa chi mi\u00a0legge, io\u00a0sono sempre stato un seguace di Samuel Huntington e della sua teoria dello &#8220;scontro di civilt\u00e0&#8221;. Trovo ipocrita, e un po&#8217; infingardo, chi ascrive la nascita e\u00a0il successo\u00a0dell&#8217;ISIS non a una applicazione, sia pure deviata, del Corano, ma la ritiene solo una nuova forma di terrorismo. Adesso che il nemico \u00e8 davvero sulle porte di casa, studiamo meglio la pratica e diamoci una sveglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Alcune prime\u00a0osservazioni a caldo sulla tragedia di Tunisi: &#8211; Con l&#8217;attentato al museo del Bardo, l&#8217;ISIS, o una delle organizzazioni a lui affiliate, hanno fatto un ulteriore passo verso l&#8217;Italia. 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