{"id":157,"date":"2015-03-31T14:01:08","date_gmt":"2015-03-31T14:01:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=157"},"modified":"2015-03-31T14:01:08","modified_gmt":"2015-03-31T14:01:08","slug":"il-mostro-rimane-il-mostro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2015\/03\/31\/il-mostro-rimane-il-mostro\/","title":{"rendered":"Il mostro rimane il mostro"},"content":{"rendered":"<p>Nel riordinare le mie carte, giorni fa, mi \u00e8 capitato tra le mani il rapporto sulla amministrazione statale che\u00a0il grande amministrativista Massimo Severo Giannini redasse nel breve periodo in cui, presidente del Consiglio Cossiga, ricopr\u00ec la carica di Ministro della Funzione Pubblica (quello che adesso \u00e8 affidato alla giovane Marianna Madia&#8230;.). Il documento, datato 16 novembre 1979,\u00a0si chiudeva con queste memorabili\u00a0parole:&#8221;Se l&#8217;apparato burocratico vuole recuperare un minimo di efficienza, deve somigliare il pi\u00f9 possibile a un&#8217;azienda privata&#8221;. Sono passati 36 anni, ma non mi pare che si siano fatti\u00a0passi in quella direzione, ed anche la riforma portata ora\u00a0avanti da Renzi \u00e8 ben lontana dal seguire questo criterio.<\/p>\n<p>Due sono le considerazioni di Giannini che mi hanno particolarmente colpito. Il primo \u00e8 che il criterio di produttivit\u00e0, che ispira (o dovrebbe ispirare) da sempre \u00a0la conduzione delle imprese, \u00e8 del tutto assente nella pubblica amministrazione. Ogni atto viene compiuto perch\u00e9 \u00e8 genericamente &#8220;dovuto&#8221;, cio\u00e8 previsto da leggi che spesso, a loro volta, non obbediscono ad alcun criterio logico. Nessuno bada a quanto un atto costa rispetto a quel che rende, se risponde o no a una logica, se \u00e8 davvero nell&#8217;interesse generale\u00a0 (o in certi casi &#8211; legittimamente &#8211; anche di un gruppo o di una categoria senza recare\u00a0nocimento ad altri) o se in realt\u00e0 porta soltanto danno alla societ\u00e0 nel suo insieme. L&#8217;esempio classico sono le pratiche per recuperare, che so, 16 Euro (allora erano lire)\u00a0di tasse non pagate e ne costano molti di pi\u00f9; ma Giannini si diffonde anche sulla\u00a0emanazione a getto continuo di norme e regolamenti\u00a0studiati a\u00a0tavolino in scarso contatto con la realt\u00e0, di cui nessuno si \u00e8 preoccupato di misurare e valutare in anticipo il reale impatto\u00a0sulla societ\u00e0.<\/p>\n<p>Il secondo elemento che emergeva dal rapporto era che i burocrati sono troppi, male distribuiti sia tra nord e sud sia tra un settore e l&#8217;altro e che comunque lavorano poco e non ci garantiscono servizi soddisfacenti. Allora, ripeto, 36 anni fa, erano quattro milioni, adesso mi pare che siano\u00a0pochi di\u00a0meno. Giannini stigmatizzava soprattutto la scarsissima o nulla mobilit\u00e0 imposta da una insensata politica sindacale, che impediva gli opportuni trasferimenti da un settore all&#8217;altro, con il risultato che alcuni uffici\u00a0avevano paurosi vuoti di organico, mentre altri\u00a0erano pieni di gente che passava le sue giornate a leggere il giornale (oggi giocherebbero con l&#8217;-I-pad o navigherebbero su internet).\u00a0Da un rapporto parallelo\u00a0del Formez, risultava\u00a0che le 6 ore e 38 minuti che allora ogni addetto avrebbe dovuto lavorare mediamente al giorno si riducevano a 4 ore e 20 minuti per l&#8217;effetto di varie &#8220;attivit\u00e0 non\u00a0lavorative&#8221;\u00a0(permessi, assenze, uscite abusive, soggiorni al caff\u00e8, ecc.). La conclusione &#8211;\u00a0che nel suo buon senso non manca di un pizzico d&#8217;ironia &#8211;\u00a0era che lo stesso risultato avrebbe potuto essere ottenuto con due terzi del personale, o a scelta, che si potrebbe\u00a0produrre un terzo di lavoro in pi\u00f9 evitando quei temi lunghissimi che tanti disagi creano ai cittadini.<\/p>\n<p>Mi domando se il ministro Madia, o almeno quelli che hanno redatto per lei la riforma della burocrazia che dovrebbe essere presto sottoposta all&#8217;approvazione del Parlamento, abbiano letto le 400 pagine del rapporto. Se lo avessero fatto, sarebbero gi\u00e0 stati a met\u00e0 dell&#8217;opera, perch\u00e9 ho l&#8217;impressione, credo condivisa dalla maggioranza dei cittadini che nel passaggio dalla prima alla seconda e ora (cos\u00ec dicono) alla terza Repubblica sia cambiato ben poco. Il mostro (burocratico) \u00e8 rimasto il mostro, e non so davvero\u00a0se le misure attualmente allo studio, soprattutto per quanto riguarda i dirigenti, basteranno ad avvicinarlo al modello che\u00a0sognava Giannini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel riordinare le mie carte, giorni fa, mi \u00e8 capitato tra le mani il rapporto sulla amministrazione statale che\u00a0il grande amministrativista Massimo Severo Giannini redasse nel breve periodo in cui, presidente del Consiglio Cossiga, ricopr\u00ec la carica di Ministro della Funzione Pubblica (quello che adesso \u00e8 affidato alla giovane Marianna Madia&#8230;.). Il documento, datato 16 novembre 1979,\u00a0si chiudeva con queste memorabili\u00a0parole:&#8221;Se l&#8217;apparato burocratico vuole recuperare un minimo di efficienza, deve somigliare il pi\u00f9 possibile a un&#8217;azienda privata&#8221;. Sono passati 36 anni, ma non mi pare che si siano fatti\u00a0passi in quella direzione, ed anche la riforma portata ora\u00a0avanti da Renzi [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2015\/03\/31\/il-mostro-rimane-il-mostro\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1041,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1041"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=157"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":159,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157\/revisions\/159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=157"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=157"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=157"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}