{"id":171,"date":"2015-04-22T15:13:51","date_gmt":"2015-04-22T15:13:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=171"},"modified":"2015-04-22T15:13:51","modified_gmt":"2015-04-22T15:13:51","slug":"immigrazione-come-la-quadratura-del-cerchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2015\/04\/22\/immigrazione-come-la-quadratura-del-cerchio\/","title":{"rendered":"Immigrazione? Come la quadratura del cerchio"},"content":{"rendered":"<p>Italia ed Europa stanno cercando, in questo momento,n\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 meno della quadratura del cerchio: qualunque iniziativa si prenda,\u00a0\u00e8 infatti praticamente impossibile conciliare la posizione di coloro che vogliono mettere fine all&#8217;invasione di migranti dall&#8217;Africa e dal Medio Oriente- con un improbabile blocco navale o con la distruzione dei natanti destinati al trasporto dei &#8220;disperati&#8221; nei porti libici\u00a0di partenza (da me gi\u00e0 suggerita nel precedente blog) &#8211; con la volont\u00e0, espressa con molta forza dalla CEI ma condivisa da tutti i cosiddetti buonisti, di aiutare semplicemente i migranti a raggiungere l&#8217;Europa ed evitare nuove ecatombi. Sono due obbiettivi completamente antitetici, e per giunta entrambi difficilmente realizzabili.<\/p>\n<p>Cerchiamo allora di mettere un po&#8217; d&#8217;ordine in questa confusione. A condizionare il nostro comportamento sono al momento, due convenzioni: quella di Ginevra del 1951 sul diritto all&#8217;asilo politico, e quella di Dublino che prescrive che questo asilo venga richiesto nel primo Paese della UE in cui il migrante mette piede (e che per ragioni geografiche sono nella maggior parte dei casi Italia e Grecia). Ora, la Convenzione di Ginevra prescrive, effettivamente, che ogni richiesta di diritto di asilo venga accuratamente esaminata prima di essere accolta o respinta, e che nel frattempo il richiedente ha diritto\u00a0all&#8217;ospitalit\u00e0. Ma, come ha scritto giustamente un lettore in un precedente scambio, essa \u00e8 figlia della guerra fredda e fu\u00a0redatta soprattutto per consentire all&#8217;Occidente di accogliere nel migliore dei modi coloro che fuggivano dai Paesi comunisti. Essa ebbe per esempio un ruolo importantissimo dopo la rivolta d&#8217;Ungheria del &#8217;56. Nel frattempo, tuttavia, \u00e8 passato pi\u00f9 di mezzo secolo, c&#8217;\u00e8 stata la globalizzazione, con il risultato che in base alle norme ginevrine possono chiedere asilo in Europa, se riescono ad arrivarci, milioni di persone: una situazione alla lunga insostenibile, perch\u00e9 pi\u00f9 allarghiamo le maglie della rete, pi\u00f9 saranno i richiedenti, fino a sommergere la UE.\u00a0 All&#8217;articolo 44, la Convenzione prevede che un Paese firmatario pu\u00f2 disdire la sua adesione, ma che l&#8217;uscita avr\u00e0 effetto solo dopo un anno: a parte questo particolare, una denuncia unilaterale dell&#8217;Italia \u00e8 politicamente\u00a0impensabile. C&#8217;\u00e8 invece l&#8217;articolo 45, che permette a ogni Stato membro di richiedere all&#8217;ONU una REVISIONE della Convenzione, e qui ci muoviamo gi\u00e0 su un terreno pi\u00f9 solido. Infatti, sono certo che molti Paesi sarebbero d&#8217;accordo che norme studiate per un mondo che non esiste pi\u00f9 debbano essere aggiornate.<\/p>\n<p>La Convenzione di Dublino, invece, impegna solo i 28 Stati dell&#8217;Unione Europea, non \u00e8 neppure inserita nei Trattati (la cui modifica \u00e8 di una quasi insuperabile complicazione) e perci\u00f2 pu\u00f2 venire ridiscussa, ma dopo avere tenuto conto di alcune realt\u00e0: l&#8217;Italia, pur essendo in prima linea, e quindi oberata di tutte le spese della prima accoglienza, \u00e8 solo il terzo Paese a ricevere pi\u00f9 domande d&#8217;asilo, preceduta da Germania e Svezia, dove i migranti si aspettano di\u00a0trovare condizioni migliori. Una rinegoziazione finalizzata a una distribuzione pi\u00f9 equa del carico, specie se questo potesse essere ridotto dalle misure in preparazione contro gli scafisti, non dovrebbe essere impossibile: anche in questo caso, infatti, sono mutate le circostanze, e quindi \u00e8 logico aggiornare le norme.<\/p>\n<p>Vediamo ora &#8211; appunto &#8211;\u00a0quali sono i possibili modi per\u00a0rallentare (impedirlo del tutto \u00e8 utopistico) il flusso dei migranti. La soluzione di distruggere i barconi \u00e8 fattibile se non stiamo a badare troppo alle forme, cio\u00e8 se non pretendiamo di mettere d&#8217;accordo l&#8217;evanescente governo libico, l&#8217;ONU e la UE, in cui alcuni Paesi sono senz&#8217;altro d&#8217;accordo, e potrebbero cooperare.\u00a0 E&#8217; un&#8217;azione alla portata delle nostre Forze armate, naturalmente se nessuno si mette di mezzo invocando la Costituzione e se, all&#8217;occorrenza, gli uomini impegnati nell&#8217;azione\u00a0saranno autorizzati a sparare se le circostanze lo richiedessero.<\/p>\n<p>Di scarsa utilit\u00e0, e militarmente pi\u00f9 costoso e impegnativo, \u00e8 a mio avviso il blocco navale.\u00a0Prima domanda, per fare che cosa? Impedire alle imbarcazioni degli scafisti di prendere il largo, tagliando loro la strada, sparando o usando altri mezzi\u00a0convincenti? O piuttosto impedire che succedano altre sciagure, e quindi soccorrere eventuali naufraghi, come faceva Mare Nostrum? Nessuno l&#8217;ha ancora spiegato.<\/p>\n<p>Senz&#8217;altro valida (vedere anche un mio blog di tre mesi fa) la soluzione di aprire uffici sulla costa africana e fare l\u00e0 la selezione di quelli che hanno diritto d&#8217;asilo e quelli che, come migranti economici, non ce l&#8217;hanno, e portare i &#8220;promossi&#8221; nei Paesi da loro indicati con normali mezzi di trasporto. Ma ci sono due problemi. Il primo \u00e8 trovare chi si sobbarchi l&#8217;onere, e i pericoli, di impiantare questi centri, necessariamente abbastanza grandi visto il numero potenziale dei richiedenti,\u00a0in Paesi che non offrono alcuna sicurezza. Il secondo \u00e8 che cosa fare con i &#8220;bocciati&#8221;, che comunque tenterebbero di arrivare egualmente in Europa usando gli scafisti:la soluzione logica (e in questo caso legale) sarebbe di impedire loro lo sbarco in territorio italiano e rimandarli indietro con qualsiasi mezzo. Met\u00e0 Italia sarebbe contenta, l&#8217;altra &#8211; capitanata dal Vaticano &#8211; lo riterrebbe disumano e riprovevole.<\/p>\n<p>Torniamo cos\u00ec alla quadratura del cerchio. Impossibile, ma\u00a0bisogna cercare di avvicinarlesi. All&#8217;Europa possiamo dire con Dante: &#8220;Qui si parr\u00e0 la tua nobilitate..&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Italia ed Europa stanno cercando, in questo momento,n\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 meno della quadratura del cerchio: qualunque iniziativa si prenda,\u00a0\u00e8 infatti praticamente impossibile conciliare la posizione di coloro che vogliono mettere fine all&#8217;invasione di migranti dall&#8217;Africa e dal Medio Oriente- con un improbabile blocco navale o con la distruzione dei natanti destinati al trasporto dei &#8220;disperati&#8221; nei porti libici\u00a0di partenza (da me gi\u00e0 suggerita nel precedente blog) &#8211; con la volont\u00e0, espressa con molta forza dalla CEI ma condivisa da tutti i cosiddetti buonisti, di aiutare semplicemente i migranti a raggiungere l&#8217;Europa ed evitare nuove ecatombi. 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