{"id":183,"date":"2015-05-27T13:50:36","date_gmt":"2015-05-27T13:50:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=183"},"modified":"2015-05-27T13:50:36","modified_gmt":"2015-05-27T13:50:36","slug":"cottarelli-for-president","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2015\/05\/27\/cottarelli-for-president\/","title":{"rendered":"Cottarelli for president"},"content":{"rendered":"<p>Silvio Berlusconi continua a ripetere, per ragioni pi\u00f9 che condivisibili,\u00a0che non intende presentarsi come candidato a capo del governo del nuovo raggruppamento di centro-destra che spera di mettere insieme\u00a0in vista delle prossime elezioni politiche, ma di essere ancora alla ricerca di un erede. Dice di avere in mente alcuni nomi, ma si rifiuta di farli per il\u00a0timore (legittimo) di bruciarli; esclude (saggiamente) che il prescelto possa essere uno dei suoi figli; accenna, sia pure di sfuggita, che non gli spiacerebbe se si trattasse di una donna;\u00a0ha fatto capire che, nonostante la sua recente\u00a0popolarit\u00e0 televisiva,\u00a0 Salvini\u00a0gli sembra troppo estremista per una votazione che potr\u00e0 essere vinta solo conquistando i favori del centro;\u00a0\u00a0ha detto perfino, scherzando, che potrebbe trovare il candidato\u00a0&#8230;.sotto un cavolo, un po&#8217;, in fondo, come il PD ha trovato Renzi. Insomma, d\u00e0 l&#8217;impressione di brancolare nel buio, ma, rifiutando le primarie di coalizione a favore di non meglio precisate &#8220;conventions&#8221;, fa anche capire di volere avere l&#8217;ultima parola su chi dovr\u00e0, probabilmente nel 2018 ma forse anche prima, contendere Palazzo Chigi al Matteo fiorentino.<\/p>\n<p>Vista tanta incertezza, ci permettiamo, umilmente, di dargli un suggerimento: l&#8217;uomo pi\u00f9 adatto per guidare la federazione del centro-destra \u00e8 Carlo Cottarelli, l&#8217;uomo del Fondo Monetario internazionale prescelto da Letta per condurre la spending review e\u00a0congedato poi senza molti complimenti da Renzi quando questi si \u00e8 reso conto che le proposte del commissario andavano a incidere profondamente nel\u00a0bilancio dello Stato; che, cio\u00e8, seguendo i suoi suggerimenti, bisognava davvero rivoluzionare il sistema, ledendo interessi che in Italia \u00e8 pericoloso toccare.<\/p>\n<p>Ho avuto il piacere di conoscere Cottarelli quando, a pochi giorni dal suo forzato rientro a Washington, ha\u00a0fatto una relazione\u00a0sul suo operato all&#8217;Istituto Bruno Leoni.\u00a0E&#8217; stata un&#8217;ora affascinante. Non ha puntato apertamente il dito contro nessuno, ma\u00a0ha fatto un quadro preciso, sotto certi aspetti quasi clinico, delle ragioni per cui i conti dell&#8217;Italia non tornano mai.\u00a0Non ha puntato il dito contro nessuno, ma quando al termine della relazione gli\u00a0ho chiesto di fare nomi e cognomi di coloro che, nell&#8217;anno trascorso a frugare nelle pieghe del bilancio,\u00a0lo hanno ostacolato o addirittura sabotato, ha risposto sarcasticamente: &#8220;E&#8217; gi\u00e0 tardi, e non farei a tempo a fare tutto l&#8217;elenco&#8221;.<\/p>\n<p>Adesso, lontano dalla mischia, ha dato alle stampe un saggio intitolato &#8220;La lista della spesa: la verit\u00e0 sulla spesa pubblica italiana e su come si pu\u00f2 tagliare&#8221;, di cui ha parlato ampiamente nel numero odierno del &#8220;Giornale&#8221;(pag.2) il nostro Antonio Signorini e che anch&#8217;io ho potuto esaminare nelle ultime ore. E&#8217; un documento non solo devastante per i contenuti, ma anche rivelatrice di una ferma\u00a0volont\u00e0 di andare alla ricerca dei rimedi. Se si avesse cominciato a fare fin da subito almeno alcune delle cose proposte da Cottarelli, oggi certo non ci troveremmo pi\u00f9 nelle strette in cui ci troviamo. Fare qui un elenco delle inefficienze, degli sprechi, degli ostruzionismi che il commissario ha portato alla luce \u00a0nonostante la scarsissima collaborazione dell&#8217;alta burocrazia sarebbe troppo lungo, ma i lettori interessati potranno scoprirli da soli facendo un salto in libreria.<\/p>\n<p>Ebbene, io sono convinto che un leader che si presentasse alle elezioni non solo con la volont\u00e0, ma anche (diversamente da Grillo)\u00a0CON LA RICETTA\u00a0per rimettere i nostri bilanci in ordine e fare veramente pulizia nel sottobosco pubblico avrebbe un grande successo.\u00a0Se poi non fosse un politico di professione, ma un uomo delle istituzioni, questo successo sarebbe anche maggiore. Perci\u00f2, se Berlusconi vuole che il centro-destra torni a vincere, sia pure con un uomo che non ha mai avuto nulla a che fare n\u00e9 con Forza Italia, n\u00e9 con il Pdl e tanto meno con Lega e AN, si affretti a esplorare questa possibilit\u00e0, naturalmente mettendo a disposizione del &#8220;commissario&#8221; il veicolo per correre e magari verificando le possibilit\u00e0 di riuscita attraverso uno dei suoi amati sondaggi. Sono certo che non se ne pentirebbe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Silvio Berlusconi continua a ripetere, per ragioni pi\u00f9 che condivisibili,\u00a0che non intende presentarsi come candidato a capo del governo del nuovo raggruppamento di centro-destra che spera di mettere insieme\u00a0in vista delle prossime elezioni politiche, ma di essere ancora alla ricerca di un erede. 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