{"id":188,"date":"2015-06-07T15:02:26","date_gmt":"2015-06-07T15:02:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=188"},"modified":"2015-06-07T15:02:26","modified_gmt":"2015-06-07T15:02:26","slug":"chi-vuole-morire-per-donetsk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2015\/06\/07\/chi-vuole-morire-per-donetsk\/","title":{"rendered":"Chi vuole morire per Donetsk?"},"content":{"rendered":"<p>Credo di essere stato &#8211; almeno nel panorama giornalistico itaaliano &#8211;\u00a0uno dei pi\u00f9 irreducibili avversari dell&#8217;URSS, uno dei pi\u00f9 fervidi sostenitori della installazione dei missili americani a Comiso e uno dei pi\u00f9 convinti sostenitori della NATO contro il Patto di Varsavia (Gladio compresa). Ma\u00a0oggi mi rifiuto di arruolarmi nelle file di coloro che bisogna rilanciare la guerra fredda contro Mosca per punirla dell&#8217;annessione della Crimea e del sostegno che ha dato, e continua a dare,\u00a0ai ribelli dell&#8217;Ucraina russofona. Trovo addirittura demenziale l&#8217;idea &#8211; spuntata negli ultimi giorni e sicuramente discussa anche al G7\u00a0bavarese,\u00a0di installare nuovamente missili a medio raggio in Europa (presumibilmente con testata nucleare) per prevenire una ipotetica aggressione russa\u00a0ai\u00a0membri orientali della NATO. Con buona pace di Obama,\u00a0ritengo anche una stupidaggine continuare\u00a0in una politica di sanzioni\u00a0 che danneggia pi\u00f9 noi di Putin, invece di cercare\u00a0con le buone maniere un compromesso sulla base degli accordi di Minsk e cercare di arruolare la Russia nella battaglia per la sopravvivenza della nostra civilt\u00e0 contro il fanatismo islamico, che \u00e8 la\u00a0 vera emergenza del momento. In altre parole, parafrasando un modo di dire in voga prima della seconda guerra mondiale, non ho nessuna intenzione di &#8220;morire per Donetsk&#8221;.<\/p>\n<p>Per spiegare questa mia posizione, cercher\u00f2 di illustrare brevemente la mia visione della crisi ucraina. Dopo la dissoluzione dell&#8217;URSS e la fine del patto di Varsavia, \u00e8 stato giusto, anche se economicamente molto costoso, fare entrare\u00a0i Paesi che avevano dovuto vivere per mezzo secolo sotto l&#8217;egida di Mosca sia nell&#8217;UE, sia nella NATO. E&#8217; stato anche giusto,\u00a0se non altro\u00a0per ragioni strategiche, includere in questa lista le tre repubbliche baltiche, Estonia\u00a0Lettonia e Lituania, perch\u00e9 erano state inglobate nell&#8217;Unione Sovietica con la violenza e avevano una storia tutta &#8220;occidentale&#8221;. Ma, a questo punto, anche in base agli accordi presi a suo\u00a0tempo con il Cremlino, bisognava fermarsi. Non c&#8217;era\u00a0alcuna necessit\u00e0, e meno che meno\u00a0alcun interesse, ad andare a\u00a0stuzzicare un orso russo gi\u00e0 ferito nel suo\u00a0orgoglio\u00a0cercando di attirare nella nostra orbita prima la Georgia, poi l&#8217;Ucraina, due Paesi che fanno parte della sua storia, della sua tradizionale sfera di influenza, del suo cosiddetto &#8220;estero vicino&#8221;. Capisco benissimo che gli ucraini, soprattutto quelli occidentali che una volta avevano fatto parte dell&#8217;Impero austro-ungarico\u00a0o della Polonia, fossero attratti sia dalla UE, sia dalla NATO, magari anche nella speranza di dare una ripulita al loro Stato, corrotto e fallimentare, e muigliorare (con i fondi strutturali della UE) la loro condizione di vita. Quando il presidente Yanukovich, che proveniva invece dalla parte russofona del Paese,\u00a0si rifiut\u00f2 di firmare un trattato di associazione con l&#8217;UE che avrebbe costituito\u00a0 uno schiaffo per Mosca, ci furono \u00a0la rivolta di piazza Maidan, la\u00a0sua cacciata (con l&#8217;aiuto, secondo Putin, dei servizi americani)&#8221;\u00a0e l&#8217;avvento al potere dei &#8220;filoccidentali&#8221;. A questo punto, Mosca ha reagito occupando la Crimea, che era sempre stata parte della Russia finch\u00e8 Krusciov non l&#8217;aveva annessa improvvidamente all&#8217;Ucraina) e fomentando la rivolta delle due province ucraine a lei pi\u00f9 legate per lingua, economia e tradizioni. Questi &#8220;ribelli&#8221; sono stati senza dubbio aiutati dall&#8217;esercito russo, con un&#8217;altra plateale violazione del diritto internazionale; ma sul fatto che Lugansk e Donetsk siano pi\u00f9 vicini a Mosca che a Bruxelles \u00e8 fuori di dubbio, e come l&#8217;Alto Adige, la Catalogna o la Scozia abbiano diritto a una ampia autonomia\u00a0che Kiev rifiuta di concedere loro proprio non ci piove.<\/p>\n<p>Quindi, nello scontro tra Russia e Ucraina che \u00e8 alla base delle attuali, crescenti tensioni tra USA e UE da una parte e il Cremlino dall&#8217;altra, torti e ragioni vanno equamente ripartiti. Putin sar\u00e0 anche un autocrate,\u00a0ma non \u00e8 certamente Hitler, e in una intervista concessa sabato al Corriere ha tenuto un linguaggio quasi condivisibile.\u00a0Comunque, si tratta di un confronto in cui noi entriamo poco o nulla, e credo che la mia scarsa voglia di &#8220;morire per Donetsk&#8221; sia condivisa dalla stragrande maggioranza degli europei. Non ripetiamo, per carit\u00e0, gli spaventosi errori di valutazione e di comportamento che, cento anni fa, ci fecero letteralmente &#8220;scivolare&#8221; nella prima guerra mondiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Credo di essere stato &#8211; almeno nel panorama giornalistico itaaliano &#8211;\u00a0uno dei pi\u00f9 irreducibili avversari dell&#8217;URSS, uno dei pi\u00f9 fervidi sostenitori della installazione dei missili americani a Comiso e uno dei pi\u00f9 convinti sostenitori della NATO contro il Patto di Varsavia (Gladio compresa). Ma\u00a0oggi mi rifiuto di arruolarmi nelle file di coloro che bisogna rilanciare la guerra fredda contro Mosca per punirla dell&#8217;annessione della Crimea e del sostegno che ha dato, e continua a dare,\u00a0ai ribelli dell&#8217;Ucraina russofona. 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