{"id":191,"date":"2015-06-22T11:54:34","date_gmt":"2015-06-22T11:54:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=191"},"modified":"2015-06-22T11:54:34","modified_gmt":"2015-06-22T11:54:34","slug":"quanti-immigrati-africani-ci-possiamo-permettere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2015\/06\/22\/quanti-immigrati-africani-ci-possiamo-permettere\/","title":{"rendered":"Quanti immigrati africani ci possiamo permettere?"},"content":{"rendered":"<p>Quanti\u00a0immigranti \u00a0dall&#8217;Africa &#8211; rifugiati politici e\u00a0profughi economici &#8211;\u00a0possono essere accolti in Europa senza snaturare la nostra civilt\u00e0 e il nostro modo di vivere? Se dessimo retta a Papa Francesco, o anche soltanto alla Boldrini e ai suoi troppi seguaci- dovremmo addirittura aprire le porte e accogliere tutti quelli che &#8220;inseguono una vita migliore&#8221;, lontano non solo dalle guerre ma anche dalla miseria. Ma costoro si rendono conto di quanta gente arriverebbe da noi se si applicassero le loro ricette? L&#8217;Africa \u00e8 ormai l&#8217;unico continente in cui la popolazione continua ad aumentare in maniera esponenziale, con proiezioni che variano ma che fanno tutte rizzare i capelli in testa. Dal momento che le risorse del continente, anche se fossero sfruttate meglio, non saccheggiate dai cinesi e da una classe politica a fronte della quale la nostra \u00e8 un&#8217;assemblea di angioletti, sono limitate, se si seguisse la ricetta dei &#8220;buonisti&#8221; a riversarsi da noi sarebbero non solo i 500.000 ammassati nei campi della Libia, ma altri milioni e milioni, sempre meno preparati, sempre pi\u00f9 provenienti da societ\u00e0 diverse dalla nostra, sempre meno assimilabili.<\/p>\n<p>In altre partole, nel giro di due o tre generazioni al massimo, complice anche la nostra inarrestabile crisi demografica,\u00a0assisteremmo a una &#8220;africanizzazione&#8221; dell&#8217;Europa cui non resisterebbe neppure la corazzata tedesca.Un simile ricambio di popolazione &#8211; nel bene e nel male -non sarebbe una novit\u00e0 nella storia dell&#8217;umanit\u00e0; dalla fine\u00a0dell&#8217;impero romano d&#8217;Occidente alla &#8220;spagnolizzazione&#8221; dell&#8217;America latina, gli esempi non mancano. Il guaio \u00e8 che, nel nostro caso, sarebbe un passo indietro: quella che \u00e8 stata la culla della civilt\u00e0 mondiale sarebbe gradualmente sommersa da un&#8217;ondata di immigranti che, senza voler essere razzisti, sono indietro di alcuni secoli rispetto a noi; e il fatto che molti di loro sarebbero mussulmani non aiuta di certo.<\/p>\n<p>Non voglio passare per razzista, ma ho sempre creduto, con il famoso e molto criticato scienziato americano Janssens,\u00a0che europei, cinesi, neri, indios delle Ande e quant&#8217;altri\u00a0non fossero eguali. Non so spiegarmi scientificamente il perch\u00e9, \u00e8 un compito che lascio agli specialisti del DNA,\u00a0ma giudico dai risultati. Intendiamoci bene: la &#8220;classifica di civilt\u00e0&#8221;, se vogliamo chiamarla cos\u00ec, dipende da quale \u00e8 la pietra di paragone. Se questa fosse chi corre pi\u00f9 veloce, o gioca meglio a basket, o ha una maggiore resistenza in condizioni di difficolt\u00e0, i neri vincerebbero a mani basse. Ma poich\u00e9, in questo momento, la pietra di paragone \u00e8 la capacit\u00e0 di inserimento in\u00a0una civilt\u00e0 industriale moderna, essi finiscono ultimi in classifica. Per dimostrarlo, far\u00f2 soltanto due esempi.<\/p>\n<p>Haiti, quand&#8217;era una colonia francese, era considerata la Perla delle Antille e tale era ancora quando, primo Paese dell&#8217;America centrale e meridionale,\u00a0 conquist\u00f2 l&#8217;indipendenza nel 1805. Era abitata quasi esclusivamente da neri, discendenti degli schiavi importati dall&#8217;Africa, e dai neri\u00a0(oltre che dai mulatti) \u00e8 stata governata e amministrata\u00a0da allora. Risultato: oggi \u00e8 il Paese pi\u00f9 povero del continente, il recente\u00a0terremoto ha solo aggravato le cose.<\/p>\n<p>Secondo esempio, lo status della comunit\u00e0 afro-americana negli Stati Uniti. E&#8217; vero che gli afro-americani di oggi sono a loro volta discendenti degli schiavi, ma dal loro affrancamento \u00e8 passato ormai un secolo e mezzo, la segregazione che vigeva ancora negli Stati\u00a0del Sud \u00e8 stata abolita da Kennedy e Johnson e sono state anche promulgate molte leggi per favorirli, nell&#8217;accesso alle universit\u00e0 e in vari altri settori. Eppure, essi sono rimasti sempre in coda a tutte le classifiche nazionali, economiche, culturali, di obbedienza alla legge, e sono stati superati in tromba da tutti gli altri gruppi etnici arrivati in America dopo di loro, ultimi gli ispanici. Incidentalmente, anche i bianchi\u00a0 WASP, antichi padroni, stanno per essere soppiantanti in testa ad alcune di queste\u00a0queste graduatorie dagli asiatici&#8230;..<\/p>\n<p>E allora? Allora hanno ragione coloro che sostengono che possiamo, s\u00ec, accogliere un certo numero di persone, cercando di assimilarle gradualmente e non ridurle a perenni vu&#8217;cumpra, ma dosando le quote con molta attenzione. Chiuderci una fortezza sarebbe materialmente impossibile, e forse non ci converrebbe neppure visto che non facciamo pi\u00f9 figli e che, nonostante l&#8217;avvento di una industria sempre pi\u00f9 robotizzata e meno bisognosa di manodopera, un certo numero di\u00a0lavoratori manuali\u00a0\u00e8 indispensabile. Ma, neppure per carit\u00e0 cristiana, dobbiamo permettere che ci travolgano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quanti\u00a0immigranti \u00a0dall&#8217;Africa &#8211; rifugiati politici e\u00a0profughi economici &#8211;\u00a0possono essere accolti in Europa senza snaturare la nostra civilt\u00e0 e il nostro modo di vivere? Se dessimo retta a Papa Francesco, o anche soltanto alla Boldrini e ai suoi troppi seguaci- dovremmo addirittura aprire le porte e accogliere tutti quelli che &#8220;inseguono una vita migliore&#8221;, lontano non solo dalle guerre ma anche dalla miseria. Ma costoro si rendono conto di quanta gente arriverebbe da noi se si applicassero le loro ricette? 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