{"id":20,"date":"2014-11-13T15:27:23","date_gmt":"2014-11-13T15:27:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=20"},"modified":"2014-11-13T15:27:23","modified_gmt":"2014-11-13T15:27:23","slug":"ce-la-fara-renzi-a-salvare-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2014\/11\/13\/ce-la-fara-renzi-a-salvare-litalia\/","title":{"rendered":"Ce la far\u00e0 Renzi a salvare l&#8217;Italia?"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; diventata quasi un&#8217;ossessione: con chiunque tu parli di politica, italiano o straniero che sia (e includo nella lista anche alcuni autorevoli colleghi) finisce con il porti la domanda del giorno: &#8220;Ce la far\u00e0 Renzi a salvare l&#8217;Italia?&#8221;. Naturalmente, i miei interlocutori hanno anche le loro opinioni sul personaggio, che vanno da quella di Piero Ostellino (&#8220;un ragazzotto che ci sa fare con le parole&#8221;) a quella di un mio caro amico, che ha chiesto di non nominarlo, il quale ritiene che l&#8217;ex sindaco di Firenze possdiventare il salvatore della patria. A giudicare dai sondaggi, molti italiani tendono a condividere questa opinione, anche se il loro &#8220;si&#8221; si limita alla persona del presidente del Consiglio e non si estende n\u00e9 al suo governo, n\u00e9 alla sua gestione dell&#8217;economia, egli gode tuttora, a dispetto dei sempre pi\u00f9 frequenti attacchi della stampa di opinione,\u00a0di un tasso di approvazione che altri leader occidentali, Hollande, Obama e lo stesso Cameron, neppure si sognano. Personalmente, credo che la popolarit\u00e0 di Renzi presso l&#8217;elettorato sia dovuto soprattutto al suo linguaggio &#8211; anti-establishment, radicale, spiritoso e soprattutto spietato con coloro che, sia nell&#8217;immaginario collettivo sia nella realt\u00e0, sono i responsabili dei mali del Paese.<\/p>\n<p>Ma\u00a0torniamo alla domanda fatidica. Ce la fa o non ce la fa?. La mia risposta, purtroppo, \u00e8 negativa, per una serie di ragioni in parte anche indipendenti dalla sua volont\u00e0 che cercher\u00f2 di elencare\u00a0non necessariamente in ordine di importanza.<\/p>\n<p>1)\u00a0Qui non si tratta di\u00a0ritoccare un sistema in alcune sue istituzioni. Qui si tratta, purtroppo, di rivolare l&#8217;Italia come un calzino, dalla Pubblica amministrazione alla &lt;giustizia, dalla gestione del denaro pubblico alla scuola, dal diritto del lavoro alla Costituzione, dalla definizione di un perimetro delle\u00a0\u00a0competenze dello Stato al sistema fiscale. E queste riforme\u00a0andrebbero\u00a0\u00a0fatte, come lo stesso Renzi ammette nella sua &#8220;annuncite&#8221;, TUTTE IN UNA VOLTA, perch\u00e9 se vogliamo evitare il crac non c&#8217; pi\u00f9 tempo da perdere.<\/p>\n<p>2) Il maggiore ostacolo a questa necessria accelerazione \u00e8, senza dubbio, il bicameralismo perfetto, che duplica e talvolta triplica i tempi di approvazione di ogni provvedimento. Ora, anche se c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 stato un voto per la trasformazione del Senato, ne mancano ancora tre. Questo significa che l&#8217;attuale sistema durer\u00e0 per tutti i mille giorni che Renzi si \u00e8 dato pe attuare il suo programma.<\/p>\n<p>3) La mancanza di una maggioranza parlamentare solida, a crteausa della dissidenza di molti parlamentari PD, che sono ancora quelli nominati da Bersani, che solo in parte si sono convertiti al nuovo corso, pretendono di cambiare ogni provvedimento del governo e ne ostacolano e comunque ritardano l&#8217;approvazione. Lo vediamo con la Legge si atabilit\u00e0 e con il Jobs act, e lo vedremo con tutti i DDL che seguiranno. Probabilmente, per rimediare a questo stato di cose, ci vorrebbe una spaccatura del PD e un governo di grande coalizione con Forza Italia, ma a parte le divergenze esistenti su molti punti e le questioni personali, questa eventualit\u00e0 mi sembra quanto mai remota.<\/p>\n<p>4) Gli ostacoli posti alle riforme dall&#8217;alta burocrazia, quella che non cambia mai, a ogni provvedimento che possa incrinare il suo potere. Noin dimentichiamo che sono questi &#8220;mandarini&#8221; che scrivono le leggi e i famosi\u00a0decreti attuativi,\u00a0senza i quali la macchina non si mette in moto. Basti pensare che sono ancora lettera morta molte leggi dei governi Monti e Letta &#8211; buone o cattive che siano.<\/p>\n<p>5) Una certa inesperienza, per non dire di peggio, di vari componenti del governo, che pure, come per esempio la Madia, devono affrontare imprese improbe. A Roma dicono che Renzi, in realt\u00e0 non si fidi di nessuno (o solo di pochissimi) e cerchi di accentrare tutto a Palazzo Chigi. Ma\u00a0cambiare l&#8217;Italia non \u00e8, per dirla all&#8217;inglese,\u00a0un\u00a0&#8220;one man job&#8221;<\/p>\n<p>6) Il sostanziale fallimento della spemding review, almen o nella versione originale che aveva portato alla nomina di Cottarelli, il commissario che dopo un anno se ne \u00e8 tornato al Fondo monetario. Ho avuto modo di sentire una sua relazione (e le risposte che dava alle domande) e ho avuto l&#8217;impressione di un uomo amareggiato, costretto a lottare con\u00a0interessi pi\u00f9 forti di lui.\u00a0Infatti, le sue idee sono state in buona parte accantonate, e si \u00e8 tornati alla famigerata pratica dei tagli lineari.<\/p>\n<p>7) Una esagerata tendenza ad annunci inutilmente perentori, non seguiti dai fatti, che pu\u00f2 essere utile in una prima fase ma diventa esiziale\u00a0con il passare del tempo, soprattutto se l&#8217;economia continua a peggiorare. Non basta che Renszi dica che non arretrer\u00e0 di un centimetro e che preferisce perdere le elezioni che perdere tempo\u00a0per diventare la signora Thatcher.<\/p>\n<p>8) L&#8217;irresolubile problema di abbassare il debito pubblico &#8211; il nostro peccato mortale di fonte ai mercati &#8211; senza un radicale programma di privatizzazioni &#8220;intelligenti&#8221;, come, ad esempio, la vendita dei beni demaniali corredata di tutti gli indispensabili permessi di mutamento di destinazione.<\/p>\n<p>9) Le resistenze, corredate da scioperi, manifestazioni e quant&#8217;altro, a una tutto sommato abbastanza blanda e forse insufficeinte riforma del mercato del lavoro. Purtroppo, abbiamo un sindacato che continua a vivere nel passato, difendendoposi zioni che la nostra economia non si pi\u00f2 pi\u00f9 permettere.<\/p>\n<p>10)\u00a0 vincoli europei, che possono essere temporaneamente allentati e aggirati\u00a0ma non aboliti,\u00a0per quanto Renzi cerchi di fare la voce grossa. Bisogna dire, peraltro, che questi vincoli sono compensati dagli straordinari assist che l&#8217;Italia ha riucevuto, e speriamo continui a ricevere dalla BCE.<\/p>\n<p>11) la ostinata resistenza opposta alle riforme da una delle pi\u00f9 potenti caste del Paese, quella dei magistrati, e la sua tendenza a operare anche in dispregio degli interessi nazionali: vedasi, per fare un solo esempio, la chiusura dell&#8217;ILVA o il procedimentoi per corruzione internazionale contro una delle nostre poche multinazionali efficienti &#8211; Finmeccanica &#8211; risoltosi in nulla ma dopo avere recato un danno gravissimo alla nostra reputazione.<\/p>\n<p>12) La maledizione dei diritti acquisiti, che impedisce di porre rimedio a molte delle storture e delle ingiuustizie lasciateci in eredit\u00e0 dalla Prima e dalla Seconda repubbliica: esempio forse pi\u00f9 clamoroso, gli scandalosi stipendi dei dipendenti di Camera e Senato o certe pensioni d&#8217;oro che gridano vendetta.<\/p>\n<p>Vi basta? Sono diventato, come dice Renzi, un gufo? Eppure, di soliti concludo il mio ragionamento dicendo che sono pessimista, ma non ancora disperato. Nel nostro Paese ci sono ancora tante cose che funzionano, e ci sarebbero anche tanti provvedimenti &#8211; LA SEMPLIFICAZIONE DELLE LEGGI &#8211; che non costerebbero nulla e ci aiuterebbero a uscire dalla palude. Abbiamo ancora la forza (e la volont\u00e0) per un bel colpo di reni, e per incanalare la protesta non nelle sterili urla di Grillo, ma in un lavoro collettivo di ristrutturazione, A tutti voi la risposta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; diventata quasi un&#8217;ossessione: con chiunque tu parli di politica, italiano o straniero che sia (e includo nella lista anche alcuni autorevoli colleghi) finisce con il porti la domanda del giorno: &#8220;Ce la far\u00e0 Renzi a salvare l&#8217;Italia?&#8221;. 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