{"id":237,"date":"2016-03-23T18:33:22","date_gmt":"2016-03-23T18:33:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=237"},"modified":"2016-03-23T18:33:22","modified_gmt":"2016-03-23T18:33:22","slug":"via-da-bruxelles-vogliamo-una-nuova-capitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2016\/03\/23\/via-da-bruxelles-vogliamo-una-nuova-capitale\/","title":{"rendered":"Via da Bruxelles, vogliamo una nuova capitale"},"content":{"rendered":"<p>Il Brasile, quando ha pensato che Rio de Janeiro fosse troppo corrotta, ha\u00a0fondato Brasilia e vi ha trasferito la capitale. Il despota Khazako Nuzarbayev ha voluto lasciare Almaty, perch\u00e8 troppo legata ai ricordi del dominio sovietico, e ha costruito Astana in mezzo alla steppa. Ataturk, per cancellare la memoria dell&#8217;impero ottomano, ha abbandonato la storica Istanbul per insediare il governo ad Ankara, fino a quel momento una semisconosciuta cittadina dell&#8217;Anatolia.\u00a0Dopo quanto \u00e8 accaduto a Bruxelles marted\u00ec, io ritengo che\u00a0 l&#8217;Unione Europea debba\u00a0seguire il loro esempio. Basta leggere i giornali di oggi per capire perch\u00e9.\u00a0 I famoso islamologo francese Gilles Kepel non ha esitato a definire il Belgio uno &#8220;stato fallito&#8221;, come la Somalia o lo Zimbabwe, perch\u00e9 lo storico scontro tra Fiamminghi e Valloni lo ha virtualmente spaccato in due, tanto che le due polizie non comunicano neppure tra loro. Un quarto della popolazione di Bruxelles \u00e8 ormai musulmana, di prima, di seconda e anche di terza generazione, e dato il suo elevato tasso di fertilit\u00e0 nella seconda met\u00e0 del secolo\u00a0diventer\u00e0 probabilmente maggioranza, facendo definitivamente suoi interi municipi\u00a0 in cui gi\u00e0 oggi fa il bello e il brutto tempo. Per il modo ridicolo in cui funzionano le polizie, divise per quartiere e del tutto inefficienti, rimando ai numerosi e particolareggiati articoli apparsi su IL GIORNALE del 23\u00a0marzo, l&#8217;indomeni degli attentati.\u00a0Neppure sull&#8217;inefficienza dei servizi segreti non \u00e8 il caso di dilungarsi, perch\u00e9 i fatti parlano da soli. Hanno lasciato che nella capitale\u00a0si costituissero\u00a0cellule di terroristi islamici al di fuori di ogni controllo, che hanno organizzato non solo l&#8217;operazione di marted\u00ec, ma anche i sanguinosi attentati parigini di novembre. La ciliegina sulla torta\u00a0\u00e8 stato il modo in cui\u00a0 si sono fatti turlupinare dal super-ricercato Saleh Abdeslam, che dopo il su arresto\u00a0ha promesso di collaborare per non essere estradato in Francia ma si \u00e8 ben guardato dal rivelare che un attentato di grandi proporzioni, di cui non poteva non essere a conoscenza, sarebbe stato compiuto tre giorni dopo nella sua citt\u00e0.<\/p>\n<p>Tutte queste situazioni sono purtroppo irreversibili. Non possiamo n\u00e9 riconciliare Fiamminghi e Valloni, n\u00e9 deportare tutti i musulmani che si sono insediati a Bruxelles, e perfino riformare le polizie, che dovrebbero vegliare anche sulla sicurezza delle istituzioni europee, sembra un compito impossibile. A questo punto si pone la domanda fatidica: vogliamo una capitale europea conciata cos\u00ec? Soprattutto, possiamo permettere che il centro di un&#8217;Unione che &#8211; se anche non\u00a0ha voluto scriverlo nei propri atti costitutivi, \u00e8 pur sempre figlia della civilt\u00e0 giudaico cristiana &#8211;\u00a0diventi una citt\u00e0 a maggioranza islamica? Io credo di no, \u00e8 perci\u00f2 propongo che imitiamo Kubitschek, Nazarbayev e Ataturk e ci costruiamo un&#8217;altra capitale. Mi rendo, naturalmente, conto delle difficolt\u00e0 dell&#8217;impresa. Ci sono i costi, certamente elevati, che dovrebbero essere finanziati ratealmente dalle singole nazioni (ma che, in un periodo di scarsa crescita, potrebbero anche servire a un rilancio). C&#8217;\u00e8 la difficolt\u00e0 di\u00a0decidere se costruire una citt\u00e0 ex novo, o di insediarsi in\u00a0una gi\u00e0 esistente. C&#8217;\u00e8 il problema di scegliere il Paese e il luogo, che potrebbe risultare insuperabile per le gelosie tra le grandi potenze e che alla fine potrebbe favorire il piccolo e neutro Lussemburgo, dove l&#8217;immigrazione islamica \u00e8 minima e ci sono gi\u00e0 importanti istituzioni europee.<\/p>\n<p>Nonostante tutti questi problemi, se vogliamo guardare avanti dobbiamo lanciare l&#8217;idea, se non altro a titolo di provocazione. Dubito che sar\u00e0 accolta con favore, anche perch\u00e9 l&#8217;UE ha in questo momento altre gatte da pelare. Perci\u00f2 mi accontenterei se, per il momento, si costituisse almeno una commissione di studio, che con il passare del tempo troverebbe certamente sempre nuovi argomenti per il &#8220;grande trasloco&#8221;, portando infine alla sua realizzazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Brasile, quando ha pensato che Rio de Janeiro fosse troppo corrotta, ha\u00a0fondato Brasilia e vi ha trasferito la capitale. Il despota Khazako Nuzarbayev ha voluto lasciare Almaty, perch\u00e8 troppo legata ai ricordi del dominio sovietico, e ha costruito Astana in mezzo alla steppa. Ataturk, per cancellare la memoria dell&#8217;impero ottomano, ha abbandonato la storica Istanbul per insediare il governo ad Ankara, fino a quel momento una semisconosciuta cittadina dell&#8217;Anatolia.\u00a0Dopo quanto \u00e8 accaduto a Bruxelles marted\u00ec, io ritengo che\u00a0 l&#8217;Unione Europea debba\u00a0seguire il loro esempio. 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