{"id":244,"date":"2016-05-13T16:07:54","date_gmt":"2016-05-13T16:07:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=244"},"modified":"2016-05-13T16:07:54","modified_gmt":"2016-05-13T16:07:54","slug":"sette-ragioni-per-votare-parisi-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2016\/05\/13\/sette-ragioni-per-votare-parisi-a-milano\/","title":{"rendered":"Sette ragioni per votare Parisi a Milano"},"content":{"rendered":"<p>Visto che il mio ultimo post era una intervista con Stefano Parisi, il candidato del centro-destra a Palazzo Marino, qualcuno penser\u00e0 che sto diventando un po&#8217; monotono. Ma la elezione per il nuovo sindaco di Milno \u00e8 talmente importante, le mie idee talmente radicate, e il quesito &#8220;Che differenza c&#8217;\u00e8 tra Parisi e Sala?&#8221; talmente frequente (anche da parte dei lettori del precedente blog), che ho deciso di tornare sull&#8217;argomento, spiegando in sette punti le ragioni per preferire il primo. Naturalmente sono pronto a rispondere a eventuali obiezioni dei lettori che, sono certo, non mancheranno.<\/p>\n<p>1) Sala \u00e8 sicuramente un manager capace, ma ha un po&#8217; troppi scheletri nell&#8217;armadio: i conti non tutti chiari dell&#8217;Expo, la &#8220;dimenticanza di un appartamento in Engadina e di un affare in Romania in una dichiarazione giurata, adesso la vicenda (sollevata, si badi, non da Parisi ma dai radicali e dai grillini) di un presunto ritardo nelle dimissioni che lo renderebbe addirittura ineleggibile. Se, come diceva Agatha Christie, tre indizi fanno una prova&#8230;.. Parisi ha, a sua volta, avuto qualche\u00a0rapporto con la giustizia, ma \u00e8 uscito dalla vicenda &#8220;perch\u00e9 il fatto non sussiste (cio\u00e8 a titolo pieno) e quando ha pubblicato la sua dichiarazione dei redditi, si\u00a0\u00e8 anche premurato di illustrarla con una nota ad laterem per renderla pi\u00f9 chiara agli elettori.<\/p>\n<p>2)Sarebbe esagerato definire Sala un voltagabbana, ma qualcosa di\u00a0anomalo nel suo curriculum \u00a0c&#8217;\u00e8: ha lavorato come city manager per la Moratti, sindaco di centro-destra, \u00e8 diventato Mr.Expo per volont\u00e0 della sinistra e perch\u00e9 gli elettori della sinistra-sinistra che non lo amano molto non dubitassero delle sue nuove credenziali, si \u00e8 fatto perfino fotografare con una maglietta di Che\u00a0Guevara. \u00a0Parisi \u00e8 invece stato sempre coerente e lineare. Dopo una giovent\u00f9 da socialista (&#8220;Chi non \u00e8 di sinistra a vent&#8217;anni \u00e8 un egoista, chi non diventa liberale a quaranta \u00e8 un c&#8230;&#8221; diceva Clemenceau) ha lavorato prima, da grand commis, a Palazzo Chigi, \u00e8 stato poi city manager di Albertini, direttore generale di Confindustria, amministratore delegato di quella Fastweb che ha contribuito in maniera decisiva al cablaggio di Milano e infine ha avviato una sua azienda privata, la Chili, cui ha rinunciato per mettersi al servizio della citt\u00e0.<\/p>\n<p>3) Sala ha vinto le primarie del PD che hanno determinato la sua investitura con un margine abbastanza ristretto,\u00a0e anche con l&#8217;aiuto &#8220;clandestino&#8221; di\u00a0numerosissimi cittadini di centro-destra (io da solo ne conosco quattro) che sono andati a votare per lui senza ancora conoscere chi sarebbe stato il loro candidato non per fiducia in lui, ma al solo scopo di\u00a0evitare un sindaco Balzani. Questo significa che dipende molto\u00a0non solo dalla sinistra del partito, ma anche (al ballottaggio) dagli ultra, che\u00a0saranno perci\u00f2 in condizione di imporgli assessori, programmi, eccetera. Parisi, al contrario, ha compiuto il miracolo\u00a0di mettere d&#8217;accordo sul suo nome non solo il centro-destra tradizionale, ma perfino un partito, guidato a Milano dall&#8217;ex assessore di Albertini Maurizio\u00a0Lupi, che a Roma sta con Renzi.<\/p>\n<p>4)\u00a0Molti, troppi, milanesi con cui ho parlato mi hanno detto che non se la sentono di votare per Parisi, perch\u00e9 ha come alleato Salvini.\u00a0Rispondo\u00a0in quattro punti: a)\u00a0con la legge elettorale che abbiamo, \u00e8 inevitabile che la citt\u00e0 &#8211; almeno al ballottaggio, si divida in due, e che ogni candidato raccolga tutti i voti possibili del suo schieramento. Ora, io ritengo che sia meglio avere quelli della Lega che quelli dei centri sociali; b) Nel presentare una propria lista, composta in maggioranza di indipendenti e membri della societ\u00e0 civile, Parisi si \u00e8 assicurato una notevole indipendenza dai partiti che lo sostengono, Lega compresa. Pi\u00f9 suffragi raccoglier\u00e0 questa sua lista, maggiore sar\u00e0 la sua indipendenza: a mio avviso, essa deve proprio servire da collettore per i voti di quei tantissimi elettori moderati che, essendosi disamorati dei vecchi partiti di riferimento, sono tentati di restarsene a casa; c) non bisogna prendere alla lettera tutto quello che Salvini, da bravo demagogo quale \u00e8, dice in TV. In ogni caso, molte delle sue tesi non hanno nulla a vedere con l&#8217;amministrazione di Milano, perch\u00e9 non \u00e8 a Palazzo Marino che si decide se uscire dall&#8217;Euro o abrogare la legge Fornero. d) la Lega a Milano non \u00e8 certo forte come in altre parti del Nord, e se proprio le andr\u00e0 bene prender\u00e0 sei o sette consiglieri su 48: troppo pochi per avere un peso preponderante e condizionare un sindaco che di farsi condizionare non ha nessuna voglia. Il fattore Salvini va perci\u00f2 nettamente ridimensionato.<\/p>\n<p>5) Sui programmi elettorali bisogna sempre fare la tara, ma se confrontiamo quelli dei due schieramenti non c&#8217;\u00e8 confronto. Sala propone sostanzialmente una continuazione della linea di Pisapia, che non ci ha certo entusiasmati, Parisi porta avanti una linea innovativa molto pi\u00f9 vicina ai bisogni e alle legittime richieste dei cittadini di (quasi) tutte le categorie. Inoltre, ci promette di cancellare alcune delle follie della precedente giunta, come la pedonalizzazione di piazza Castello o la istituzione di cervellotici sensi unici. E&#8217; un manager non solo pubblico, ma anche privato, e quindi pi\u00f9 sensibile alle esigenze della cittadinanza.<\/p>\n<p>6) Parisi \u00e8 un grande esperto di informatica e l&#8217;uomo che, come dicevo prima, con Fastweb ha contribuito in maniera decisiva a cablare la citt\u00e0. Ora si \u00e8 impegnato a mettere queste sue capacit\u00e0 al servizio di Milano, mettendo in rete non solo i vari servizi, ma anche tutte le telecamere di sorveglianza. Il risultato sar\u00e0, da una parte, un rapporto molto pi\u00f9 facile e veloce con la macchina burocratica, dall&#8217;altro un gigantesco passo avanti verso quella sicurezza che oggi \u00e8 una delle principali preoccupazioni dei milanesi. Per i particolari di questo piano, rimando alla intervista che gli ho fatto un mese fa su questo stesso blog.<\/p>\n<p>7) Last but not least, ultima cosa ma non meno importante, una vittoria del blocco che Parisi \u00e8 riuscito a costituire e a mantenere unito avrebbe importanti ripercussioni anche a livello nazionale, incoraggiando le varie componenti del centro destra ad accantonare le loro divergenze e rimettersi d&#8217;accordo. La cosa sarebbe di giovamento non solo per i moderati, ma per tutti gli italiani, perch\u00e9 una democrazia, per funzionare, ha bisogno di una opposizione efficiente e in grado, in qualsiasi momento, di governare.<\/p>\n<p> Mi sembra doveroso concludere che non ho alcun interesse personale nel promuovere la candidatura di Parisi: non sono n\u00e9 un candidato, n\u00e9 un aspirante consulente o assessore, al massimo un suo amico, che lo conosce a fondo dopo anni di frequentazione anche professionale.Sono semplicemente un cittadino che, conoscendo i problemi della citt\u00e0, \u00e8 convinto che egli sia l&#8217;uomo pi\u00f9 adatti a guidare Milano dal 2016 al 2021.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Visto che il mio ultimo post era una intervista con Stefano Parisi, il candidato del centro-destra a Palazzo Marino, qualcuno penser\u00e0 che sto diventando un po&#8217; monotono. 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