{"id":27,"date":"2014-11-19T11:28:32","date_gmt":"2014-11-19T11:28:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=27"},"modified":"2014-11-19T11:28:32","modified_gmt":"2014-11-19T11:28:32","slug":"immigrati-una-possibile-soluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2014\/11\/19\/immigrati-una-possibile-soluzione\/","title":{"rendered":"Immigrati: una possibile soluzione"},"content":{"rendered":"<p>Non facciamoci illusioni: Mare nostrum o operazione Triton, l&#8217;invasione di immigrati\u00a0dalle coste nordafricane \u00e8 destinata a continuare, e se in questi ultimi giorni \u00e8 un po&#8217; rallentata, \u00e8 solo per le pessime condizioni del mare nel canale di Sicilia. E&#8217; destinata a continuare per una serie di ragioni che sono al di fuori del nostro controllo. Primo, l&#8217;Africa, pur essendo cresciuta nel 2014 pi\u00f9 degli altri continenti, rimarr\u00e0 ancora per lungo tempo il pi\u00f9 povero e il peggio governato,\u00a0spingendo i suoi giovani a\u00a0tentare la pur incerta avventura europea. Chiunque abbia visitato\u00a0Paesi come il Burkhina Faso, il Sudan o l&#8217;Eritrea se ne rende facilmente conto.\u00a0L&#8217;Eritrea, ex colonia italiana dove\u00a0tra gli anziani c&#8217;\u00e8 ancora nostalgia per il nostro dominio, e da cui proviene una parte notevole dei boat people, \u00e8 un caso particolare: dopo avere conquistato l&#8217;indipendenza dall&#8217;Etiopia, \u00e8 finita sotto una delle dittature pi\u00f9 spietate del mondo, paragonabile a quella della Corea del Nord. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi se tanti giovani affrontano l&#8217;interminabile viaggio attraverso il deserto per raggiungere le coste del Mediterraneo e tentarne poi la traversata.\u00a0A peggiorare le cose, in\u00a0buona parte dell&#8217;Africa continua a esserci una natalit\u00e0 eccessiva, che fa crescere rapidamente la popolazione senza che l&#8217;agricoltura progredisca abbastanza per fornire nutrimento sufficiente\u00a0a tutti. Un altro elemento che favorisce l&#8217;emigrazione \u00e8 la mancanza di titoli di propriet\u00e0 sulla terra:\u00a0di conseguenza, i coltivatori non possono dare in garanzia i loro campi per ottenere\u00a0 prestiti che gli consentano di comprare macchinari, concimi e quant&#8217;altro gli\u00a0consentirebbe di migliorare la produttivit\u00e0. I tentativi di correggere queste situazioni sono riusciti solo in piccola parte. Di conseguenza, la spinta alla emigrazione non potr\u00e0 che accentuarsi, coinvolgendo, temo, altri Paesi, specie quelli sovrappopolati.<\/p>\n<p>La seconda ragione per cui l&#8217;immigrazione clandestina non ci dar\u00e0 tregua \u00e8 l&#8217;intensificarsi dei conflitti in Medio Oriente. Molti dei barconi salvati da Mare Nostrum erano carichi di siriani, che fuggivano da una delle pi\u00f9 sanguinose guerre civili della storia, che ha provocato, oltre a 200.000 morti,\u00a0almeno sei milioni di profughi in tre anni. Molti sono accampati in Paesi vicini &#8211; Turchia, Giordania, Libano &#8211;\u00a0e sopportano condizioni miserevoli nella speranza di potere un giorni rientrare nella proprie case (in gran parte distrutte). Ma molti altri questa speranza l&#8217;hanno perduta, e vedono nella fuga verso l&#8217;Europa l&#8217;unica soluzione per s\u00e9 e soprattutto per i propri figli. Con l&#8217;ISIS che impazza, a questo esodo si aggiungeranno fatalmente molti esponenti delle minoranze perseguitate, in particolare i cristiani che non vedono un futuro per s\u00e9 nel mezzo di un Islam sempre pi\u00f9 intollerante e che naturalmente\u00a0considerano il\u00a0nostro continente\u00a0 il pi\u00f9 naturale e accessibile rifugio.\u00a0A incoraggiarli a intraprendere questa strada, contrbuiscono indubbiamente anche le parole di papa Francesco, che\u00a0invita ad aprire le porte a tutti.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che noi, e neppure gli altri Paesi europei, tutti in crisi, molti con una percentuale eccessiva di disoccupati, non siamo in grado di accogliere questa massa di\u00a0disperati. Grazie anche a Mare nostrum, nei primi sette mesi del 2014\u00a0(rapporto Caritas) sono arrivati 65.456\u00a0&#8220;boat people&#8221;, di cui 25 mila hanno fatto domanda di asilo e che intanto devono essere mantenuti dallo Stato italiano, suscitando le legittime proteste di pensionati che dopo una vita di lavoro ricevono meno di loro. Se l&#8217;Italia non avesse fatto la furba (suscitando l&#8217;ira di altri Paesi UE) e invece di registrarli come avrebbe dovuto in base alle cosiddette &#8220;regole di Dublino&#8221; non li avesse lasciati passare nella loro migrazione verso Svizzera, Germania, Svezia dove\u00a0hanno parenti ed amici, sarebbero anche di pi\u00f9. La decisione di suddividerli nelle varie regioni ha forse allentato le tensioni, ma gli incidenti e i risentimenti si stanno moltiplicando, e &#8211; con buona pace della signora Boldrini &#8211; bisogna trovare un modo di arginare il fenomeno prima che degeneri.<\/p>\n<p>Questo modo, a mio avviso, ci sarebbe, e l&#8217;Italia dovrebbe utilizzare l&#8217;ultimo scorcio del suo semestre di presidenza UE per proporlo con forza in sede comunitaria.\u00a0Oggi i profughi non vengono pi\u00f9 accolti in base alla convenzione di Ginevra, nata ai tempi della guerra fredda\u00a0che prevedeva il diritto di asilo politico solo per individui personalmente\u00a0vittime di persecuzioni, ma\u00a0in base a criteri umanitari molto pi\u00f9 generosi.\u00a0I rifiuti alle richieste infatti sono, in Italia\u00a0ancora pi\u00f9 che in altri Paesi, in diminuzione, anche perch\u00e9\u00a0respingere nei Paesi di provenienza chi sbarca sulle nostre coste \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile (tanto per fare\u00a0due esempi, come si pu\u00f2 rimandare a casa una famiglia che arriva da una Aleppo semidistrutta, o un disertore dell&#8217;esercito eritreo\u00a0dove vige una specie di leva &#8220;a vita&#8221;?). Ma, in previsione delle nuove ondate che ci aspettano, si pu\u00f2 perlomeno cercare di distribuirle meglio. L&#8217;idea \u00e8 questa: la UE dovrebbe aprire degli uffici in tutti i Paesi da cui partono gli immigrati, per vagliare sul posto chi ha diritto\u00a0all&#8217;asilo, politico o umanitario, e chi invece \u00e8 solo un &#8220;migrante economico&#8221;, cio\u00e8 viene a cercare in Europa un lavoro che oggi non c&#8217;\u00e8 (e ci sar\u00e0 sempre meno se i nostri concittadini, spinti dalla disoccupazione, torneranno a fare i lavori che, ai tempi d&#8217;oro della prosperit\u00e0, rifiutavano). Chi passer\u00e0 l&#8217;esame, potr\u00e0 scegliere il Paese di destinazione e vi sar\u00e0 portato non sui barconi dei mercanti di uomini, ma da regolari mezzi di trasporto. Chi invece non lo passer\u00e0 &#8211; e i criteri, perch\u00e9 il sistema funzioni, dovranno essere rigorosi &#8211;\u00a0non solo non\u00a0otterr\u00e0 il nulla osta, ma se cercher\u00e0 di entrare\u00a0clandestinamente nella UE potr\u00e0 essere respinto\u00a0senza ulteriori esami. In altre parole, siamo disposti ad\u00a0accogliere chi ne ha effettivamente bisogno, ma respingiamo tutti gli altri, compresi quelli che\u00a0decidessero di non affrontare l&#8217;esame in loco. Questo consentirebbe di respingere legittimamente \u00a0tutti i barconi in mare, come ha fatto per un breve periodo Maroni, allora ministro degli Interni, prima di incorrere nelle ire della istituzioni internazionali, ottenendo anche il risultato di ridurre l&#8217;ignobile traffico di esseri umani proliferato &#8211; diciamolo &#8211; anche grazie a Mare Nostrum, che garantiva il soccorso a quasi tutti quelli che tentavano la traversata.<\/p>\n<p>Troppo complicato?\u00a0Troppo difficile da fare\u00a0accettare agli altri Paesi della UE, ben contenti che oggi l&#8217;impatto della immigrazione dall&#8217;area Mediterranea\u00a0colpisca soprattutto i Paesi rivieraschi, Grecia,\u00a0Italia e Spagna in primis, e che si trincerano dietro la succitata convenzione di Dublino, in base alla quale tutti gli immigranti devono essere registrati (ed esaminati) nelle nazioni d&#8217;ingresso? Troppo crudele nei confronti di gente che, in fondo, senza essere perseguitato o provenire da zone di guerra, \u00a0cerca di migliorare le proprie condizioni di vita? Forse, ma, come si suol dire, a mali estremi estremi rimedi; e poich\u00e9 il fenomeno che ci troviamo ad affrontare \u00e8 epocale,\u00a0deve essere affrontato prima che diventi ingestibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non facciamoci illusioni: Mare nostrum o operazione Triton, l&#8217;invasione di immigrati\u00a0dalle coste nordafricane \u00e8 destinata a continuare, e se in questi ultimi giorni \u00e8 un po&#8217; rallentata, \u00e8 solo per le pessime condizioni del mare nel canale di Sicilia. E&#8217; destinata a continuare per una serie di ragioni che sono al di fuori del nostro controllo. 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