{"id":271,"date":"2016-11-01T15:41:34","date_gmt":"2016-11-01T15:41:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=271"},"modified":"2016-11-01T15:41:34","modified_gmt":"2016-11-01T15:41:34","slug":"terremoto-primo-non-mentire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2016\/11\/01\/terremoto-primo-non-mentire\/","title":{"rendered":"Terremoto: primo, non mentire"},"content":{"rendered":"<p>Capisco la opportunit\u00e0 di rassicurare in queste ore le vittime del sisma, ma \u00e8 da irresponsabili  promettere &#8211; come fanno tutti i giorni il premier Renzi,il commissario Errani e altri politici, che tutto sar\u00e0 ricostruito e tutto torner\u00e0 come prima. Questo, lo sappiamo tutti, \u00e8 praticamente impossibile, sia dal punto di vista tecnico, sia da quello finanziario, sia da quello temporale. Quando si guarda dall&#8217;alto all&#8217;ammasso di macerie cui sono ridotti Amatrice, Arquata del Tronto e le decine di altri borghi appenninici distrutti dal terremoto, \u00e8 impossibile perfino immaginare come possano rinascere identici a prima. Come si resuscitano centri storici formati attraversi i secoli con case che spesso risalivano a  due-trecento anni fa, come di pu\u00f2 rifare identica la cattedrale di Norcia, come si pu\u00f2 ricostruire l&#8217;atmosfera unica che caratterizzava quei luoghi? E&#8217; fattibile, certo, con un lavoro che peraltro richiederebbe anni, rimuovere le montagne di pietre e costruire, con la stessa planimetria di prima, i Paesi, ma ricorrendo a palazzine antisismiche di cemento armato che ne trasformerebbero completamente il carattere. Si potrebbe, cio\u00e8, con il tempo (molto, molto tempo, gli altri terremoti insegnano) edificare una nuova Amatrice, una nuova Arquata e perfino una similcattedrale di San Benedetto, ma sarebbero &#8220;new town&#8221;, cittadine nuove come quella costruita alla periferia dell&#8217;Aquila e oggi semiabbandonata, in cui i vecchi abitanti &#8211; ammesso che quando tutto sar\u00e0 pronto siano ancora di questo mondo &#8211; avrebbero pochissima voglia di andare ad abitare. Sarebbe un mondo diverso, in un certo senso addirittura alieno per gli anziani nati nei luoghi distrutti e che adesso vengono sistemati controvoglia negli alberghi lungo la costa adriatica o sul lago Trasimeno. Comunque, l&#8217;opera richiede risorse di cui, anche infischiandocene delle regole europee, non disponiamo. Quanto al progetto di mettere in sicurezza i 6 milioni di edifici che sorgono nelle zone ad alto rischio, \u00e8 pure utopie, come quella di fare traslocare i 700.000 che verrebbero sepolti da una nuove, per fortuna ipotetica, eruzione del Vesuvio.<br \/>\nI non molti soldi disponibili vanno impiegati anzitutto per garantire a coloro che non possono, per la loro attivit\u00e0, trasferirsi altrove, condizioni di vita accettabili e fare in modo che gli allevamenti di bestiame non vadano a ramengo e le poche PMI presenti sul territorio possano continuare nelle loro attivit\u00e0, per ristabilire le comunicazioni oggi gravemente compromesse da frane, cedimento di ponti e di strade. Insomma, per evitare che un&#8217;intera fetta della penisola, tra le pi\u00f9 belle, sia condannata a morte.<br \/>\nSe il governo riuscir\u00e0 a far questo, potremo gi\u00e0 dirci soddisfatti: ma non deve illudere la gente che tutto &#8211; comprese le chiese, i palazzi, i santuari, le antiche mura che costituivano il fascino di questo territorio &#8211; possa tornare come prima. Qualcuno obbietta che i polacchi, dopo la guerra, ricostruirono minuziosamente i centro storico di Varsavia, tanto che ora, 50 anni pi\u00f9 tardi, sembra  quasi antico, o che i tedeschi hanno cercato con successo di resuscitare la vecchia Dresda rasa al suolo dalle bombe. Lo stesso Friuli &#8211; si dice &#8211; ha fatto un lavoro simile. Ma le condizioni sono diverse, i tempi diversi, perfino il territorio da ricostruire pi\u00f9 difficile e pi\u00f9 vasto. Perci\u00f2, aiutiamo nei limiti del possibile le popolazioni colpite, facciamo magari in modo che ogni regione &#8220;adotti&#8221; un gruppo di borghi e contribuisca a salvare il salvabile, ma diciamo la verit\u00e0 a quegli anziani nati,cresciuti e vissuti l\u00ec che non vogliono farsi &#8220;deportare&#8221;: le loro case ridotte in polvere non le rivedranno mai pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Capisco la opportunit\u00e0 di rassicurare in queste ore le vittime del sisma, ma \u00e8 da irresponsabili promettere &#8211; come fanno tutti i giorni il premier Renzi,il commissario Errani e altri politici, che tutto sar\u00e0 ricostruito e tutto torner\u00e0 come prima. Questo, lo sappiamo tutti, \u00e8 praticamente impossibile, sia dal punto di vista tecnico, sia da quello finanziario, sia da quello temporale. 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