{"id":36,"date":"2014-12-01T12:07:52","date_gmt":"2014-12-01T12:07:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=36"},"modified":"2014-12-01T12:07:52","modified_gmt":"2014-12-01T12:07:52","slug":"la-follia-dei-limiti-di-velocita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2014\/12\/01\/la-follia-dei-limiti-di-velocita\/","title":{"rendered":"la follia dei limiti di velocit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>I lettori mi perdoneranno se per un volta lascer\u00f2 perdere i soliti temi politici di cui mi occupo abitualmente\u00a0per raccontarvi una esperienza fatta sulle strade italiane: ho deciso, cio\u00e8, di farmi un giro tra autostrade, strade statali e strade provinciali\u00a0obbedendo rigorosamente ai limiti di velocit\u00e0 prescrtitti dalla mirade di cartelli\u00a0che vi si incontrano. E&#8217; stata una esperienza traumatica, da cui sono uscito indenne per puro caso, nel senso che pi\u00f9 di una volta, per ridurre la velocit\u00e0 in tempo, ho rischiato di essere tamponato da un&#8217;altra autombile.<\/p>\n<p>Cominciamo dall&#8217;autostrada Milano-Torino, un perenne cantiere in cui si passa da 60 km. nei punti dove sono in corso i lavoroi ai 130 autorizzati dal Codice stradale, con varianti di 8o 90 e 100.Il risultato \u00e8\u00a0che chi prende queste istruzioni alla lettera, non solo rischia di brutto, ma finisce con il procedere a una velocit\u00e0 media da strada provinciale: e mi pare assurdo che, per viaggiare a 7o-80 all&#8217;ora, uno debba pagare un pedaggio che su quell&#8217;autostrada \u00e8 anche particolarmente salato. E&#8217; naturale che gli automobilisti, che prendono l&#8217;autostrada\u00a0nella convinzione di guadagnare tempo, tenganop\u00a0poco o nessun conto dei limiti imposti, e se tu invece\u00a0li osservi o\u00a0ti strombazzano dietro o se possono ti passano in tromba.<\/p>\n<p>Passiamo alle altre strade. Qui siamo, talvolta, al manicomio. Dai 90 km. all&#8217;ora autorizzati si passa in continuazione ai 70,spesso senza nessuna ragione apparente, e ogniqualvolta si incontra un centro abitato, ai 50, con il minaccioso avvertimento che la velocit\u00e0 \u00e8 controllata elettronicamente (sar\u00e0 poi sempre vero?). L&#8217;assurdo \u00e8 che questi limiti, quasi sempre, cominciano molto prima che\u00a0inizi l&#8217;abitato, dove sono senza dubbio giustificati, per cui si devono percorrere chilometri a velocit\u00e0 ridotta, su strade che permetterebbero di procedere normalmente, con l&#8217;incubo di imbattersi in un autovelox che magari ti multa perch\u00e9 ti \u00e8 scappato il piede sull&#8217;acceleratore e andavi a 56 all&#8217;ora.<\/p>\n<p>Stanno poi aumentando i paesini che, per chiss\u00e0\u00a0quale ragione, invece dei regolamentari 50 ti impongono una velocit\u00e0 massima di 30. Ora, a parte il fatto che a quella velocit\u00e0 molti motori della auto pi\u00f9 potenti\u00a0si imballano, questi limiti non hanno alcuna ragione logica. Forse gli amministratori locali pensano, con questo sistema di potere fare pi\u00f9 multe, o hanno preso esempio da alcune grandi citt\u00e0 che hanno istituito intere zone da 30 all&#8217;ora. In ogni caso, l&#8217;automobilista perde inutilmente altro tempo, e la sua media scende ulteriormente. La cosa pu\u00f2 essere indifferente a chi viaggia per diletto, ma non alla maggioranza\u00a0viaggia per lavoro. Se uno percorre una strada inframmezzata da molti paesi che non hanno la tangenziale deve calcolare tempi incompatibili con la vita moderna; e si domanda perch\u00e9 mai l&#8217;industria automobilistica continui a sfornare auto sempre pi\u00f9 veloci.<\/p>\n<p>Concludo con la proliferazione di autovelox nelle citt\u00e0. Per carit\u00e0, se con questo si possono salvare delle vite o ridurre il\u00a0 numero degli incidenti gravi, nulla da obbiettare. Ma anche qui, est modus in rebus: sono stati imposti limiti di 50 km.orari su\u00a0vie di grande comunicazione, la cui ampiezza permetterebbe, senza danni, velocit\u00e0\u00a0maggiori, tant&#8217;\u00e8 vero che gli incidenti vi erano rari: in realt\u00e0, si tratta di vere e proprie trappole, che i comuni usano per fare soldi.<\/p>\n<p>L&#8217;impressione \u00e8 che sia in corso una vera e propria\u00a0guerra contro l&#8217;automobile e gli automobilisti, e non solo nelle grandi citt\u00e0 che si sono poste\u00a0l&#8217;obbiettivo di limitare il traffico. Con questa politica, per\u00f2, \u00e8\u00a0poi\u00a0assurdo lamentarsi che la Fiat sia riluttante a starsene in Italia e che il mercato dell&#8217;auto, con tutto il suo indotto, sia fermo. Ora che i pressi di benzina e\u00a0gasolio sono finalmnte\u00a0in calo, e che perci\u00f2 l&#8217;uso dell&#8217;auto diventa meno oneroso, sarebbe forse il momento di ripensare questa mania persecutoria. Abbiamo un disperato \u00a0bisogno\u00a0di aumentare il PIL, e questo settore, ai bei tempi, era uno dei pi\u00f9 importanti nel traino dell&#8217;economia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I lettori mi perdoneranno se per un volta lascer\u00f2 perdere i soliti temi politici di cui mi occupo abitualmente\u00a0per raccontarvi una esperienza fatta sulle strade italiane: ho deciso, cio\u00e8, di farmi un giro tra autostrade, strade statali e strade provinciali\u00a0obbedendo rigorosamente ai limiti di velocit\u00e0 prescrtitti dalla mirade di cartelli\u00a0che vi si incontrano. E&#8217; stata una esperienza traumatica, da cui sono uscito indenne per puro caso, nel senso che pi\u00f9 di una volta, per ridurre la velocit\u00e0 in tempo, ho rischiato di essere tamponato da un&#8217;altra autombile. Cominciamo dall&#8217;autostrada Milano-Torino, un perenne cantiere in cui si passa da 60 km. 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