{"id":39,"date":"2014-12-09T16:44:20","date_gmt":"2014-12-09T16:44:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=39"},"modified":"2014-12-09T16:44:20","modified_gmt":"2014-12-09T16:44:20","slug":"lo-stato-e-il-nemico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2014\/12\/09\/lo-stato-e-il-nemico\/","title":{"rendered":"lo Stato \u00e8 il nemico"},"content":{"rendered":"<p>A osservare l&#8217;attuale situazione italiana, torna alla mente una famosa frase di Ronald Reagan, principale artefice, con Margaret Thatcher, della &#8220;rivoluzione blu&#8221; dergli anni Ottanta: &#8220;Non aspettatevi che lo Stato risolva i vostri problemi, perch\u00e8 \u00e8 proprio lo Stato il vero problema&#8221;. Le ragioni per cui queste parole sono attuali in Italia non sono esattamente quelle che ispirarono il presidente\u00a0americano, ma le\u00a0similitudini\u00a0sono molte: l&#8217;eccessiva invadenza dello Stato nei nostri affari,\u00a0il\u00a0peso delle migliaia di leggi e di regolamenti che non solo ostacolano l&#8217;imprenditoria ma sono anche fonte di corruzione, l&#8217;incapacit\u00e0 del pubblico di gestire le sue troppo numerose aziende.\u00a0 Ma nel nostro caso ne possiamo aggiungere anche molte altre: l&#8217;incapacit\u00e0 dello Stato di difenderci da una delinquenza sempre pi\u00f9 diffusa (e la depenalizzazione dei reati cosiddetti minori, \u00a0punibili fino a cinque anni di reclusione\u00a0la situazione per i cittadini onesti anche pi\u00f9 difficile), una magistratura\u00a0lenta\u00a0che emana sentenze spesso cervellotiche, una burocrazie nello stesso tempo inefficiente ed\u00a0opprimente, un fisco avido quanto prepotente e confusionario. Scriveva giorni fa un lettore del Corriere della Sera, non certo un giornale rivoluzionario:\u00a0&#8220;Nell&#8217;immaginario collettivo non vi \u00e8 la sensazione di vicinanza da parte dello Stato italiano alla problematiche della vita quotidiana; viceversa, si ha sempre pi\u00f9 l&#8217;idea che lo\u00a0Stato sia ci\u00f2 da cui \u00e8 necessario difendersi. La considerazione \u00e8 purtroppo quotidianamente \u00a0suffragata dai\u00a0 fatti: gli ultimi avvenimenti di Roma confermano la distanza tra i comuni cittadini e chi li rappresenta,lo Stato&#8221;. Sono parole che avrei potuto scrivere anch&#8217;io.<\/p>\n<p>Come abbiamo visto, lo Stato nemico non \u00e8 un male strettamente italiano, ma da noi ha forse radici pi\u00f9 profonde che altrove. Esso lo era gi\u00e0 nell&#8217;Ottocento, quando nel Sud regnavamo i Borboni, nel Centro governava il Papa,\u00a0gran parte del\u00a0Nord era soggetto alla (sia pure efficiente, e talvolta rimpianta) amministrazione austriaca. Neppure il re di Sardegna era molto amato dai suoi sudditi e forse solo il Granduca di Toscana meritava la sufficienza.\u00a0I casi di\u00a0corruzione, che oggi riempiono quasi quotidianamente le pagine dei giornali, erano anche\u00a0allora all&#8217;ordine del giorno: probabilmente, gi\u00e0 allora, se si fossero stilate come oggi le classifiche, saremmo finiti in fondo alla classifica, come\u00a0 accade oggi con l&#8217;Italia unita: quartultimi tra i ventotto Paesi della UE, davanti solo a Romania, Grecia e Bulgaria.<\/p>\n<p>Oggi non \u00e8 pi\u00f9 di moda lo slogan &#8220;meno Stato e pi\u00f9 mercato&#8221;, perch\u00e9 alla prevalenza del\u00a0mercato, inteso nel senso\u00a0pi\u00f9\u00a0largo della parola,\u00a0si imputa a torto o a ragione la crisi bancaria che ha sconvolto l&#8217;Occidente. Ma rimangono attuali &#8211; per citare Mauro Magatti &#8211; &#8220;quello che indicava Luigi Sturzo gi\u00e0 cento anni fa: diminuire drasticamente la quota di risorse intermediate dallo Stato&#8221;; uno Stato, bene inteso,\u00a0&#8220;allargato&#8221;, cio\u00e8 comprendente regioni, province (ci\u00a0sono ancora, ahim\u00e8, anche se molti credono che siano state abolite)\u00a0 comuni ed altri enti locali, cio\u00e8\u00a0ridurre al minimo gli atti che richiedono visti, timbri, autorizzazioni \u00a0e quant&#8217;altro politici e burocrazia hanno inventato per accrescere il proprio potere. E&#8217; una operazione complicata e difficile, ma ha un enorme vantaggio su tutte le altre riforme di cui si discute: \u00e8 a costo zero. Anzi, una volta portata a termine, contribuirebbe\u00a0a fare crescere in maniera consistente il famigerato PIL e\u00a0sfronderebbe quella classe di faccendieri e mediatori che oggi sono infiltrati nei gangli dello Stato e\u00a0vivono (spesso alla grande) di politica, cio\u00e8 alle\u00a0spalle del contribuente.\u00a0Sono convinto che, se qualcuno andasse alle prossime\u00a0elezi9oni con un programma del genere, avrebbe pi\u00f9 successo di chi propone improbabili uscite dall&#8217;Euro o\u00a0quel socialismo strisciante che si riscontra ancora\u00a0oggi in troppi provvedimenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A osservare l&#8217;attuale situazione italiana, torna alla mente una famosa frase di Ronald Reagan, principale artefice, con Margaret Thatcher, della &#8220;rivoluzione blu&#8221; dergli anni Ottanta: &#8220;Non aspettatevi che lo Stato risolva i vostri problemi, perch\u00e8 \u00e8 proprio lo Stato il vero problema&#8221;. 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