{"id":67,"date":"2015-01-12T12:10:21","date_gmt":"2015-01-12T12:10:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=67"},"modified":"2015-01-12T12:10:21","modified_gmt":"2015-01-12T12:10:21","slug":"nulla-sara-piu-come-prima-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2015\/01\/12\/nulla-sara-piu-come-prima-2\/","title":{"rendered":"Nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima"},"content":{"rendered":"<p>Esattamente come accadde in America in seguito all&#8217;11 settembre, dopo l&#8217;eccidio di Parigi nulla in Europa sar\u00e0 pi\u00f9 come prima. La grande manifestazione di domenica, con la partecipazione di esponenti di tutte le religioni e perfino di Paesi come la Turchia che hanno dato una mano concreta all&#8217;ISIS\u00a0 \u00e8 stata una reazione encomiabile, di orgoglio, di rifiuto della paura, di solidariet\u00e0 per le vittime, ma alla lunga non cambier\u00e0 la realt\u00e0 delle cose: una frattura sempre pi\u00f9 accentuata tra noi cittadini europei e la comunit\u00e0 di 16 milioni di musulmani che ormai vive tra noi. Tutti sappiamo che gli jihadisti sono per ora una piccola minoranza, ma la storia di tutti gli attentatori, da quelli di Tolosa a quelli di Bruxelles a quelli di Parigi, dimostra come possano essere rapide le conversioni, come la subdola propaganda praticata in certe moschee e soprattutto su internet sia in grado di cambiare in brave tempo l&#8217;orientamento di un individuo. Sentiamo parlare ogni ora\u00a0di &#8220;lupi solitari&#8221;, di microstrutture di jihadisti di ritorno, di &#8220;cellule in sonno&#8221; che si celano tra noi da chiss\u00e0 quanto tempo e che possono entrare in azione in qualsiasi momento, per volont\u00e0 propria o per un ordine arrivato da lontano. Ci rendiamo conto che, come hanno ammesso gli stessi servizi francesi quando sono stati messi sotto accusa per non avere sorvegliato adeguatamente tre personaggi gi\u00e0 segnalati perfino a livello internazionale per la loro potenziale pericolosit\u00e0, che le forze a disposizione non bastano a tenere sotto controllo tutti i sospetti\u00a0o a proteggere tutti gli obbiettivi e che pertanto anche la tanto decantata &#8220;prevenzione&#8221; ha i suoi limiti.\u00a0\u00a0La conseguenza inevitabile \u00e8 che tendiamo a non credere alle rassicurazioni che ci vengono dai leader (e, ahim\u00e8, neppure tutti)\u00a0della comunit\u00e0 islamica, che cominciamo a guardare con diffidenza\u00a0ogni immigrato con la barba lunga anche se \u00e8 il titolare del kebab dell&#8217;angolo\u00a0e che temiamo che tutti coloro (e purtroppo sono tanti)\u00a0che oggi commettono reati comuni &#8211; stupri, rapine, o anche omicidi &#8211; possano diventare imitatori dei fratelli Kouachi o di Amedy Coulibaly. La moltiplicazione degli allarmi &#8211; ultimo della serie, un prossimo attacco al Vaticano &#8211; contribuisce\u00a0a creare una psicosi che non potr\u00e0 non riflettersi sulla nostra vita quotidiana, modificando i nostri comportamenti. Anche\u00a0i social media, con i loro commenti che vanno da un estremo all&#8217;altro, contribuiscono ad alimentare le tensioni.\u00a0Torna di moda il detto &#8220;Non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici&#8221;. Tornano di attualit\u00e0 le fatwe pronunciate contro tutti coloro che hanno parlato o scritto male dell&#8217;Islam o &#8220;insultato&#8221; Maometto, e il versetto del Corano pi\u00f9 citato \u00e8 quello che noi siamo degli infedeli, da convertire e integrare o da combattere e uccidere. Se lo scopo dei terroristi, che siano affiliati all&#8217;ISIS o ad Al Qaeda, \u00e8 quello di seminare odio e intolleranza, con l&#8217;obbiettivo di rendere inevitabile uno scontro di civilt\u00e0 che ci riporterebbe indietro nei secoli,ci sono perfettamente riusciti.<\/p>\n<p>A seguito di questa polarizzazione, ne registriamo una altrettanto preoccupante tra le nostre forze\u00a0politiche, i tutti i Paesi. In barba alle esortazioni all&#8217;unit\u00e0 del presidente Hollande,\u00a0i toni con cui destra e sinistra hanno condannato il massacro non potrebbero essere pi\u00f9 diversi.\u00a0E&#8217; a mio avviso gravissimo che dalla manifestazione di Parigi sia stata\u00a0deliberatamente esclusa Marine Le Pen, che pure rappresenta un quarto dei francesi, come \u00e8 gravissimo che tanti esponenti politici spingano la loro volont\u00e0 di distinguere tra Islam buono e cattivo fin quasi a giustificare quanto \u00e8 accaduto o -ancora peggio &#8211; pensino che gli attentati siano stati in realt\u00e0 orchestrati dagli stessi servizi segreti francesi, dal Mossad o da altri poteri occulti allo scopo di acuire le tensioni e l&#8217;opposizione all&#8217;immigrazione. Se \u00e8 cos\u00ec che crediamo di affrontare la minaccia, ci sbagliamo di grosso. Purtroppo, le differenze di opinione si stanno gi\u00e0 riflettendo anche sulle decisioni che l&#8217;Europa deve prendere d&#8217;urgenza per cercare di evitare un bis di Parigi, magari anche pi\u00f9 sanguinoso e spettacolare. C&#8217;\u00e8 chi vuole sospendere il trattato di Schengen e ripristinare i controlli alle frontiere, chi vuole estendere la sorveglianza elettronica e telefonica, chi ritiene indispensabile un accesso delle polizie alle liste dei passeggeri delle linee aeree;\u00a0chi invece difende la libert\u00e0 di circolazione e i diritti alla privacy. Nell&#8217;atmosfera attuale, finiranno con il prevalere i\u00a0falchi: un fatto positivo sul piano della (sperata) sicurezza, ma anche una ulteriore limitazione delle libert\u00e0 di tutti, o addirittura, secondo in pessimisti, un ulteriore passo verso lo Stato orwelliano.<\/p>\n<p>Un altro cambiamento negativo sar\u00e0 di accelerare la fuga degli ebrei dall&#8217;Europa. Dalla sola Francia, lo scorso anno ne sono emigrati in Israele 7.000, e dopo il massacro del supermercato kosher nel 2015 saranno anche di pi\u00f9. La decisione delle famiglie delle vittime di seppellire i loro morti non a Parigi, ma a Gerusalemme \u00e8 in proposito estremamente significativa. Ridotti dalla shoah a poco pi\u00f9 d&#8217;un milione e in diminuzione, gli ebrei d&#8217;Europa si sentono minacciati non solo dai 16 milioni di musulmani in continuo aumento, ma anche dalle\u00a0ormai quasi quotidiane\u00a0manifestazioni di antisemitismo e\u00a0dall&#8217;orientamento sempre pi\u00f9 filopalestinese di molti\u00a0governi della UE. Visto che nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima, ci auguriamo che tra le novit\u00e0 introdotte dal nostro 11 settembre ci sia\u00a0almeno un mutato atteggiamento verso lo Stato ebraico, che non pu\u00f2 essere spinto, visto il dilagare dello jihadismo, ad accettare senza ferree garanzie a\u00a0pochi chilometri da Tel Aviv uno Stato islamico che potrebbe presto finire sotto il dominio di Hamas. Rendiamoci finalmente conto che se, come crediamo, l&#8217;islamismo estremista ci ha dichiarato guerra, Israele, unico avamposto sicuro dell&#8217;Occidente in Medio Oriente, \u00e8 il nostro pi\u00f9 prezioso alleato; e se costruisce qualche migliaio di case nei territori occupati, pazienza: ci sono cose ben pi\u00f9 gravi di cui dobbiamo occcuparci.t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Esattamente come accadde in America in seguito all&#8217;11 settembre, dopo l&#8217;eccidio di Parigi nulla in Europa sar\u00e0 pi\u00f9 come prima. 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