{"id":74,"date":"2015-01-20T10:56:31","date_gmt":"2015-01-20T10:56:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/?p=74"},"modified":"2015-01-20T10:58:41","modified_gmt":"2015-01-20T10:58:41","slug":"il-papa-i-figli-e-il-declino-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/caputo\/2015\/01\/20\/il-papa-i-figli-e-il-declino-delleuropa\/","title":{"rendered":"Il Papa, i figli, e il declino dell&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p>Hanno destato una certa sensazione le dichiarazioni di Papa Bergoglio sulla natalit\u00e0 al suo ritorno dalle Filippine. Non dobbiamo fare figli come i conigli, ha cominciato a dire, e poi ha concluso che tre sono l&#8217;ideale. Qualcuno ha interpretato le sue parole come una parziale correzione delle posizioni di Paolo VI contro l&#8217;uso dei contraccettivi, nel senso che, per limitare\u00a0un eccessivo aumento della popolazione\u00a0nei Paesi\u00a0extraeuropei, \u00e8 comunque necessario intervenire in qualche modo. E&#8217; probabile. Ma, visto che le parole di Francesco sono state pronunciate a met\u00e0 strada tra l&#8217;Asia e l&#8217;Europa, mi sono chiesto a chi siano rivolte in realt\u00e0 le sue esortazioni. Ai\u00a0filippini, che sicuramente fanno ancora troppi figli, costringendo una parte notevole della popolazione ad emigrare per sopravvivere, o\u00a0a noi europei, che invece dei tre figli da lui auspicati, ne facciamo 1,6 per ogni donna\u00a0fertile, condannando il nostro continente a un rapido invecchiamento, e di conseguenza a un inevitabile declino?<\/p>\n<p>Da lungo tempo io sono\u00a0persuaso che il problema demografico euroepo, dovuto a un complesso di fattori che vanno dall&#8217;edonismo alla emancipazione della donna, dall&#8217;invenzione di contraccettivi sempre pi\u00f9 efficaci alla legalizzazione dell&#8217;aborto, dalla diminuita influenza della chiesa cattolica al crescente costo dei figli, sia una delle cause principali del declino del nostro continente.Lo stesso Pontefice, del resto, aveva gi\u00e0 toccato l&#8217;argomento nel suo discorso di novembre davanti al Parlamento europeo, quando aveva parlato\u00a0di &#8220;una impressione di stanchezza e di invecchiamento di un&#8217;Europa che ora, pi\u00f9 di una madre, \u00e8 una nonna, non pi\u00f9 fertile e vibrante&#8221;. Nel muoverci questo rimprovero, si basava su dati incontrovertibili. Nel 2014, quasi un europeo su cinque aveva un&#8217;et\u00e0 superiore ai 65 anni, e se continueranno le tendenze attuali, e nel 2030 saranno uno su quattro. Questo, aggiunto all&#8217;allungamento della vita media, ha conseguenze drammatiche non solo sui sistemi pensionistici, che infatti devono essere continuamente corretti per non andare in fallimento, ma anche sulla politica, nel senso che Parlamenti eletti da un elettorato sempre pi\u00f9 anziano tender\u00e0 inevitabilmente a favorire\u00a0i vecchi\u00a0sui giovani nella distribuzione delle risorse. Alle radici dell&#8217;invecchiamento, c&#8217;\u00e8 naturalmente il tasso di natalit\u00e0 pi\u00f9 basso del mondo, con la moltiplicazione dei figli unici. E&#8217; dagli anni 70, cio\u00e8 da quasi mezzo secolo, che in Europa\u00a0non si fanno pi\u00f9 abbastanza figli per mantenere stabile il livello della popolazione autoctona. I tentativi di rimediare con politiche di sostegno alle famiglie non hanno avuto molto successo, con la sola eccezione della Francia dove la fertilit\u00e0 \u00e8 tuttora\u00a0di due figli per donna (ma anche a causa della presenza di un 12% di immigrati, assai pi\u00f9 prolifici). Ma, anche se non fosse cos\u00ec, \u00e8 normale che, per indurre le famiglie ad avere pi\u00f9 figli, sia necessario pagarle?<\/p>\n<p>L&#8217;invecchiamento della popolazione fa naturalmente anche s\u00ec che continui a diminuire la percentuale della popolazione attiva, con inevitabili ripercussioni sulla produttivit\u00e0 e sullo sviluppo (e da questo punto di vista l&#8217;Italia, con il suo 49,1% rapportato al 57,5% della media UE, \u00e8 particolarmente carente). Il problema \u00e8 che il fenomeno \u00e8 ormai talmente radicato, che se anche dessimo retta a Papa Francesco e tutte le coppie si mettessero a fare tre figli &#8211; cosa assolutamente improbabile &#8211; ci vorrebbe una generazione per raddrizzare la situazione, ed \u00e8 un tempo troppo lungo per fermare il declino.<\/p>\n<p>Naturalmente, c&#8217;\u00e8 chi crede di avere il rimedio pronto: l&#8217;immigrazione, che in effetti fino adesso ha fatto s\u00ec che la popolazione dei principali Paesi europei rimanesse\u00a0stabile o continuasse leggermente ad aumentare. Ma se, da un lato,, l&#8217;arrivo di tanti stranieri da Paesi in via di sviluppo ha risolto\u00a0alcuni problemi (in primis, la copertura di posti di\u00a0lavoro manuali che noi non\u00a0consideriamo pi\u00f9 accettabili), dall&#8217;altro ne ha creati\u00a0 tantissimi altri, che per giunta stanno crescendo in maniera esponenziale: l&#8217;inevitabile scontro di civilt\u00e0 con chi proviene dal mondo islamico, il pericolo sempre pi\u00f9 incombente\u00a0del terrorismo &#8220;domestico&#8221;, la crescita di movimenti populisti\u00a0tesi a difendere la nostra identit\u00e0 e &#8211; forse\u00a0alla lunga il pi\u00f9 grave &#8211;\u00a0il graduale superamento della nostra civilt\u00e0, intesa come leggi, costumi, cultura. Ho appena finito di leggere &#8220;Sottomissione&#8221;,\u00a0l&#8217;ormai famoso romanzo di Houellebecq, in cui si ipotizza che\u00a0nel 2022 le elezioni\u00a0presidenziali francesi saranno vinte dal candidato della Fratellanza musulmana, con il sostegno sia dei socialisti, sia dei gollisti. Per quanto si tratti, appunto, di un romanzo, la descrizione dei rapidi mutamenti che una simile eventualit\u00e0 porterebbe nel nostro vivere civile \u00e8\u00a0tanto realistica quanto inquietante; e, in un certo senso, anticipa solo il calcolo che, al ritmo attuale dell&#8217;immigrazione, nel 2060 la popolazione straniera, o almeno di origine straniera,\u00a0di Milano superer\u00e0 quella italiana (e pottremmo avere, a nostra volta, un sindaco islamico)<\/p>\n<p>Per Papa Francesco, probabilmente, questa ipotesi non \u00e8 drammatica. Non \u00e8 come il cardinale Biffi che una volta disse, attirandosi gli strali dei politically correct, che se proprio dovevamo ricorrere all&#8217;immigrazione, privilegiassimo quella cattolica. Ma\u00a0mi auguro che la sua raccomandazione &#8211; tre figli a coppia &#8211; sia raccolta dal maggior numero possibile di europei, anche se essa non era rivolta specificamente a loro: insomma, una specie di sussulto di orgoglio etnico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Hanno destato una certa sensazione le dichiarazioni di Papa Bergoglio sulla natalit\u00e0 al suo ritorno dalle Filippine. Non dobbiamo fare figli come i conigli, ha cominciato a dire, e poi ha concluso che tre sono l&#8217;ideale. 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