Il 2 settembre di quest’anno la McLaren compirà 50 anni. Tanto è passato dal giorno in cui Bruce Leslie McLaren, neozelandese classe 1937, decise a 26 anni di fondare un team. Pensate, una F1 con il nome di un ragazzo. Un ragazzo che nei pochi anni della sua avventurosa vita (morì un fottutissimo giorno d’inizio estate del 1970, a Goodwood, provando uno dei suoi prototipi per le gare Can- Am) riuscì a trionfare in F1, a dominare con le proprie vetture in America, a innovare la tecnica costruttiva,  a mettersi in tasca il record di più giovane vincitore della storia, 22 anni (battuto solo da Alonso prima e Vettel poi). Un primato magico visto che all’epoca la F1 era appannaggio di gentleman driver e piloti maturi, soprattutto un primato  capace di resistere decenni in attesa della baby generation dei piloti programmati sui kart e allenati davanti alla play station.  Un uomo, un team, una leggenda e un’azienda passata di mano che ha però avuto la fortuna di trovare sempre uomini divorati dalla passione per le corse, da Teddy Mayer fino a Ron Dennis. 182 gp vinti, 12 mondiali parlano da soli. Ma forse parlano più di tutti le origine di aquesto team che poggiano sul mito e l’epica motoristica tanto quanto la Ferrari. Ricordiamocelo di tanto in tanto.

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tratto da vany6

 

 

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