L’ultima volta che ho visto Alex Caffi in azione risale al mese scorso, quando ho postato il video qui sotto, alla voce Incidenti, il suo botto miracoloso nelle zero conseguenze, a Monaco 1991.

La prima volta che ho visto Piero Longhi in azione era il 1994, eravamo in Toscana o forse al Sanremo o forse in Puglia o nel Salento, gli anni fottutamente passano, fu questione di rally, di Toyota Celica bianca e rossa, questione di vittorie e di un campionato italiano assoluto che gli sfuggì per un soffio.

Li ho rivisti entrambi oggi a Milano, durante Parc Fermé, il magazine sui motori da corsa condotto da Guido Schittone  (con gli approfondimenti tecnici di Paolo Filisetti).

Alex ha detto la sua sui piloti di oggi e ha raccontato delle gare con i camion che andrà presto a fare in Brasile in buona compagnia: ci saranno anche Christian Fittipaldi e Nelson Piquet padre, gente vera.

Piero ha raccontato i mali del rally che nessuno vede più in tv e mi ha confidato che Robert Kubica rallista non sarebbe stato un Raikkonen o un Valentino Rossi per cui bravini ma, ragazzi, non è il loro sport.

No! mi ha detto.

“Robert è un vero rallista, uno che spinge e che sa gestire la gara, capire le note, mandare a memoria il tracciato.

Ci siamo detti molti cose a telecamere spente, molte altre sotto i riflettori.

Per chi avrà voglia e pazienza, ore 21,30, Canale Italia 53.

Adieu!

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