Così si fa.

“Sogni di andartene? Vorresti emigrare in altro team? Ti piace davvero così tanto la Ferrari? Se ne parla da mesi?

E allora sappi che quella è la porta… la vedi? Prego, sei libero di andartene…”

 

MA HO IL CONTRATTO CHE SCADE A FINE 2016…

 

“Tranquillo Seb, ci si aggiusta… comunque se vuoi andare vai…”

 

Chepeau!

 

Patron Dietrich Mateschitz ha fatto quello che tutti dovrebbero fare nel viziato mondo della effeuno.

Smontare un po’ ‘sti ragazzi.

Il dialogo è ovviamente inventanto, ma il senso del pensiero che ha attraversato il boss e proprietario del team campione del mondo è più o meno questo.

Se ne sentiva il bisogno in un mondo neuronicamente irregolare come la effeuno.

Un mondo dove ignorano talentuosi debuttanti privilegiando quelli col valigione zeppo di soldi e codazzo di sponsor e straviziano i campioni che si convincono poi, erroneamente, di essere Dei motorizzati  in terra.

In Ferrari sono bravissimi in questo.

E’ tradizione.

Schumi vi entrò da due volte campione del mondo epperò dopo poco – ben prima di vincere titoli a raffica visto che gli toccò attendere anni – dopo poco era già inaccessibile.

Viveva in una bolla a un metro e mezzo da terra.

 

Alonso è arrivato a Maranello da due volte iridato che prima ci parlavi, scherzavi e chiaccharavi ma adesso è un altro dio quasi inaccessibile che ti smonta e rimonta la squadra se solo Domenicali non sta attento.

E infatti si narra e sussurra di un box non proprio strafelice in tal senso.

 

Seb Vettel in Red Bull non può fare così.

Non ha mai fatto così.

Si è montato la testa – difficile non farlo – ma senza esagerazioni perché non glielo permettono.

Esempio:

oggi il signor Red Bull ha fatto sapere di comprendere il desiderio di Vettel di voler correre per la Ferrari

perché

“se fossi un pilota lo vorrei anche io” ha detto. “E se vuole, anche prima della scadenza contrattuale, sarà libero di andare…”.

Grande il signor Red Bull!!!

 

Da una parte si è dimostrato disponibile verso il “dipendente” e dall’altra, soprattutto, gli ha smontato un  filino l’ego.

 

Sei forte Vettel, ma noi lo siamo di più, è il senso.

 

Perché diavolo la Rossa non fa mai così e si consegna come ostaggio al campione di turno?

 

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