Pinocchio ha detto:   «Se dovessimo rinunciare a Monza, e dico se, perchè nessuna decisione è stata presa,
sarebbe solo per motivi economici. Certo la qualità del circuito e l’organizzazione potrebbero essere migliori ma, ripeto, non è quello il punto cruciale».

Bernie Ecclestone ha scelto il magazine “Panorama” in edicola domani per raccontare unpo’ di cosine  e fra queste, giusto perché la F1 non è abbastanza sputtanata dopo la sentenza farsa del test gomme segreto Mercedes-Pirelli, ha inserito l’affondo sul circuito brianzolo nel senso di Gran premio d’Italia.

Vero che una bufera giudiziaria ha investito la precedente gestione dell’autodromo e l’indagine sulla presunta evasione fiscale a carico di Enrico Ferrari, ex direttore Sias (la società che gestisce l’autodromo)  lambisce anche il patron del Circus (“ma non ho ricevuto alcuna richiesta di chiarimento dai magistrati italiani. Tutti i nostri registri sono a loro disposizione” ha detto Bernie).

Vero che  sulle spalle di Ferrari pende già una richiesta di rinvio a giudizio per usura, corruzione e omissione dolosa di cautele per evitare infortuni (le famose bolle sull’asfalto della parabolica durante il Gp Sbk del 2012),

ma vero anche e SOPRATTUTTO che Monza non è e non sarà mai a rischio.

 

Il trend della F1 che si espande nei paesi ricchi di petrolio e poveri di pubblico, nelle cattedrali nel deserto a scapito dei classici circuiti europei è giunto al termine.

Passi se si torna in America patria di altri motori e ad Austin si fan le cose in grande, ma tristezze varie turche, coreane, arabe hanno insegnato che va bene trotterellare un po’ in giro per il globo terracqueo dove si spremono galline d’oro vogliose di far parlare di sé nel mondo, però i punti fermi devono restare.

Pena un altro sputtanamento della già malconcia effeuno.

Per cui non credo proprio che Monza perderà la sua classica, tanto più che la Ferrari la vivrebbe come uno schiaffo ben conscia che neppure il suo Mugello potrebbe lenire il rossore tutt’altro rampante dello sberlone ricevuto. E con lei non gradirebbe neppure il presidente Montezemolo politicamente in terra non meglio definita ma sempre attento all’opinione pubblica.

 

Adieu!

 

 

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