Oggi a Silverstone Marquez ha centrato la quinta pole stagionale.

Domani, con ogni probabilità, salvo intoppi e imprevisti, ilragazzino prodigio avrà vinto la quinta gara di fila.

E noi saremo tutti qui a spellarci le mani e a dire quanto è bravo lui e quanto fortunata la Spagna ad avere gente come lui.

Salvo impresona del Vale Rossi nazionale, saremo qui anche a pensare a quanto era forte, inarrivabile Valentino solo qualche anno fa.

Questo per dire che nel motorsport l’Italia sta invidiando e rimpiangendo parecchio.

Invidiamo Paesi come Germania e Spagna che sfornano campioni chi nella F1, chi nel motomondiale, chi in entrambi.

Però, mentre invidiamo, succede poi che gran parte di noi,

e parlo di tifosi, appassionati, parlo di addetti ai lavori,

succede che dedichi pochi applausi, dedichi poco spazio a un campione confenzionato in casa, che oltre confine idolatrano come noi facciamo, appunto, con gli Alonsi e Marquez vari.

Un campione

TONY CAIROLI

che  ha vinto cinque mondiali di fila, che fanno sette con i primi due proprio come Schumi che citiamo un gorno sì e l’altro pure. Un campione che la settimana scorsa è tornato di nuovo in vetta al mondo, un fuoriclasse che se diciamo nome e cognome ai nostri figli magari neppure lo conoscono perché noi, proprio noi, siamo sempre lì a parlare solo di formula uno e MotoGp, talvolta di Superbike  e quelle cose lì.

 

TONY CAIROLI da Messina, 27 anni, campione del mondo di motocross con la Ktm, classe Mx1, classe regina.

 

Oltre confine è un idolo, da noi un grande di uno sport erroneamente considerato minore perché, DIAMINE, c’è la Ferrari di cui parlare anche quando vince niente e perché, DIAMINE, vuoi mettere la tradizione nel motomondiale da Agostini a Lucchinelli, Uncini e Rossi e…

Eppure mi ricordo da ragazzino quanto tifavo per Michele Rinaldi con la Tgm e poi la Suzuki e per Corrado Maddii con la Gilera e mi domandavo quando diavolaccio l’Italia l’avrebbe fatta vedere a quei belgi lì…

 

Questo tardivo post nel mezzo di un week end dove con ogni probabilità decanteremo gesta straniere,

oltre che doveroso omaggio a un grandissimo campione,

vuole essere un modo per chiedergli SCUSA.

Tardivo e preventivo.

SCUSA per tutte quelle volte che stiamo e staremo a scrivere e leggere degli starnuti di Alonso e delle insoddisfazioni di Valentino e ci dimentichiamo e dimenticheremo di lui,

splendido Re della VELOCITà e del FANGO.

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