Cose viste stamane qui a Monza in attesa di vedere cose mai viste in gara.

 

Magari cose che non si vedono dal 2010, tipo vittoria di Alonso e della Ferrari.

Succede tutto mentre m’infilo nel sottopasso del rettilineo dei box. Mi incrocia e dà una pacchetta veloce sulla spalla un tipo alto, magro, allenato in t-shirt e calzoncini neri che di corsa taglia la folla senza che la folla realizzi chi sia. Sta concludendo la sua corsetta mattutina nel parco, una decina di chilometri.

Credo che la pacchetta sia frutto della chiaccherata di giovedì. Mica perchè siamo tanto amici. Anzi. In passato l’ho anche spesso criticato per il suo guidare garibaldino. Solo che giovedì col tipo ho parlato a lungo. Solo che da quando ha detto che lascerà la F1 per l’endurance e Le Mans, già un po’ mi manca. Perchè con il tempo mi sono reso conto che Mark Webber è uno dei pochi piloti di F1 veramente duri, puri, vecchio stile, per nulla viziato, cioè non figlio della playstation generation.

Nella nostra chiaccherata abbiamo parlato di Vettel, di Ferrari, di donne, di sogni, di rabbia, di paura e quella pacchetta sulla spalla mi conferma che si è divertito anche lui. Quanto alla sua corsetta in mezzo ai tifosi che quando realizzavano chi li aveva appena sfilati iniziavano a correre dietro lui come Forrest Gump nel film, mi conferma il suo modo di vivere semplice e chissenefrega del business e della calca e degli sponsor, io vado a correre in mezzo alla gente come uno qualunque e per di più lo faccio di domenica, a una manciata di ore dal via.

E questo è IL BELLO visto qui a Monza.

 

Quanto al BRUTTO, ha le espressioni, la postura, alcune frasi udite dai troppi uomini in divisa e cappello e gradi  – quindi non parlo di piloti – visti chi litigare per entrare nel paddock con gli addetti alla sicurezza al ritmo di un arrogante “lei mi ferma e non sa neanche chi sono io…” e chi attraversare il paddock… Comunque in numero significativo, comunque troppi, non come accade in altre parti del mondo dove certe sfilate sono contigentate e di quelle divise ne vedi al massimo una. Al massimo.

Che tristess!!!

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