-di Francoberto-

Quanta reticenza (tipicamente italiana ) nei suoi commenti!

Ma quanto ci vuole a dire che la Ferrari è la “solita”Ferrari…

Che in 50 anni di mondiale F1 (riferendoci al 2000)
ne ha impiegati ben 21 (!) per rivincere da J. Schekter (1979) a M. Schumacher (2000),
rimanendo, a quella data, a bocca asciutta per quasi la metà della storia del Campionato Mondiale F1.
E se non trovava Schumacher…

Quanto ci vuole a dire che ne ha rivinto solo uno, fortunosamente, dopo di lui.

Che, a parte la grande eccezione tedesca non ha mai capito un tubo in termini di acquisto e gestione piloti
(basti pensare, ultimo, a Massa…)

Che ha progettato macchine mai all’avanguardia,
sempre “fantastiche”nei test invernali, per poi fare piangere (o quasi) ad inizio stagione.

Che stante i denari profusi (certamente il team più finanziato della F1) mai ha saputo distanziare la concorrenza.
E che di italiano, infine, ha utilizzato solo il denaro e qualche “capoccia”cui andrebbe addebitata tanta mediocrità?
Finiamola con “La Resistenza”e parliamo di sport!
Che sarebbe bello parlasse italiano (come nel Moto GP parla spagnolo) ma se così non è pazienza,
però manteniamo almeno l’obiettività e la decenza. Non occultiamo i valori in gioco!

Impariamo a leggerli e godiamone, senza essere impediti dal”doveroso ossequio ferrarista”pesante come un macigno.
Per esempio, cosa dovrà fare ancora Vettel per essere riconosciuto e conclamato per quel che è:

uno dei piloti (nelle dita di una mano) migliori di tutti i tempi?

Certamente più veloce, costante e concreto di Alonso (pur bravissimo, ma non allo stesso livello; il concetto di uguale ha senso solo in matematica, nella realtà non esistono due cose eguali).

Ma non lo si può dire, pena suscitare la irascibilità ferrarista.

Conclusione:

la Ferrari non ci diverte, non ci entusiama, con l’aggravante di vietarci altri apprezzamenti possibili;
protetta da una corte di cortigiani pronti a negare l’evidenza.

Non me ne abbia, ma in quella corte io annovero anche lei che, da ottimo italiano, replica
anche in Moto GP, dove sì e no da qualche settimana si è accorto della quiescenza di Rossi,
che a mio sommesso avviso inizia invece con il GP 2006 del Portogallo,
dove non riuscì a battere Elias perdendo quei punti che, con la successiva caduta di Valencia ,
consegnarono il titolo (udite!) ad Hayden.

Mi sto allargando troppo,

ma è per dire

che la sua cifra giornalistica resta la stessa.

Il Commento che spacca!!! è una rubrica dedicata ai lettori del blog. Perché quando il vostro commento è particolare o efficace o spiazzante o quel che volete, non può e non deve restare “solo” un commento.

 

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