– di Gian Carlo Minardi –

Partiamo coi numeri freddi: trentadue secondi di distacco tra le due Red Bull. Raramente abbiamo assistito ad un evento simile, anche perché stiamo parlando di due prime guide. La supremazia dimostrata dalla Red Bull #1 è veramente disarmante. Nonostante l’ottimo week end Mark Webber ha accusato un ritardo di oltre 30” da Sebastian. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di un pilota che avrebbe meritato di vincere nel 2010 il titolo mondiale dopo esser arrivato all’ultima gara ad Abu Dhabi in testa al mondiale. Rimango veramente allibito davanti a tanta supremazia, che andrebbe letta anche in ottica 2014. Di questo passo, nonostante un rinnovamento tecnico così importante, rischiamo di assistere nuovamente ad un mondiale a senso unico.

Guardando oltre le prime due posizioni, abbiamo assistito ad un bel gran premio giocato su strategie e tattiche. La Ferrari è stata brava ad ottimizzare il materiale, supportata da un grande Alonso. Dopo un sabato poco felice, è stato in grado di recuperare regalando al suo team un prezioso quinto posto, portando a termine una buona rimonta su Massa, Hamilton e Di Resta, il tutto condito dal giro più veloce della gara. Positiva la gara di Massa, ma la Mercedes è stata più brava riuscendo a portare il vantaggio su Maranello a undici lunghezze. Ancora una volta Nico ha chiuso davanti al suo compagno, mettendolo in difficoltà all’interno del team. Con il quinto posto Nando ha messo (quasi) in cassaforte il secondo posto, aiutato anche dal ritiro di Raikkonen, autore di un fine settimana nervoso. Sono convinto che il finlandese, da professionista, porterà a termine la stagione, anche perché c’è in ballo un terzo posto. Purtroppo quindi, vedo difficile l’esordio del nostro Valsecchi. Bravi sia la Force India, che piazza una sua vettura tra una Ferrari e una Mercedes, sia Perez che chiude davanti a Button.

Prima di chiudere un’ultima considerazione. Il sorpasso di Alonso su Vergne ha fatto discutere. Certamente il pilota Toro Rosso non si aspettava in quel momento un attacco. Resto dell’idea che sia fondamentale garantire un’uniformità nei giudizi attraverso la collaborazione di un medesimo pilota con esperienza “fresca” nel mondiale, per interpretare e intuire al meglio le diverse situazioni. In questo week end abbiamo avuto Martin Donnelly, che ha corso solamente due stagioni in F1 tra l’89 e il ’90. Pertanto mi sembra troppo forzato come arbitro. La mia filosofia è quella di lasciar correre, restando severi davanti alle situazioni di pericolo come con l’episodio legato ad Hulkenberg. Complimenti a Sebastian Vettel, non soltanto per la sua vittoria, ma anche per lo spettacolo che ha regalato al pubblico. Mi auguro per lui che non arrivi una nuova multa.

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