F1: PIRELLI, TRONCHETTI, IN DIRITTURA FINALE PER ACCORDO (ANSA) – LONDRA, 06 NOV –
«Siamo vicini a chiudere un accordo, siamo in dirittura finale» per il rinnovo della
fornitura di pneumatici per la Formula 1. Lo ha detto il presidente di Pirelli Marco
Tronchetti Provera rispondendo agli analisti nel corso della presentazione del nuovo
piano industriale. (ANSA).
BF 06-NOV-13 13:26 NNN

F1: PIRELLI; TRONCHETTI, IN DIRITTURA FINALE PER ACCORDO (2) (ANSA) – LONDRA, 6 NOV –
«Abbiamo chiesto un accordo in esclusiva a tre anni. Non c’è nessuna pressione ma
una collaborazione molto stretta con la Federazione – ha sottolineato il presidente
di Pirelli – perchè gli pneumatici vengano usati secondo le nostre istruzioni». Un
altro punto importante è quello dei test e «aspettiamo sia formalizzato che i test
saranno fatti su una vettura del 2013 (e non vecchia di 2 anni come succedeva
finora, ndr) e che durante la stagione possano esserci dei test di messa a punto».
(ANSA).
BF 06-NOV-13 14:16 NNN

Questo oggi.

Segue, o meglio, precede quanto avete appena letto, questo servizio uscito sulla Gazzetto dello Sport domenica scorsa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LETTO?

Bene.

E DUNQUE,

trovo che in queste righe, sia quelle d’agenzia che del servizio,  ci siano delle richieste sacrosante e altre che non sono sacre e tantomeno sante.

Cominciamo dalle prime:

la Pirelli ha chiesto un accordo di lungo periodo, tre anni, e questa è cosa buona e giusta perché consente di programmare, pianificare, sviluppare, evolvere.

Sacrosanta è anche la richiesta di fare più test lungo la stagione e di effettuarli con monoposto aggiornate, come minimo risalenti al 2013. Questo per ottenere vera corrispondenza fra le usure e i decadimenti riscontrati in prova e quelli avuti durante i week end di Gp. Gomme sollecitate da monoposto di anni prima come quelle impiegate per regolamento nei test da Pirelli possono entrare in crisi prima del previsto una volta sollecitate dalle F1 della stagione in corso. Questa è stata ad esempio la spiegazione ricorrente (assieme ai parametri di gonfiaggio e camber non rispettati dalle squadre)  data a chi, dopo i botti di Silverstone, puntava il dito sulla qualità del prodotto.

Meno sacra e meno santa, l’idea di suggerimenti di camber e pressioni che diventano obblighi per i team. Questa richiesta, se approvata (e lo sarà in nome della sicurezza) limiterà in modo enorme la messa a punto che ogni buon pilota e ingegnere è in grado di fare. Sul tema, credo in India, Kimi Raikkonen, non proprio un pincopalla quanto a sensibilità di guida, aveva più o meno rivelato di trovarsi in difficoltà, in qualifica, proprio per le restrizioni alla voce pressioni e camber introdotte nel corso della stagione per i suddetti botti di Silverstone.

 

PER NULLA SACRO E PER NULLA SANTO, invece,  l’eventuale obbligo di un minimo di due pit stop.

Probabilmente è dovuto al comprensibile desiderio del fornitore di non assistere impotente allo show delle proprie gomme (pensate e progettate per un festival di soste) spremute e portate al limite da chi opta per una strategia su un solo pit.

PROBLEMA:

e l’altrettanto comprensibile diritto di un team di non venire penalizzato in modo tanto ingiusto se ha progettato una monoposto (butto lì, la Lotus? la Red Bull?) che le gomme non le consuma bensì le accarezza come corde di violino ed è dunque in grado di portare a termine l’intero Gp su una sola sosta?

Dove lo mettiamo questo diritto?

 

In conclusione, una riflessione, questa sì, sacrosanta:

per non avere gomme al limite, basterebbe fornire gomme che durano di più.

Ma la risposta è sempre la stessa: “non si può perchè queste sono le gomme chieste da Ecclestone e compagnia…”.

Si può si può, si potrebbe si potrebbe.

Tanto più adesso che con il mondiale 2014 alle porte Pirelli ha il potere di lasciare all’improvviso il Circus senza scarpe e quindi la forza di imporre una meravigliosa controrivoluzione…

Quasi una restaurazione.

Della vera F1 a danno della Formula playstation.

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