Vite parallele.

Lui che sorride ha vinto nel 2012 il mondiale d’accesso alla classe regina, la Moto 2, ed è subito arrivato in MotoGp.

Lui che non sorride ha vinto il mondiale d’accesso alla F1, la Gp2, ed è subito arrivato microfono in mano a fare il telecronista F1 per Sky

Lui Marc Marquez ha trovato il colosso nipponico simbolo del motomondiale, la Honda, che ha creduto talmente tanto in lui da imporre talune modifiche regolamentari pur di farlo correre (come quella che vietava ai debuttanti da categorie inferiori di gareggiare nei team ufficiali).

Lui Davide Valsecchi ha trovato il colosso simbolo dei motori a quattro ruote, la Ferrari, che da solita Ferrari se n’è guardata bene dal modificare il proprio approccio ai piloti di casa, proseguendo ostinatamente nella sua politica anti italiana.

Lui Marquez oggi ha vinto il titolo mondiale della classe regina bruciando un quintale di record e riscrivendo la storia di questo sport (numeri e numeroni che allego qui sotto a futura memoria del suo talento immenso).

Lui Valsecchi, terzo pilota Lotus, lui stamane si è alzato scoprendo che Kimi Raikkonen salterà le ultime due gare della stagione (ad Austin in Texas e in Brasile, a San Paolo) per farsi operare le schiena malandata (ma anche perchè non lo pagano e si è rotto le scatole oltre che la schiena).

Lui Marquez oggi pomeriggio ha calpestato il podio e inaffiato e saltato e gioito e fatto commuovere più o meno tutto il muretto della Honda a cominciare dal team principal, l’italianissimo e bravissimo Livio Suppo.

Lui Valsecchi oggi pomeriggio era a una fiera di Cavalli, credo a Verona, con amici e fidanzata e durante la telefonata ho capito anche che Davide non sapeva ancora nulla del suo futuro e che nessuno degli uomini del muretto Lotus lo aveva ancora chiamato per dirgli se il sedile di Kimi sarebbe stato suo.

Lui Marquez, lui Valsecchi.

Un grande talento che ha avuto tutto per esprimersi e un talento non saprei dire se grande come Marc (credo di no), ma pur sempre un buon talento e unico italiano in una F1 senza italiani, che avrebbe tutto per ambire alla grande occasione e a cui nessuno ha fin qui dato nulla per potersi esprimere.

Lui Marquez e lui Valsecchi… Come dire la differenza grande che passa tra un pilota che corre in uno sport vero e un altro  che vorrebbe correre in uno sport finto e a volte bastardo.

 

Qui di seguito i primi cinque all’arrivo di Valencia, la classifica del mondiale e, soprattutto, i dati promessi su PRODIGIO Marquez:

Arrivo
1. Jorge Lorenzo (Spa/Yamaha) in 46’10.302
2. Dani Pedrosa (Spa/Honda) a 3.934
3. Marc Marquez (Spa/Honda) 7.357
4. Valentino Rossi (Ita/Yamaha) 10.579
5. Alvaro Bautista (Spa/Honda Gresini) 14.965

Mondiale
1. Marquez 334
2. Lorenzo 330
3. Pedrosa 300
4. Rossi 237

Marc Màrquez Alenta (Cervera Spagna, 17-2-93)

 

Esordio nel motomondiale: 2008 (classe 125)

 

Vittorie in carriera: 32 (6 MotoGp, 16 Moto2, 10 Classe 125)

 

Titoli mondiali vinti: 3 (125 nel 2010, Moto2 nel 2012, MotoGp nel 2013)

 

Più giovane vincitore di un mondiale della classe regina: 20 anni 266 giorni

 

Più giovane poleman della classe regina: 20 anni 2 mesi 3 giorni

 

Più giovane vincitore di un Gp della classe regina: 20 anni 2 mesi, 4 giorni

 

Prima di lui solo Kenny Roberts, nel 1978, aveva vinto il titolo al debutto nella classe regina

 

Vittorie 2013: 6 (Austin, Sachsenring, Laguna Seca, Indianapolis, Brno, Aragon)

 

Podi 2013: 16 su 18 Gp (6 vittorie, 6 secondi posti, 3 terzi)

 

Pole 2013: 9

 

Giri veloci nel 2013: 11

 

Cadute nel 2013: 15

 

Gp in carriera: 96 (18 MotoGP, 32 Moto2, 46 125)

 

Percentuale di vittorie su Gp disputati: 33,3 %

 

Percentuale di podi: 57,2%

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