E adesso vediamo di bruciare anche questo.

Di allevarlo, illuderlo e magari lasciarlo sfiorire qua e là.

E adesso vediamo se davvero la Ferrari ha imparato la lezione impartita nel 2007 dalla McLaren  quando gettò nella mischia tale Lewis Hamilton, lezione che insegnò a molti, top team in primis, che quando si ha per le mani un gioiello bisogna rischiare e indossarlo e portarlo e mostrarlo.

Perché mentre fa un male boia ascoltare Davide Valsecchi dire “ero vicino all’occasione della vita e il fatto che la Lotus mi abbia preferito Kovalainen mi ha tagliato gambe e morale perché hanno scelto un pilota che era ormai quasi fuori dalla F1…”, fa invece molto pensare sapere che la Rossa ha per le mani, nella Ferrari Driver Academy, un talento come Raffaele Marciello (oltre al più giovane Antonio Fuoco, trionfatore quest’anno nella formula Alps).

Fa molto pensare perché Raffaele avrà 19 anni a dicembre, è nato svizzero ma è italiano di passaporto e tutto il resto, perché è un prodotto della filiera Csai, perchè dal 2009 è seguito da Maranello, perché  ha vinto l’Europeo Formula 3 (13 vittorie su 30 gare), perché ad Abu Dhabi nei recenti test per i rookie ha debuttato con il miglior tempo il primo giorno (cosa in passato riuscita solo ad Hamilton), perché proprio oggi nel prestigioso Gp F3 di Macao è in pole, perché sembra, pare, si dice che la Rossa stia valutando se mandarlo il prossimo anno proprio in Gp2 o nella World Series by Renault che nelle ultime stagioni vede (apripista è stata la Red Bull) i team F1 più coinvolti e attenti che in Gp2. In proposito fanno testo la brutta storia di Valsecchi campione del mondo Gp2 2012 e la bella favola di Magnussen fresco d’ingaggio McLaren e campione World Series 2013.

 

Vediamo, dunque, se il lontano e proficuo precedente di Lewis e quello recente di Magnussen spingeranno la Rossa sulla retta via d’investire veramente sulle giovani promesse, non solo nell’Academy, ma anche offrendo loro un debutto vero in F1 per cui sul Cavallino.

A 22 Hamilton in McLaren pirlò Alonso e quasi vinse il mondiale.

Lasciamo che i vecchietti Alonso e Raikkonen litighino un po’ in Ferrari nel 2014, che magari facciano anche qualcosa di buono, poi però parliamone.

Parliamo di Marciello e più in là anche di Fuoco (pure lui controllato dalla Rossa).

I tifosi italiani dal Cavallino vogliono vittorie, ma chiedono anche nuove avventure in cui immedesimarsi e desiderano sognare.

Marciello che scatta dalla pole a Macao, Marciello che quest’anno ha vinto tutto, Marciello al top nell’assaggio di Gp2 non è un sogno ma realtà.

Se parlasse inglese, spagnolo, polacco saremmo già qui a dire cose grandi e grosse.

Incredibilmente parla ed è italiano.

Praticamente una specie da proteggere.

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