La F1 poco seria che raddoppia i punti dell’ultimo Gp sta molto seriamente affrontando l’altra novità.

Quella poco seria, quella amena e natalizia che al contrario dell’altra non avrà impatti devastanti sull’essenza di uno sport:

cioè i numeri da assegnare ai piloti che d’ora in poi resteranno per sempre e accompagneranno l’intera carriera del driver.

Come il 46 di Rossi.

Ieri hanno scelto Alonso e Raikkonen: uno 14, l’altro 7. Vettel deciderà domani. Nel 2014 userà per forza l’1 del campione del mondo, però, proprio in virtù della posizione in classifica, Seb ha diritto di prelazione nella scelta del numero che porterà poi, per tutta la carriera, su casco e monoposto.

Se volesse, potrebbe dunque scegliere il 14 appena preso da Fernando che sarebbe costretto a cederglielo.

Ma Seb non lo farà.

Potrebbe fare altro.

Scegliere per sempre il mitico – per tutti i ferraristi che si rispettino – 27 che fu di Gilles. Numero appena snobbato dai ferraristi Alonso e Raikkonen e numero che a quanto pare la Rossa non può o non vuole ritirare come avviene invece – e giustamente – nel calcio con certe maglie dei campioni.

Per cui, onde anche evitare che finisca sul casco di qualche pincopalla delle corse, Vettel ha l’occasione di sistemare le cose, onorare un mito, fare un dispettuccio a qualcuno per poi presentarsi un giorno a Maranello portando in dote, oltre all’immenso talento, magia e passione legate a quelle due cifre.