Storie belle e storie brutte in F1.

Storia bella:

è ufficiale, Felipe Massa viene raggiunto in Williams dal suo storico ingegnere di macchina in Ferrari, Rob Smedley. Trattasi dell’inglesone sorridente e dai modi sempre gentili che nell’estate del 2010 assurse a fama interplanetaria per quella comunicaizone radio a Felipe che conduceva il Gp:

“OK, so, Fernando is faster than you. Can you confirm you understood that message?”

Fernando è più veloce di te, hai capito?

Seguì Massa che ci pensa per un po’ prima di cedere strada al compagno ma alla fine lo fa

A sorpasso subito e Gp gettato, seguirà la frase di Rob:

“OK mate good lad, stick with him now, sorry”.

Ok, ben fatto… scusaci.

Scuse che in epoca di ordini di scuderia vietati costarono 100.000 dollari alla Rossa.

Storia bella perché i due sono proprio amici e vanno a ricostituire una bella coppia di lavoro.

In un team, la Williams, che sta davvero facendo le cose in grande.

 

E ora la storia brutta:

Jacques Villeneuve che a 42 anni torna in gara a Indy 500.

Lui che l’ha già vinta quando era giovane e arrembante, anno 1995, mettendo nel sacco Indy più titolo Cart.

Lui che in fondo tra Indy e Cart e Mondiale F1 vinto è un grande del motorismo.

Lui che almeno lui sembrava non avesse il virus dello sputtanarsi l’immagine con inutili ritorni.

Son fatti suoi.

Oddio… anche dei suoi tifosi.

Per cui anche nostri… o miei.

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