– di Gian Carlo Minardi –

Anche il secondo Gran Premio stagionale porta il sigillo della Mercedes. Dopo Rosberg il testimone è passato ad Hamilton. Una supremazia importante. Iniziata il venerdì e finita questa mattina, passando per le condizioni di pista asciutta e bagnata. Puoi cambiare le variabili, ma ad oggi il risultato è sempre lo stesso.

Sette motori Mercedes nelle prime dieci posizioni è un dato importante.

Alle spalle della W05 chiude la Red Bull di Sebastian Vettel che si dimostra la vettura con il miglior telaio, anche se paga il ritardo della power-unit transalpina. La strada intrapresa è quella giusta come dimostrano i passi in vanti dai test- prestagionali, anche se ora dovranno capire cosa è successo alla macchina di Ricciardo. Ancora una volta tutte le disavventure capitano sulla RB-2. Il gap con la Mercedes è ancora importante e il lavoro in casa Renault non sarà di facile risoluzione. Certamente Horner&C potranno trarre vantaggio da quei circuiti in cui il motore avrà meno importanza.

La Ferrari saluta Sepang con un ritardo di 35” dalla vetta e di 10” dalla Red Bull. Hanno compiuto un piccolo passo in avanti rispetto a Melbourne, ma non ancora sufficiente per lottare per il podio. Sfortunato Kimi che senza il contatto con Magnussen avrebbe potuto portare a casa punti importanti in ottica Mondiale. Ancora una volta Fernando ha tirato fuori il 100% dalla sua Ferrari inanellando giri costanti in tutte le condizioni.

Kevin Magnussen è stata la prima vittima della nuova penalità di 5” introdotta quest’anno. A mio avviso la mano dei commissari è stata troppo pesante in quanto lo avrei archiviato come un semplice contatto di gara. Queste decisioni sono troppo soggettive e pertanto nell’arco della stagione, con il cambio della giuria, potremo avere interpretazioni diverse. Ho voluto osservare il comportamento dei meccanici in occasione della penalità e devo dire che gli uomini McLaren sono stati veramente molto bravi. I pit-stop precedenti di Kevin si erano attestati intorno a 27.4-25.5 sec, mentre successivamente Magnussen ha lasciato la corsia box in 30”

Molto bravo Nico Hulkenberg che si dimostra pilota da top team, anche se la sua Force India sta avendo un buon inizio di stagione cercando di attestarsi al quinto posto nel mondiale. Un’importate risultato conquistato con un pit stop in meno rispetto alla concorrenza. Già l’anno scorso avevano utilizzato questa strategia dimostrando di avere una vettura che dialoga bene con le gomme Pirelli. Da applausi anche la prestazioni di Daniil Kvyat che saluta la Malesia con un buon punto per la Toro Rosso. Entrare in top 10 con ben sette motori Mercedes al traguardo è un risultato di tutto rispetto, considerando che è spinto da un Renault.

Incomprensibile invece l’ordine di scuderia partito dal muretto Williams nei confronti di Massa. Non credo che Bottas avesse la forza di raggiungere e sopravanzare Button. Non capisco il motivo di creare del nervosismo all’interno del team già al secondo appuntamento e Massa ha fatto bene a mantenere la posizione.

Tra sette giorni si tornerà comunque in pista e non credo che cambieranno le forze in campo. Con l’arrivo in Europa, dopo la Cina, potremo vedere delle belle e interessanti novità.