– di Gian Carlo Minardi –

Tanto per cambiare un week end dominato dalla Mercedes. Dalla qualifica alla gara il colore di riferimento è stato l’argento.

Anche se qualcosa è cambiato. Sarà il circuito cittadino, sarà la notte, ma in qualifica abbiamo avuto dei distacchi veramente risicati con addirittura 9 macchine racchiuse in una forbice poco più ampia di 5 dec. Ferrari e Red Bull sono riuscite a tenere la scia, almeno in qualifica, della concorrenza poiché in gara Lewis Hamilton ha fatto tutto quello che voleva andando a vincere il suo settimo Gran Premio stagionale, oltre a strappare a Nico Rosberg la leadership mondiale. L’affidabilità si conferma l’unico tallone d’Achille della corazzata tedesca. Questa volta è toccato Nico Rosberg assistere ai festeggiamenti del compagno di team dal muretto box. Oramai le sfortune si sono praticamente eguagliate. Con tre punti di differenza (241 per Hamilton contro i 238 di Rosberg) e cinque gare in calendario il Mondiale in casa Mercedes può avere nuovamente inizio.

Per Maranello è stato il primo Gp della nuova era, tra non poche tensioni legate alle decisioni di Alonso. Lo spagnolo chiude ai piedi del podio, guidando con cattiveria in tutte le sessioni portando a termine una gara egregia, ma rovinata dall’ingresso della safety-car. Diverso il discorso per Raikkonen. Sfortunato in Q3, il finlandese in gara chiude con l’ottavo posto e oltre 45” dal compagno… un po’ troppi….

Bella gara anche per Daniel Ricciardo e Sebastian Vettel che completano il podio di Singapore. Vedendo in azione la RB10 in diversi punti del tracciato si capisce che, ancora una volta, hanno costruito una gran bella macchina.

Come già annunciato nelle settimane scorse ci sono grandi movimenti in atto. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni e prepariamoci ad andare in Giappone.

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