– di Gian Carlo Minardi – 

Con ancora negli occhi le immagini di Suzuka, il Circus si è spostato a Sochi per dar vita al primo Gran Premio della storia in Russia. Siamo in una località baciata dal mare, con gli impianti delle Olimpiadi Invernali a fare da sfondo ai 5872 mt del circuito.

Come sempre in occasione di nuovi Gp, il fine settimana ci potrebbe proporre non poche incognite che, sportivamente parlando, si potrebbero trasformare in maggiore spettacolo. I team sono arrivati a Sochi dopo aver effettuato numerose prove ai simulatori, ma di fatto, oggi, per tutti, è stato come il primo giorno di scuola (davanti Hamilton, seguito da Magnussen, Alonso e Rosberg, tutti nello spazio di 9 decimi).

Tra le incognite principali del circuito cittadino Made in Tilke ci sono diverse curve ad angolo retto oltre alla variante più lunga di tutto il mondiale, una 180° che metterà a dura prova le Pirelli (Medium e Soft),  freni,  motori con i vari liquidi presenti al loro interno oltre ai piloti, sottoposti per diversi secondi ad un’accelerazione laterale di 3-4G. Per la gara, lunga 52 giri, si prevedono 3 pit-stop.

Neanche a dirlo. Le Mercedes hanno dimostrato di poter giocare a loro piacimento. Qui non mi aspetto stravolgimenti. Sarà ancora una lotta in casa tra Lewis e Nico. Solo loro possono farsi un autogol. Sarà una lotta che si concluderà solamente all’ultimo gran premio, anche grazie a questi pazzi regolamenti che vedono un punteggio doppio per il Gp di Abu Dhabi. Occhio però alle RedBull che proveranno a vendere cara la pelle, essendo questo un circuito con un buon carico aerodinamico.

La F1 entra dunque in un nuovo Paese. Mi piace ricordare che nel lontano 1985 – anno in cui il Team Minardi debuttava nel Mondiale – fummo i primi a portare una monoposto nella piazza “rossa” grazie alla partnership con “Simod”. Successivamente, nel 2002 e 2004, fu la volta di GazProm e SMP Bank insieme a Sergej Zlobin, primo pilota russo a mettersi al volante di una F1. Oggi Sergej rischia di essere il primo pilota russo a vincere la LMP2 nel FIA WEC. Ho sempre sostenuto che questo paese, una volta cresciuto nel mondo del motorsport, avrebbe creato degli atleti interessanti, come in tutte le altre discipline. Oggi abbiamo un giovanissimo Kvyat che dal prossimo anno sarà titolare in RBR con Ricciardo e al posto di Vettel. Niente male e buon gran premio a tutti.

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