– di Gian Carlo Minardi –

Il primo Gran Premio di Russia non passerà alla storia certamente per tecnica e spettacolo, altamente insignificanti entrambi. Asfalto per nulla abrasivo e problemi per le curve ad angolo retto o a 180° infondate.

Senza l’obbligo di cambiare le mescole, i piloti sarebbero comunque arrivati tranquillamente alla fine delle 52 tornate senza alcun problema, come ci ha fatto vedere Nico Rosberg costretto al primo giro ad uno stop forzato e autore del giro più veloce all’ultimo giro.

Super Mercedes, sia come team che come Power-Unit, con cinque piloti piazzati nelle prime cinque posizioni. Nico Rosberg è stato troppo impulsivo e aggressivo, compromettendo così la sua gara. Il secondo posto va di lusso, considerando come si erano messe le cose all’inizio e i punti doppi di Abu Dhabi. Forse il risultato non sarebbe cambiato considerando che in tutto il week-end Hamilton gli è stato davanti.

Molto bene le McLaren. E’ il team che nell’ultimo periodo ha compiuto gli step evolutivi più importanti e si prepara ad attaccare il quarto posto della Ferrari. Ancora una volta solamente il talento di Fernando Alonso salva il fine settimana di Maranello portando la Rossa ad una realtà che non le appartiene. Chiude al sesto posto davanti alle due Red Bull, ma le ”lattine” si sono dimostrate più veloci. E’ il primo tra i non motorizzati Mercedes. L’errore al pit-stop dello spagnolo, uno dei punti di forza della rossa, è un segno importante di mancanza di serenità all’interno del team. Ancora una prova incolore invece per Kimi Raikkonen.

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