All’ora di pranzo è diventato ufficiale l’ennesimo avvicendamento al vertice della Ferrari F1: dopo soli 7 mesi via bruscamente Marco Mattiacci e dentro Maurizio Arrivabene, top manager di Philip Morris, da una vita nel Circus, e membro del cda Juve. Professionista  molto vicino sia ad Andrea Agnelli che allo stesso Marchionne. Che siede nel cda Philip Morris.

Ad Arrivabene, bresciano, 57 anni, da vent’anni in F1, gran conoscitore dell’ambiente e di chi lo governa, da Ecclestone e Todt in giù, la patata bollente Ferrari.

Domani, Marchionne stesso sarà a Ginevra per la riunione dello strategy group e della F1 Commision, l’organo che tutto governa in F1 e dove sedeva anche Arrivabene quale rappresentante delle aziende che sponsorizzano il Circus. In questa sede Marchionne inizierà a battere i pugni. L’obiettivo è arrivare a introdurre cambiamenti nell’attuale regolamento tecnico, a costo di agitare il potere di veto ad ogni iniziativa della Commissione. Potere che solo la Ferrari ha e che la Ferrari fin qui non aveva mai usato.

Si scontrerà ovviamente con la Mercedes che non ha potere di veto, ma quello di lasciare la F1 (minaccia già sventolata…).

Il potere di veto non usato in passato da Montezemolo e Domenicali sarebbe uno dei motivi dei molti malumori di Marchionne che hanno portato agli scossoni di aprile (Domenicali) e autunnali.

Unico vero interrogativo, a questo punto, il brusco allontanamento di Mattiacci. Via dal team. Via dalla Ferrari. Cos’è successo?

Qui di seguito,

la lettera inviata oggi dal presidente  del Cavallino a tutti i dipendenti.

 

 

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