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E adesso vediamo se a franchezza delle parole seguirà franchezza dei comportamenti, delle azioni, delle decisioni.

Maurizio Arrivabene un attimo dopo aver visto le sue Ferrari arrivare male ha detto chiaro e tondo che Kimi Raikkonen ha gettato un podio. E Kimi Raikkonen che algido non è, che freddo non è, che ora è tutto il contrario di quel che era, nel più latino e meditterraneo dei modi ha dato la colpa a non meglio precisati eventi tecnico imponderabili tipo acceleratore e cose strane.

La cosa strana, l’unica, è che a distanza di un anno abbia commesso uguale errore nello stesso gp, nella stessa curva, sbagliando solo l’appuntamento con il giro. Era stato il 41 lo scorso anno, è stato il 28 ieri.

A questo punto è la Ferrari che non deve sbagliare appuntamento con le decisioni da prendere per far seguire a franchezza delle parole la franchezza delle azioni.

E piantiamola con la storiella dell’armonia e del volemose bene che starebbe alla base di un eventuale prosieguo del matrimonio con il finlandese.

Avanti un altro.

Forza allora.

Avanti anche un Bottas, un Ricciardo (che per ovvi motivi è però l’unico che forse sarebbe meglio evitare visto che farebbe subito venire l’orticaria a Seb). E allora, perché no, avanti un Marciello, giovane, italiano, ce ne sarebbe bisogno.

Se non altro per non farlo invecchiare nel solito parcheggio delle speranze di rossovestite…

 

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