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– di Gian Carlo Minardi –

La Formula 1 è pronta a fare il suo ritorno nella Stiria, cuore verde dell’Austria, per la seconda edizione del Gran Premio targato Red Bull Ring.

Un circuito medio-veloce e poco aggressivo per i pneumatici. La Pirelli porterà così per la terza gara consecutiva le mescole Soft e Supersoft. L’anno scorso la maggior parte dei team aveva puntato sulle tre soste, mentre quest’anno la mossa vincente potrebbe giocarsi sui 2 pit-stop. Altra grande variabile in Austria sarà il meteo con la pioggia pronta a fare il suo ingresso rimescolando le carte.

Sul fronte della prima fila non mi aspetto sorprese con una lotta in casa Mercedes, mentre più incerta la situazione alle loro spalle. Ferrari e Williams si daranno battaglia. L’anno scorso qui la Williams aveva colorato l’intera prima fila con la pole di Massa seguito dal compagno Bottas grazie ad un tempo vicinissimo al record di Michael Schumacher che quest’anno potrebbe essere battuto. In casa Ferrari Raikkonen è chiamato ad un buon week-end per allontanare le critiche e portare quei punti necessari a Maranello per conservare il secondo posto nel mondiale Costruttori. Sinceramente non condivido tutte queste critiche nei suoi confronti, anche se certamente sta perdendo il confronto col compagno.

Parliamo di una pista in cui il motore ha un ruolo importante e pertanto non sarà facile lottare coi motorizzati Mercedes. Mi aspetto una Force India, grazie anche ad un Hulkenberg galvanizzato dalla vittoria nella 24 Ore di Le Mans con la Porsche, pronta a lottare per la top ten. Rispetto al 2014 alcuni  scenari sono cambiati con Red Bull e McLaren lontane dalle zone che contano, anche se i padroni di casa  hanno dato dei segni di crescita

Come già successo nel 2014, anche quest’anno ci sarà la Legends Parade il cui filo conduttore è dettato dalle vetture turbo degli anni ’80. Mi fa piacere che in pista ci sia anche la Minardi M186-01 con Pierluigi Martini, insieme a Niki Lauda e Alain Prost su McLaren del 1984 e 1985,  Gerhard Berger su F1-87/88C, Jean Alesi con la Renault RE50-03 del 1984 e Martin Brundle con la Lotus 98T. Per l’occasione sarò presente in circuito e sarà bello rivedere l’accoppiata Minardi-Martini. Per me tutti i piloti sono stati importanti poiché hanno contribuito a scrivere la storia del Minardi Team, ma certamente “Piero” ha un posto particolare avendo corso con me oltre 100 GP. Mi piace riportare una frase proprio di Martini in riferimento a questa esibizione “Non so veramente cosa aspettarmi. Sarà l’occasione per capire quanto fossi folle a correre in quegli anni

Insomma, un motivo in più per vedere il Gran premio e andare al Red Bull Ring

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