Japan Formula One Grand Prix

Qualche settimana fa Valentino Rossi e Jorge Lorenzo e Marc Marquez si sono scannati a parole e in pista.

Frasi del tipo “tu sei sleale” e “tu scorretto” e “ho perso la stima” e “non sei un campione ma un…”, frasi seguite in pista da manovre tanto emozionanti quanto discutibili.

Qualche settimana dopo, cioè mercoledì sera,  la Juve nel fortino del suo Stadium passa con bella partita il turno di Champions, batte il City, in campo Morata, cioè il giocatore che il Real vorrebbe indietro e il giocatore che ha portato Allegri e i bianconeri alla finale di Champions, Morata insomma non fa esattamente quel che il tecnico gli sta chiedendo e Allegri sbotta: “Non mi interessa se sbagli,  se non tieni alta la testa ti tolgo dal campo…”.

Come dire: sport e attributi, sport e frasi forti, sport e schiettezza in campo, in pista e a parole.

E arriviamo alla F1 con i nostri simpatici e sempre più anonimi impiegati del rischio.

Uno a caso… Raikkonen. Ecco cosa ha detto oggi:

“E’ stato un anno nella media, meglio
dell’anno scorso ma lontano da quello ideale ma questa è la vita, il
prossimo anno cercheremo di fare meglio. L’obbiettivo dell’anno
prossimo è sfidare e battere le Mercedes”.

BINGO! FORTE! EMOZIONANTE! FICCANTE!

Ecco,

poi Ecclestone ci dice che in F1 Valentino Rossi sarebbe stato subito squalificato.

Ma meno male che Vale non ci è nato in F1 e non ci è andato.

Tanto più che in F1 non sarebbe diventato Vale Rossi. Gli avrebbero infatti impedito le scenette a fine gara.

 

Questa è la differenza che passa tra uno sport che sta morendo e due sport che in mezzo a mille problemi sanno ancora regalare emozioni.

 

 

 

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