Baku e l’Arzebaijan sono un’incognita per tutti e ovviamente di più per chi fin qui si è rivelata un’incognita. Parlo di lei, ovviamente, di lei la Rossa in crescita nel freddo di Montreal chiamata a dimostrare belle cose anche al caldo. La Rossa che in fondo sentiamo un po’ nostra. Nazionale dei motori e  quelle cose lì.

Per cui ritengo che cronisti e tifosi, in quanto proprietari virtuali e per passione nazionalpopolare di un pizzico di lei, della Rossa, abbiano il diritto i primi, di domandare e insistere nel chiedere cose (non foss’altro   per far bene il loro mestiere), e i secondi di arrabbiarsi e soffrire sperando prima o poi di gioire.

Come voi tifosi e noi cronisti abbiamo questi diritti, così gli uomini di rosso  vestiti hanno il diritto di difendere LEI e se stessi, ma non di dire cretinate.

Tipo quella “made in Vettel” in Canada  all’indirizzo di un bravo e appassionato collega della Gazza, Luigi Perna, che aveva solo chiesto delle chance di colmare il gap.

Quel simpaticone del Seb ha risposto

“A VOLTE SEMBRA CHE LA STAMPA ITALIANA SIA IL NOSTRO PRINCIPALE RIVALE” 

Punto 1 

Non ha capito niente della Ferrari nazionale e degli italiani

Punto 2

I mega milioni che riceve sono per il suo enorme talento, per la sua passata grandezza che si spera anche futura, e per  reggere quella cosa lì chiamata pressione.

Che quando sei nella nazionale senti parecchio di più

E la Rossa è una nazionale, la nostra. 

Per capire, visto che la Mercedes è più inglese che tedesca, Chieda in proposito ai suoi connazionali calcistici Müller e Neuer…

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