-di Paolo Giordano*-  Il pilota che ho amato di meno, oggi è l’uomo per il quale tifo di più. Conosco il buio immobile nel quale galleggia Michael Schumacher in questi giorni, solo, solissimo, anche se tutti gli parlano. Il co­ma. Lo conosco, quel buio gelato. Ma non lo ricordo perché il trauma cranico,quand’è gravissimo,è per­sino cortese: si prende anche i ricordi di quando è ar­rivato e lascia un buco nero, senza latitudine, ine­splorabile per tanto, tantissimo tempo, forse per sempre. Insomma anche io mi sono «rotto la testa», come minacciano i nonni per frenare i nipotini speri­colati. La mia pietra […]